Da una parte la difficoltà nel fronteggiare in maniera coordinata le finanze pubbliche ballerine e gli alti e i bassi dell’economia, dall’altra il rischio di diventare politicamente irrilevanti: in pochi giorni i 27 stati dell’Unione europea sono tornati a fare i conti con i loro incubi peggiori. E il Trattato di Lisbona, entrato in vigore due mesi fa, adesso è già sotto processo. “Prima la Grecia, quindi il Portogallo, e poi cos’altro ancora?”, s’è chiesto Wolfgang Münchau, commentatore degli affari europei per il Financial Times