La cialtroneria del tritacarne mediatico non ha limiti, e in tempi di sospensione del campionato non c’è vittima migliore di Balotelli per riempire le fiacche pagine sportive. Il metodo è sempre lo stesso: accusarlo di aver fatto qualcosa che secondo i giornali non andava fatto, così da potere alzare il ditino e il sopracciglio, scrivere editoriali pensosi e corretti, lavarsi le coscienze e dormire il sonno dei giusti autoconvincendosi che se le cose vanno male è colpa del ragazzo del Milan. Senza chiedergli il permesso, il giornalista sportivo collettivo nel weekend lo aveva incoronato simbolo della lotta alla camorra, una sorta di Saviano nero con l’accento bresciano e con un fisico migliore.