Non si tratta del mero trasferimento di conoscenze tra “chi sa” e “chi impara”. Ma di un lavoro ben più complesso che porti alla costruzione di modelli formativi basati su pratiche condivise, per attivare lo scambio, l’ibridazione e la trasversalità delle discipline. Ci scrive la direttrice della Fondazione scuola dei beni e delle attività culturali