Un patto per salvare l’euro c’è, e il tentativo di domare la crisi dei debiti sovrani assomiglia molto ai piani che da settimane aveva in testa la cancelliera tedesca, Angela Merkel. A partire dal nome della destinazione finale verso cui gli stati dell’Ue – con l’(auto)esclusione del Regno Unito e il tempo preso da Ungheria, Repubblica Ceca e Svezia – si sono incamminati: “Unione di stabilità fiscale”. Dove la stabilità è tutto, o quasi. Con un accordo intergovernativo, infatti, e non con il cambiamento tout court dei trattati che alla vigilia del summit era considerata la prima strada da perseguire, 26 stati dell’Ue si sono impegnati su “una nuova regola di bilancio”.