Al Presidente Silvio Berlusconi Caro Presidente, la discussione del disegno di legge sul “fine vita” licenziato dal Senato pone la Camera e ciascun deputato di fronte a un’alternativa, che è insieme civile, politica e istituzionale. Da una parte c’è la possibilità di proseguire una discussione che contrapponga, in modo frontale, sempre meno dialogico e sempre più ideologico, due impostazioni speculari: quella di chi vorrebbe riconoscere e disciplinare compiutamente le dichiarazioni anticipate di trattamento, nel senso della piena autodeterminazione del paziente; e quella, che ha prevalso al Senato, di chi ritiene che la materia del “fine vita” vada disciplinata, altrettanto prescrittivamente, in modo uguale e contrario, impedendo che le direttive anticipate dei pazienti possano pre-determinare le scelte di cura.