Il club dei paesi “Tripla A” è diventato decisamente esclusivo. Di questi tempi addirittura quasi inaccessibile, considerata la rigida selezione all’ingresso che le agenzie di rating esercitano sui debiti sovrani degli stati. Restare fuori dal club ovviamente ha un costo – come dimostra l’incremento di rendimenti e spread sui titoli del debito italiano – ma oggi è difficile entrarvi se sei un paese occidentale, specie da quando Standard & Poor’s, lo scorso agosto, ha bocciato i conti pubblici degli Stati Uniti, togliendo per la prima volta all’America la tripla A che certifica l’affidabilità massima agli occhi degli investitori.