La spinta a scrivere il saggio sulla cosiddetta “trattativa”, pur sapendo di affrontare un argomento delicato e divisivo e di poter essere, di conseguenza, politicamente strumentalizzato, è stata duplice. Da un lato, ho riscontrato un certo disagio, una certa difficoltà di comprensione – avvertita, mi consta, anche da magistrati autorevoli, siciliani e non siciliani – nei confronti di questa indagine sulla trattativa: come a percepire qualcosa di non chiaro, di non immediatamente comprensibile. Insomma, una qualche impressione di forzatura. di Giovanni Fiandaca