Come si racconta qui, l’Amministrazione Obama vive in piena crisi da armi chimiche siriane da quasi un mese, già impegnata in incontri riservati con gli alleati occidentali e arabi per decidere cosa fare. Ma è riluttante a intervenire, e questa è la ragione per cui ha aspettato fino all’ultimo – giovedì – per uscire allo scoperto. Una settimana prima i due leader militari appena sotto il presidente e commander in chief Barack Obama, il segretario alla Difesa, Chuck Hagel, e il capo di stato maggiore, Martin Dempsey, avevano testimoniato in audizione al Senato sui rischi di una possibile azione militare. Ferraresi Il disagio dell’establishment democratico, che galleggia fra linee rosse e imperativi morali