Dodici miliardi di euro di risorse aggiuntive, per ridurre il debito pubblico, da trovare entro la fine dell’anno con le privatizzazioni. Le modalità scelte dal governo Letta per cedere asset pubblici hanno destato qualche scetticismo, non solo in Italia, ma Palazzo Chigi insiste: a chi gli imputa di aver cominciato con il piede sinistro, l’esecutivo risponde che il passo è comunque ambizioso. “E’ dalla fine degli anni 90 che non si procedeva in questa direzione”, dice in una conversazione con il Foglio Fabrizio Pagani, ex Ocse, oggi consigliere per gli affari economici e internazionali di Palazzo Chigi. Leggi anche Stagnaro Poste, è la peggiore privatizzazione della storia italiana - La privatizzazione lettiana di Poste e il rischio boomerang per il paese - Bertone Idee sviluppiste per far fruttare i soldi delle privatizzazioni