Ci vorrebbe un romanzo di Tom Wolfe per rappresentare con l’adeguato coefficiente di glamour e disillusione la battaglia americana intorno alla ricchezza e ai suoi derivati. Non è soltanto l’avita storia dei ricchi che opprimono i poveri e dei poveri che invidiano i ricchi, ma una vicenda di eccessi, magioni esclusive, fondi alle Cayman, proteste in piazza, fondi elettorali, superiorità antropologiche e facoltosi democratici agghindati da anarcoidi che imbracciano gli schioppi del populismo per stanare i loro compagni di casta, lato conservatore.