La domanda su dove la tutela dei diritti di chi crea un’opera debba fermarsi prima di limitare la libertà di espressione sul Web è certamente più appassionante di quella sulla nascita della gallina prima dell’uovo, ma al momento sembra avere la stessa vaga risposta. Come dimostra lo studio di Boldrin e Levine anticipato dal Foglio, l’argomento ha origini antiche, ed è diventato drammatico nell’era di Internet, in cui tutti condividono contenuti, video, canzoni e immagini su siti, blog e social network.