Tunisi. E’ nell’anonimo parcheggio di un palazzone di periferia dalla facciata scrostata che si è accartocciata la transizione in Tunisia. Qui, con quattro colpi di pistola il 6 febbraio è stato freddato Chokri Belaïd, politico dell’opposizione laica e di sinistra, voce forte contro il partito islamista al governo. A ricordare il luogo esatto dell’esecuzione ci sono mazzi di fiori e candele, giovani infreddoliti in pellegrinaggio, la sigaretta in una mano e lo smartphone nell’altra. A due settimane dai funerali di massa trasformatisi in protesta contro l’esecutivo, la Tunisia culla della rivolta araba è bloccata nella più grande crisi politica dalla rivoluzione del 2011.