Negli ultimi mesi di rivolte, rivoluzioni e scontri in medio oriente il silenzio della politica israeliana si è fatto sentire. Per Yossi Klein Halevi, senior fellow allo Shalem Center di Gerusalemme e commentatore ospitato su molti media internazionali, il silenzio è però la migliore politica che Gerusalemme possa adottare, in un momento in cui “il mondo arabo sta affrontando i fallimenti della sua struttura morale”. Parlando con il Foglio, Halevi traccia tre punti cardine che il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, dovrebbe perseguire per destreggiarsi tra vecchi dittatori, piazze in rivolta e un panorama politico in mutamento.