Neanche una riga se non a pagamento”, diceva Billy Wilder, convinto che le sceneggiature riuscissero meglio se qualche soldo passava di mano. “Memorie retribuite”, precisa Carlo Fruttero sulla copertina di “Mutandine di chiffon” (appena uscito da Mondadori). Serve a sgombrare il campo dagli equivoci, avvertendo il lettore che non si tratta di un’autobiografia progettata dallo scrivente ma di testi occasionali scritti su commissione. Anche un po’ a rievocare lo scandalo provocato, tra i letterati italiani che sprezzavano il vil denaro e celebravano l’Ispirazione, dalla & che univa i nomi di Fruttero & Lucentini. I conti con la nostalgia e con il genere letterario sono chiusi per sempre a pagina 23.