Non mi sono bastati né il brandy né il cinismo, ieri mattina, per assorbire la notizia calcistica del giorno, e forse degli ultimi trent’anni, l’addio di Sir Alex Ferguson alla panchina del Manchester United. Roba che qui in Inghilterra ha subito ridimensionato quella storia delle dimissioni del Papa. Dopo ventisette anni passati a vincere qualsiasi cosa, il più grande allenatore di calcio vivente smette di allenare e farà il dirigente, una specie di secondo pontefice fra le mura leonine del calcio. Riassumere l’epica dello United da quando nel 1986 lo scozzese con il chewing-gum si è seduto all’Old Trafford sarebbe come trasferire tutta l’acqua del mare in una buca sulla spiaggia o dissetare il sottoscritto con una birra piccola, per cui non lo farò.