Quando era magistrato faceva in realtà un altro mestiere: girava per comizi, con Ray-Ban e mano in tasca; batteva in lungo e in largo gli studi televisivi, partecipava alle campagne del Fatto quotidiano con Marco Travaglio e, se proprio gli restava tempo, faceva pure una scappatina dai vetero comunisti di Oliviero Diliberto per intrattenerli amorevolmente con le sue giaculatorie di “partigiano della Costituzione”. Ora che ha lasciato la magistratura ed è un politico a tutti gli effetti il dottor Antonio Ingroia, ex procuratore aggiunto di Palermo, prova a rientrare malinconicamente nel palcoscenico dove si celebra il processo, da lui stesso istruito, sulla cosiddetta Trattativa tra stato e mafia.