L’immobilismo della politica economica italiana costringe da un pezzo i commentatori economici a infarcire le loro osservazioni di reiterazioni e ovvietà. Da questo punto di vista, si tratta di una consolidata tradizione di “prediche inutili”, che ha come maestro Luigi Einaudi (1956), appunto. Poiché chi scrive appartiene alla categoria e non è esente dall’inevitabile ripetitività, astenersi dal commentare le prediche altrui e limitarsi alle proprie sarebbe salutare. Tuttavia, come nell’alpinismo classico, ci sono ripetizioni ma anche “prime”, più o meno solitarie.