La Francia come “un diritto individuale”, che va verso “un mondo in cui individui senza legami duraturi né memoria si giustappongono, godendo come ubriachi del loro diritto di fare qualsiasi cosa, prima di incenerirsi al ritmo di musica new age”. Una scuola destinata a crescere bambini angosciati che hanno perso la voglia di imparare. Una religione costruita dal niente che innalzerà templi vuoti. Ma anche una nuova generazione di cattolici non impauriti. E’ un affresco inquietante, ma non disperato, quello che il giovane filosofo Martin Steffens fa al Foglio nei giorni in cui entra in vigore nelle scuole francesi la carta della laicità voluta dal ministro Vincent Peillon, apertamente in guerra con la chiesa cattolica. Meotti I lumi bigotti di Parigi - L’abracadabra del politicamente corretto - Ferrara Il fanatismo al potere - Un manifesto neolaicista per la scuola francese - Robespierre all’Educazione