Il 14 gennaio scorso è stata pronunciata la sentenza della Corte costituzionale che dava ragione allo stato sul conflitto d’attribuzione tra poteri dello stato nel caso Abu Omar. Già da allora, da quel 14 gennaio, sarebbe dovuto essere tutto più chiaro. E’ il presidente del Consiglio – così scrivono i custodi supremi della Costituzione – ad avere diritto di vita e di morte sul segreto di stato, e nessun giudice può “menomare” in alcun modo, con alcun processo, con alcuna sentenza, questo sacrosanto diritto – eccetto il caso di attentato alla Costituzione, dal quale ovviamente qui siamo lontani.