Fa bene Matteo Renzi a insorgere contro la bozza di regolamento per le primarie ufficializzata ieri dagli apparatchik del Partito democratico, in vista dell’assemblea nazionale che sabato prossimo sarà chiamata a discuterla e vidimarla. A prescindere dal giudizio di valore sui candidati alla premiership di centrosinistra, c’è poco da cincischiare: l’inserimento delle nuove regole d’ingaggio (doppio turno, albo degli elettori e patto di coalizione) appare come un mezzuccio destinato a ostacolare la galoppata del sindaco di Firenze contro il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.