In Myanmar non andrà tutto beneUn'altra giornata di manifestazioni si è conclusa con altri 51 morti. Il movimento che ha ispirato la protesta non potrà continuare a lungo la sua lotta, costretto dalla repressione e indebolito dalla mancanza di leadership. Ci sono due potenze che guardano: Cina e Russia, che da questa crisi potrebbero volere cose molto diversediMassimo Morello4 MAR 21
regionalizzazione globaleLa crisi in Myanmar dà inizio all’epoca del tribalismoL’Asean dice: non intervento. Gli equilibri si sono trasformati, c’è il potere cinese e il resto è frammentatodiMassimo Morello3 MAR 21
Sulla repressioneLa "sindrome cinese" in MyanmarDifficile stabilire che cosa abbia innescato questa sindrome cinese. Forse la straordinaria vittoria di Aung San Suu Kyi alle elezioni di novembre. Forse qualche suo errore nella gestione della vittoria. Forse la paura dei generali di perdere potere e veder crollare i loro affari (tesi più accreditata). Quasi sicuramente ha contribuito la sua delegittimazione in occidente per la questione rohingyadiMassimo Morello1 MAR 21
In Myanmar lo spazio per una soluzione pacifica s’è chiusoLe proteste contro il colpo di stato dei militari non si fermano. un’unica domanda: che farà la Cina?diMassimo Morello23 FEB 21
La logica del caosQuel che dicono i tatuaggi della protesta in MyanmarI pi ze, dolorosamente impressi sulla pelle da un sanya, uno sciamano, sono in molti casi il segno di appartenenza a una gang, a un gruppo di uomini che hanno bisogno di protezionediMassimo Morello21 FEB 21
La notte dei lupi di YangonLe forze armate in Myanmar usano la violenza per cercare di fermare le proteste. Le bande criminali, le leggi contro la libertà di stampa, l'assenza di connessione e una generazione che è ancora troppo giovane per avere pauradiMassimo Morello15 FEB 21
una fogliata di libriIl Mare di Mezzo. Una storia del MediterraneoLa recensione del libro di John Julius Norwich, Sellerio, 1.097 pp., 20 eurodiMassimo Morello10 FEB 21
I rohingya sperano nel ritorno di San Suu Kyi, l’occidente è freddoNei campi in Bangladesh sanno che il vero carnefice era il generale Hlaing e non la leader del Myanmar, che però "non è più una priorità dell’occidente"diMassimo Morello9 FEB 21
Chi sono gli stregoni che hanno sempre comandato in MyanmarLa “leader de facto” non era Aung San Suu Kyi, ma i generali. Il lato oscuro della forza che la Signora credeva di poter controllare dopo le elezionidiMassimo Morello3 FEB 21
Aung San Suu Kyi, l’ex simbolo di libertà che molti non difendono piùPerché i generali della Birmania hanno deciso proprio adesso di fermare il premio Nobel per la pacediMassimo Morello1 FEB 21