Piangeva Antonio Scialoja, ministro delle Finanze del governo La Marmora, nell’annunciare alle Camere, il primo maggio 1866, che la convertibilità della lira in oro e argento veniva sospesa per introdurre un corso forzoso di tutti i biglietti. Nemmeno quel brillante professore napoletano forgiato alla temperie risorgimentale seppe trattenere le lacrime; al pari, un secolo e mezzo dopo, di Elsa Fornero, adusa a ben altre battaglie, ben più accademiche.