Ma è secessionista o no, questo Roberto Maroni?, si sono chiesti a più riprese gli osservatori di universi leghisti, disorientati di fronte a un Bobo che prima (negli anni Novanta) recluta guardie padane e poi (sempre negli anni Novanta) ai comizi esita, come se quel grido “Padania libera” gli si strozzasse in gola – tanto che oggi ha addolcito il concetto con l’immagine dei “barbari sognanti” che stanno lì a vagheggiare la terra “indipendente”