Al direttore- Leggo su Liberazione di ieri che alcune senatrici di Rifondazione comunista hanno presentato un’interrogazione sull’attività del Centro di aiuto alla vita della Mangiagalli. Paola Bonzi, che da oltre vent’anni lo dirige, pare abbia raccontato, in un’intervista, alcuni episodi che le parlamentari hanno trovato scandalosi, come l’essersi “precipitata alle 6 del mattino da una ragazza che si trovava già nell’anticamera della sala operatoria”. Un vero e proprio attentato al “diritto” di aborto e alla libertà di quella donna: chi sarà stata l’anima nera, l’antiabortista che ha avvisato la Bonzi? Il ministro Turco, dicono le senatrici, deve indagare. Non ha importanza se la donna in questione sia felice di aver evitato l’aborto, non ha importanza se in quell’anticamera alle 6 del mattino fosse sola, dubbiosa, spaventata, e se qualcuno abbia avvertito il suo tormento e le abbia offerto ascolto e condivisione.