Se non erro Silvio Berlusconi possiede una casa editrice e, a voler dargli un consiglio spassionato, potrebbe utilizzarla con una botta di fantasia e di allegria non solo per burlarsi di mille pandetti della Boccassini ma anche per difenderci dall’inondazione di rutilanti Concite De Gregorio e Serene Dandine, di pugnaci Michele Murge e Loredane Lipperine, di acide epistole partigiane delle Natalie Aspesi e Marie Laure Rodotà. D’altronde, per fare un po’ di controcultura, i libri non serve leggerli, basta pubblicarli; oppure ripubblicarli, come sarebbe il caso di fare con “Lo zio Gustavo e le donne” di Tom Antongini. Buttafuoco Salone che bellezza