Più che un campionato di calcio sembra una guerra, almeno sulla carta. Dalle minacce di al Qaida, ai complotti dei talebani somali, le forze di sicurezza sudafricane si sono preparate a tutto: attacchi nucleari, biologici e chimici. Se non bastasse la minaccia esterna esiste il timore che l’ala dura degli ultimi boeri colga l’occasione dei Mondiali per un attentato in ricordo dell’apartheid. Per non parlare della criminalità: il Sudafrica è il paese non in guerra più violento al mondo dopo la Colombia. Leggi tutti gli articoli del Foglio sui Mondiali