Facebook è morto. Di nuovo. Da qualche tempo prevedere la fine del social network inventato nel 2004 da Mark Zuckerberg è diventato un simpatico passatempo di analisti, esperti e ricercatori. Non passa mese senza che un’intervista a qualche illuminato esperto di nuovi media, un retroscena con numeri interni arrivati alla stampa chissà come, o uno studio di qualche università cerchino di dimostrare che ormai è cominciata la parabola discendente per la piattaforma che ha messo in collegamento centinaia di milioni di persone in tutto il mondo permettendo loro di condividere foto, video, immagini, link e pensieri più o meno indispensabili.