“Il primo giorno di scuola me lo ricordo, eccome”. Secondigliano, trent’anni fa. Il maestro unico Marcello D’Orta entra in classe. Incravattato, la piega che fila dritta sui pantaloni, la giacca nuova. Davanti a sé i musi sgarbati di ragazzini con la maturità di chi Gomorra ce l’ha in casa e sulla punta della lingua solo napoletano stretto stretto. “Bilancio di quegli anni: tre esaurimenti nervosi”.