“Che cosa spinge Marchionne a credere che possa salvare Chrysler?”, si chiede l'Economist. Innanzitutto la consapevolezza di aver compiuto un miracolo simile già a partire dal 2004, con il suo arrivo al Lingotto e la rivitalizzazione del gruppo italiano. Anche con la più piccola delle “tre grandi” di Detroit il manager inizierebbe l’opera di risanamento a partire dalla sua struttura organizzativa, con la possibilità di arrivare al 51 per cento della proprietà – come ha detto ieri Marchionne – nei prossimi sette anni, una volta estinto il debito con Washington.