Irresistibubble, Adorabubble, Delectabubble”: erano i “bubble words” inventati da Salman Rushdie, quando faceva il pubblicitario in un’agenzia londinese per il cioccolato Aero, al latte con bolle d’aria. Bubbles, appunto. Ultima mossa di una carriera da Mad Man che stava per finire. Senza rimpianti: voleva scrivere romanzi. Per questo se n’era tornato in India, viaggiando con pochi soldi e dormendo in alberghetti pulciosi. Fatto il pieno di luoghi e di storie, si era messo a tavolino con l’idea di scrivere “I figli della mezzanotte”.