Sarà stato il bluff dell’uragano Irene che avrebbe dovuto spazzare via New York, o il caldo degli ultimi giorni di agosto arrivato dopo un’estate tra le più fresche degli ultimi decenni; fatto sta che, dopo almeno un anno di quasi silenzio mediatico, i catastrofisti del clima hanno ricominciato a spargere profezie funeste e a minacciare chi non la pensa come loro. Il metodo è il solito: noi abbiamo ragione, voi torto (e fino a qua ci può stare), e proprio per questo voi non avete diritto di parola.