E' stata una settimana di rivendicazioni nostalgiche. A partire dalle dichiarazioni al Salone del Libro del ministro ai Beni e alle Attività Culturali, Dario Franceschini, il quale ha detto: "Tutte le TV […] hanno fatto tanti danni in questi anni alla lettura che adesso devono risarcire”. Ma questa settimana è stata la prova che quel vezzo culturale, quello di considerar l'intrattenimento come una perdita di tempo, come una rozza attività per gente semianalfabeta, succube e incapace di decidere, si è aggiornato. Il bersaglio polemico non è più la vecchia televisione ma: "i nuovi media", che ormai non sono più nuovi da un pezzo, ma vallo a spiegare a chi li rifiuta.