Populista. Alle 22 e 28 di un piovoso giovedì milanese Dario Fo informa la massa radunata in piazza Duomo che lui, il Nobel che non t’aspetti, si “è sentito di essere populista” grazie a Sergio Marchionne e alla “politica del ricattatore dei lavoratori”. Ventinquattromila dipendenti, tutti sotto ricatto. Benvenuti in Italia, capitani d’impresa. E’ il 22 maggio, anno 2014, la campagna elettorale per le elezioni europee è in piena fase da osteria. Rimetterla in piedi è impossibile, Superciuk imperversa.