La scorsa settimana è stata dominata dal ritorno di forti turbolenze sui mercati europei, originate in buona parte – così vuole la vulgata – dal rischio d’instabilità politica in Grecia. Più realisticamente, l’unione monetaria torna a essere investita da una “crisi di fiducia”, “fiducia” che secondo gli osservatori economici ha almeno due significati. C’entra Atene, dunque, ma anche Berlino e Bruxelles. Una vecchia dichiarazione dello scomparso n.1 della Bundesbank Karl Otto Pöhl spiega perché.