Anche nel mondo della pubblicità, dove la gente sorride sempre e il problema più grave è smacchiare la maglia del bimbo sbrodolone, ogni tanto muore qualcuno. E allora un copywriter deve scrivere qualcosa a tono. Immagino che stamattina questa cosa sia capitata in tutte le agenzie di pubblicità d’Europa, perché oggi non è morto un pubblicitario qualunque, è morto Emanuele Pirella. Io l’ho conosciuto una ventina di anni fa quando mi ha assunto come copy junior. Praticamente era come per un aspirante attore essere chiamato da Strehler.