Ieri c’è stato un incontro a quattro tra i capi della diplomazia di Russia, Stati Uniti, Ucraina e Unione europea a Ginevra, in Svizzera, per fermare la rapida deriva verso la guerra civile nell’oriente ucraino. Questo tipo di negoziati spesso si risolve in un nulla di fatto, ieri sera invece è finito con un accordo concreto che dà motivi di ottimismo. Le milizie federaliste che occupano illegalmente gli edifici governativi nelle città dell’est devono abbandonarli e consegnare le armi – l’accordo è scritto in modo da valere anche per i nazionalisti ucraini che ancora occupano il Maidan, nella capitale Kiev. In cambio hanno la garanzia dell’amnistia, a meno che non abbiano commesso “crimini capitali” (abbiano ucciso). “Tutte le parti devono evitare ogni violenza, ogni intimidazione e ogni atto provocatorio, e devono condannare tutte le espressioni di estremismo e razzismo, incluso l’antisemitismo”.