La Divina Commedia è stata ripubblicata in Iran, grazie al lavoro di Farideh Mahdavi Damghani, che ha curato la seconda traduzione in persiano dell’opera dantesca. Questa versione, ci dice, è più lavorata nella poetica perché si avvicini alla purezza lessicale dei classici persiani dell’islam, in un’operazione che svela la progressiva rivalutazione di Dante in Iran come poeta legato non solo alla politica, ma anche alla spiritualità. La traduttrice dice di avere mantenuto intatto l’ordine cosmologico cristiano che regge la Commedia, anche se, per poterla pubblicare in un paese come l’Iran, ha dovuto autocensurare i versi ostili all’islam. di Omar Ghiani