Ci risiamo. Da decenni abbiamo a che fare con questo cataclisma periodico eppure arriviamo sempre impreparati a sedere di fianco a parenti, conoscenti e sconosciuti che durante il resto dell’anno ci guardiamo bene dal frequentare. E a tavola non ce la si può cavare solo con i sorrisi: dopo sei ore potrebbero pensare a un rictus. Ci possono allora venire in soccorso i consigli degli esperti, come l’eccellente articolo di Beppe Severgnini apparso ieri sul Corriere, in cui si spiega come non infognarsi in battute macabre, sdrucciolevoli derive politiche o altri fatali abissi.