La sacra concorrenza nell'editoria

Andrea Marcenaro

La notizia ha ormai qualche giorno, pazienza. Fatto sta che l’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha comunicato via twitter: “I giornali riconoscono che Di Maio ha mentito, quando dichiarava che il parere dell’Avvocatura diceva che la gara su Ilva era illegittima per eccesso di potere. Nessuno ne chiede però le dimissioni. In Italia il governo può mentire. Sta bene a tutti e ai media in primo luogo”. Ecco, l’ultima affermazione non va bene. Proprio no. Non sulla bocca di un politico che passa per liberale. La concorrenza è sacra. Né può diventare motivo di lagnanza, mai, e per nessun motivo, il pieno diritto dei giornali meno grandi di soffiare al Corriere la palma, prestigiosa, di chi mostra al meglio la faccia come il culo.

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