L’Italia continua a pagare tassi di interesse molto alti per finanziare il suo debito pubblico. Lo spread con i Bund tedeschi, che si era ridotto considerevolmente negli ultimi mesi con la venuta del governo Monti, è cominciato a risalire e ancora ieri ha raggiunto un livello peoccupante (480 punti). La ragione di questo aumento è ovvia: quelli che prestano soldi all’Italia, comprando i buoni pubblici, continuano ad avere dubbi sul percorso futuro della spesa pubblica e della pressione fiscale. Le due variabili si dovrebbero ridurre, e la spesa pubblica più della pressione fiscale. Senza questa riduzione, non ci sarà un miglioramento nella situazione economica e finanziaria. di Vito Tanzi