Il rigore fiscale è una liberazione per l’individuo o una catastrofe sociale? Dipende da quale sponda dell’Atlantico lo osservi, nota l’economista Alberto Alesina in una conversazione con il Foglio. Ieri infatti è stato sufficiente che la Banca centrale europea (Bce) alzasse il tasso di riferimento per l’area euro – dall’1 per cento cui siamo inchiodati dall’inizio della crisi all’1,25 – per far avvicinare di molto in Europa, secondo alcuni analisti, lo spettro della stagnazione. Il ragionamento ha una sua apparente logica: austerity fiscale e stretta monetaria non promettono abbondanza. Sarà, eppure in Europa tutto ciò che è assimilato al “rigore” – sia esso monetario o fiscale – “è vissuto come una catastrofe”, dice Alesina, professore di Economia all’Università di Harvard. “Negli Stati Uniti invece le ‘politiche di austerità’ sono considerate un ritorno alla filosofia originaria della Costituzione, a uno stato meno invasivo e a una maggiore responsabilità individuale”.