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Oasis, Agcom indaga su 'secondary ticketing' per i tre concerti di Roma

(Adnkronos) - L'Autorità per le Comunicazioni (Agcom) ha deciso di intervenire avviando accertamenti contro il fenomeno del 'secondary ticketing' che sta interessando i tre concerti romani degli Oasis. In occasione dell’apertura della vendita dei biglietti per gli eventi del 26, 29 e 30 luglio 2027 allo Stadio Olimpico di Roma, il Codacons aveva rilevato sui siti di secondary ticketing prezzi tra i 5mila e i 7mila euro, che in alcuni casi arrivavano a sfiorare i 10mila euro a singolo biglietto, con un ricarico di oltre il 1.400% rispetto al prezzo ufficiale del biglietto più costoso, il 'Pre-Show Fan Experience', che da listino costa 651,36 euro. 

Immediato l’esposto all’Antitrust e ad Agcom col quale l’associazione chiedeva alle due Autorità di intervenire sanzionando gli illeciti a danno degli utenti e oscurando i siti coinvolti. Ora arriva la mossa dell’Agcom che, accogliendo l’esposto del Codacons, informa in una nota che, "facendo seguito alla comunicazione in oggetto, con la quale codesta Associazione segnala condotte e iniziative verosimilmente riconducibili al fenomeno 'cd. secondary ticketing' illecito con riferimento a tre eventi del gruppo musicale Oasis previsti presso lo Stadio Olimpico di Roma nei giorni 26, 29 e 30 luglio 2027 questa Autorità ha avviato gli approfondimenti pre-istruttori ai sensi dell’art. 3 dell’Allegato A alla Delibera n. 410/14/Cons, del 29 luglio 2014 e s.m.i., recante 'Testo del regolamento di procedura in materia di sanzioni amministrative e impegni', con riferimento ai profili di competenza così come individuati dal quadro normativo primario di riferimento e, segnatamente, dall’art. 1, comma 545 della Legge 232 del 2016'. 

La norma richiamata dall’Autorità per le Comunicazioni è quella secondo cui "la vendita o qualsiasi altra forma di collocamento di titoli di accesso ad attività di spettacolo effettuata da soggetto diverso dai titolari, anche sulla base di apposito contratto o convenzione, dei sistemi per la loro emissione è punita, salvo che il fatto non costituisca reato, con l'inibizione della condotta e con sanzioni amministrative pecuniarie da 5.000 euro a 180.000 euro, nonché, ove la condotta sia effettuata attraverso le reti di comunicazione elettronica, secondo le modalità stabilite dal comma 546, con la rimozione dei contenuti, o, nei casi più gravi, con l'oscuramento del sito internet attraverso il quale la violazione è stata posta in essere, fatte salve le azioni risarcitorie. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, di concerto con l'Autorità garante della concorrenza e del mercato si legge ancora nella nota - effettua i necessari accertamenti e interventi, agendo d'ufficio ovvero su segnalazione degli interessati e comminando, se del caso, le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente comma".  

 

31 ott 2026

Tu si que vales, stasera su Canale 5: le anticipazioni del nuovo appuntamento

31 ott 2026

De Luca e la scarcerazione di Siher: "Siamo passati da Che Guevara a Youssef, emaciato con baffetti a coda di topo"

(Adnkronos) - "Vedete, l'Italia è diventata ormai un grande cabaret sulle cui scene troviamo personaggi sempre nuovi. C'è una grande creatività in Italia. Youssef Siher". Inizia così il video del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca dedicato ai disordini ai cortei e alla scarcerazione dell'uomo accusato di essere 'la mente' dietro il movimento nato dopo gli scontri del 17 ottobre, dal titolo 'Da Che Guevara a Youssef Siher: non ci sono più le mezze stagioni e i rivoluzionari di un tempo'. 

"Quando ci hanno comunicato che avevano individuato un soggetto che diffondeva online messaggi idioti, tutti quanti noi abbiamo pensato: si è trovato il capo dei guerriglieri. A un certo punto - scrive De Luca - ci arriva un'immagine. In questo caso l'Autorità Garante per la Privacy è stata silente. Abbiamo visto immagini diffuse a migliaia e tutti zitti. L'Autorità Garante per la Privacy in Italia si interessa solo di quelli che vanno a sversare i rifiuti di notte, quelli sono tutelati pienamente. In questo caso immagini, registrazioni, video a ruota libera. Bene - continua il sindaco -, arriva la notizia che hanno individuato il sito da cui partivano messaggi irresponsabili, incitazioni alla violenza. E questo è un reato. Arriva questa immagine e ci si presenta Youssef. Cioè abbiamo visto, come dire, una testa di sedano, diciamo così, dietro una faccia da pirla, con due baffetti a coda di topo appesi al nulla. Non vi racconto la mia delusione, ma mi aspettavo... Madonna santa, ho visto questo tipo tutto denutrito, deperito, emaciato, macilento. Ma che è questa cosa?". 

 

 

"Io - rincara la dose il primo cittadino - avevo ancora in testa le immagini di tanti anni fa che ci hanno accompagnato nella nostra gioventù. Avevo ancora l'immagine affascinante di Che Guevara, avevo ancora in testa il canto che accompagnava l'immagine di Che Guevara, i celebri versi in spagnolo di "Hasta Siempre". Siamo passati da Che Guevara a Youssef. Ci dobbiamo definitivamente convincere che i tempi sono cambiati. Non solo non ci sono più le mezze stagioni, ma non ci sono più neanche i rivoluzionari: abbiamo queste mezze pippe". 

"Bene che sia stato liberato questo soggetto denutrito, malnutrito, emaciato. Io ho pensato che se stava un'altra giornata al buio lì, questo ci rimaneva sotto. Non lo avremmo più trovato, sarebbe evaporato per come l'ho visto trasparente. Youssef, bene che sia stato liberato. Però - aggiunge De Luca - vorrei dire con un po' di ironia ai ragazzi: state attenti, perché come rivoluzionario è una mezza pippa, ma questo non vuol dire che non sia un soggetto pericoloso. State attenti. Youssef, da come l'ho visto io, è uno degli eredi, dei nipotini di quel personaggio di Pirandello che si chiamava Rosario Chiarchiaro. Attenti. Pericoloso non per la carica rivoluzionaria, ma per il potere occulto di cui è dotato. Voi l'avete guardato bene questo? Mi raccomando, cari ragazzi, non lo invitate alle manifestazioni. Con questo passate un guaio, è sicuro", la conclusione e l'appello del sindaco. 

De Luca è poi tornato qualche ora dopo sull'argomento con un nuovo video. "Io credo - spiega - che dobbiamo rispettare la decisione del magistrato che ha liberato Youssef Siher. Vediamo di capirci bene. La scelta da fare era molto semplice, per ridurci all'essenziale: se condannare per imbecillità e per irresponsabilità un giovanotto, o perché responsabile in maniera chiara di reati e delitti precisi. Il magistrato ha valutato che questo secondo aspetto del problema non era garantito e non era chiaro. In un Paese civile, quando non vi sono prove certe di una responsabilità penale, non si va in galera. Se lo accusi di terrorismo - ha detto - e non ci sono prove di questo legame diretto con il terrorismo, si prendono le decisioni prese dal GIP di Milano, che vanno rispettate. Punto". 

Poi però, aggiunge il sindaco, "bisogna fare altre considerazioni, perché il clima di sconcerto che si è creato in una parte del Paese, fra le forze dell'ordine e nel mondo del commercio, è molto vasto. In un Paese civile bisogna anche garantire che chi va a lavorare la mattina in un negozio sia rispettato e non sia aggredito. In un Paese civile non si tollera il fatto che bande di delinquenti vadano a fare furti nei negozi. In un Paese civile - continua - nessuno si permette di aggredire con i martelli, con le spranghe, con le pietre, con le bombe carta poliziotti, carabinieri e Guardia di Finanza impegnati in un lavoro di ordine pubblico". 

"E aggiungo una cosa in più: siamo arrivati in un tempo nel quale anche le forme che assumono le violazioni di legge sono diverse e sono anche più pericolose, perché ovviamente ci sono i social, c'è un modo più insidioso per creare disordine e aggressioni. Dobbiamo dirci la verità delle cose", aggiunge De Luca, che conclude: "Allora, se non è stata individuata una colpa specifica per il reato di terrorismo, dobbiamo rispettare le decisioni del magistrato. Ma questo non significa che siamo di fronte a una persona rispettabile, perché la quantità di bestialità che ha scritto online questo signore è veramente intollerabile. Intollerabile". 

 

 

 

31 ott 2026

Civitavecchia, anziano non autosufficiente segregato in casa nel degrado con conto prosciugato: una 32enne ai domiciliari

(Adnkronos) - Un anziano non autosufficiente segregato in casa tra degrado e rifiuti con il conto corrente prosciugato. E' quanto hanno scoperto i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Civitavecchia che hanno dato ora esecuzione a un’ordinanza che dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di una 32enne di Civitavecchia. La donna è accusata di maltrattamenti contro familiari o conviventi aggravati dalla minorata difesa, abbandono di persone incapaci, frode informatica pluriaggravata e accesso abusivo a sistema informatico.  

Le indagini sono scattate dopo una segnalazione, nel maggio scorso, relativa alle condizioni di un anziano non autosufficiente domiciliato nell'abitazione della donna. Come ricostruiscono i carabinieri, "l'uomo, padre di un conoscente della donna, prematuramente scomparso, era stato accolto nell'alloggio dalla 32enne che ne aveva assunto di fatto la custodia e la cura quotidiana". Tuttavia i carabinieri hanno trovato una situazione ritenuta di "grave incuria e trascuratezza": l'anziano, disorientato, aveva "abiti logori mai sostituiti" costretto "a vivere al freddo, senza acqua calda per l'igiene personale" e confinato "in una stanza buia, all'interno di un contesto domestico segnato dalla presenza di rifiuti e deiezioni animali".  

Secondo l'ipotesi accusatoria, ricostruita dai carabinieri, l'indagata aveva "isolato l'anziano impedendogli visite e contatti telefonici con l'esterno". Contestualmente, secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, "impossessatasi del telefono del defunto figlio sul quale erano memorizzate le credenziali bancarie, la donna ha eseguito ripetuti bonifici istantanei a proprio favore subito dopo l'accredito della pensione della vittima, intascando indebitamente circa 2.500 euro con causali fittizie e senza destinare alcuna somma al sostentamento dell'anziano". L'autorità giudiziaria ha disposto per la 32enne gli arresti domiciliari con divieto di comunicare con persone diverse dai conviventi e il braccialetto elettronico. L’anziano, grazie all’interessamento dei servizi sociali del comune, è stato accolto in una struttura idonea.  

31 ott 2026

Lauren Bennett, "la cantante è morta suicida": i risultati dell'inchiesta

(Adnkronos) - La cantante britannica Lauren Bennett, ex componente del gruppo pop femminile G.R.L. e protagonista del videoclip della hit mondiale 'Party Rock Anthem' degli LMFAO, si è tolta la 36 anni. A stabilire il suicidio è stata l'inchiesta giudiziaria condotta dal tribunale del coroner del Kent, in Inghilterra, dove l'artista era stata trovata morta il 29 maggio. 

Nel corso dell'udienza, il marito Kenny Wormald ha riferito che la donna stava affrontando da tempo gravi problemi di salute mentale. La mattina della tragedia, Bennett gli aveva detto che sarebbe uscita per una passeggiata, mentre lui era rimasto a letto. Dopo alcune ore, non vedendola rientrare e non riuscendo a raggiungerla telefonicamente, l'uomo aveva iniziato a cercarla insieme al padre della cantante. Seguendo la posizione del telefono attraverso il servizio Find My iPhone, i due avevano raggiunto una zona rurale, dove Wormald aveva trovato il corpo della moglie. Nella dichiarazione letta durante l'udienza, il marito ha spiegato che la coppia parlava apertamente di ogni cosa e che non aveva avuto alcun segnale che potesse far presagire l'intenzione della donna di togliersi la vita. 

Anche il padre, Richard Bennett, ha ricordato la figlia attraverso una dichiarazione letta in tribunale dall'assistente coroner Jyoti Gill, descrivendola come una persona che aveva vissuto una "vita straordinaria". Aveva firmato il suo primo contratto discografico a soli 17 anni e, ancora giovanissima, si era trasferita da sola negli Stati Uniti per inseguire la carriera musicale. 

Dall'inchiesta è emerso che Bennett soffriva della sindrome dell'X fragile, una condizione genetica che può essere associata ad ansia, instabilità dell'umore e depressione. Nei mesi precedenti alla morte, la situazione psicologica della cantante si sarebbe ulteriormente aggravata. Nel gennaio precedente era rimasta diversi giorni senza dormire ed era stata ricoverata in ospedale nell'ambito di un trattamento sanitario per problemi di salute mentale. 

L'assistente coroner ha evidenziato come, da quel momento, la donna avesse attraversato una fase di "notevole sofferenza psicologica". Al momento della morte era seguita da servizi specialistici di salute mentale. In tribunale è stato inoltre riferito che aveva reagito negativamente ad alcuni farmaci e temeva di non riuscire a migliorare. Nella sua abitazione erano state trovate diverse pagine di lettere di addio. Gli esami tossicologici non hanno rilevato la presenza di alcol o sostanze stupefacenti nel suo organismo. 

La notizia della morte era stata diffusa nel mese di luglio dalle ex compagne delle G.R.L., attraverso un messaggio pubblicato su Instagram. «I nostri cuori sono a pezzi e non riusciamo nemmeno a esprimere quanto significasse per noi», avevano scritto. Bennett aveva raggiunto la notorietà internazionale anche grazie alla collaborazione con gli LMFAO in 'Party Rock Anthem', brano del 2011 che aveva conquistato il primo posto della classifica statunitense Billboard Hot 100 per sei settimane consecutive. La canzone è stata successivamente indicata da Billboard tra i cinque singoli di maggior successo di tutti i tempi. Il videoclip, nel quale compariva anche la cantante britannica, ha superato i 2,5 miliardi di visualizzazioni su YouTube. Aria Crescendo, che aveva condiviso con Bennett l'esperienza musicale nelle Paradiso Girls prima dell'ingresso nelle G.R.L., ha ricordato l'artista in un'intervista alla Bbc: «Era estremamente talentuosa, bellissima e molto divertente. Siamo ancora sotto shock per quello che è successo». (di Paolo Martini) 

31 ott 2026

Verissimo, oggi sabato 31 ottobre: gli ospiti e le interviste di Silvia Toffanin

(Adnkronos) - Silvia Toffanin torna oggi, sabato 31 ottobre, e domani, domenica 1 novembre, su Canale 5 con il doppio appuntamento del weekend con Verissimo.  

A Verissimo, intervista ritratto per un giornalista e scrittore dalla grande sensibilità: Massimo Gramellini, per la prima volta accompagnato dalla moglie Simona Sparaco. In studio l’evoluzione personale e la musica di Francesca Michielin, che presenterà il suo nuovo progetto discografico dal titolo 'Magia bianca, Magia nera'. 

A Verissimo, tra pubblico e privato, il racconto di vita di una splendida novantenne: Valeria Fabrizi. Sarà ospite, inoltre, Evelina Sgarbi per un aggiornamento sulle condizioni di salute di suo padre Vittorio. E ancora, gli oltre 30 anni d’amore tra Natasha Stefanenko e il marito Luca Sabbioni. Infine, dopo l’esperienza fatta a 'Temptation Island', spazio alle novità sentimentali di Francesca e Sabrina. 

  

A Verissimo la carriera e il percorso di Francesca Chillemi e Rodrigo Guirao, protagonisti dell’attesa terza stagione della serie 'Viola come il mare', in onda dal 4 novembre su Canale 5. Diego Armando Maradona Jr ricorderà il grande Diego Armando Maradona e farà chiarezza sugli ultimi sviluppi del processo contro l'equipe medica, che aveva in cura suo padre, scomparso nel 2020.  

Inoltre, si racconteranno: il ballerino e coreografo Emanuel Lo, Antonella Elia che parlerà del delicato intervento che ha affrontato recentemente e Delia Duran, moglie di Alex Belli, attualmente tra i concorrenti di 'Grande fratello Vip'. Caso David Rossi: per la prima volta insieme per una intervista TV, saranno ospiti a Verissimo Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi, rispettivamente moglie e figlia acquisita dell’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, morto il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio. A tredici anni dalla scomparsa e dopo due archiviazioni del caso come suicidio, la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze ha riaperto le indagini per omicidio. 

31 ott 2026

Polonia, duro scontro sulla Corte Costituzionale. Il presidente Nawrocki forza ingresso nella sede: "Tusk minaccia sicurezza nazionale"

(Adnkronos) - Si aggrava lo scontro istituzionale in Polonia tra il presidente conservatore Karol Nawrocki e il governo del premier Donald Tusk sul controllo della Corte Costituzionale. Dopo aver forzato nella notte l'ingresso nella sede della Corte a Varsavia, Nawrocki ha denunciato questa mattina che la crisi rappresenta una minaccia per la sicurezza interna del Paese, chiedendo consultazioni urgenti con tutte le forze parlamentari per "stabilizzare la situazione politica e ripristinare l'ordine costituzionale". Rivolgendosi ai manifestanti radunati all'esterno dell'edificio, presidiato dalle forze di sicurezza, il capo dello Stato ha chiesto "il ripristino dello Stato di diritto e il ritiro delle forze di sicurezza dispiegate dal governo nei locali della Corte". Nawrocki aveva interrotto una visita ufficiale in Senegal per rientrare ieri sera a Varsavia, dove è stato ripreso in un video mentre forzava l'accesso alla sede dell'istituzione. 

La crisi è precipitata dopo la sospensione del presidente della Corte Costituzionale, Bogdan Swieczkowski, e del suo vice. Secondo una comunicazione pubblicata sul sito della Corte, Swieczkowski, nominato durante il governo del partito nazionalista e conservatore Diritto e Giustizia (PiS), sarà sostituito temporaneamente da Anna Korwin-Piotrowska, una dei cinque giudici recentemente nominati dall'attuale Parlamento, ma non riconosciuti da Nawrocki, sostenuto dal PiS. La vicenda rappresenta l'ultimo capitolo di un lungo scontro sulla magistratura polacca.  

 

 

Durante i suoi anni al governo, dal 2015 al 2023, il PiS aveva nominato alla Corte giudici politicamente vicini al partito, suscitando le critiche delle istituzioni europee. La Corte di giustizia dell'Unione europea aveva stabilito che l'organo non poteva essere considerato indipendente e imparziale a causa delle gravi irregolarità nelle procedure di nomina dei giudici e del suo presidente. Dopo la vittoria elettorale del 2023, la coalizione guidata da Tusk ha avviato un processo per smantellare le controverse riforme giudiziarie introdotte dai precedenti governi. 

Agli eventi della notte sta seguendo un durissimo lo scontro tra le due parti. Swieczkowski ha denunciato un "colpo di Stato" e "un attacco a un'istituzione costituzionale", sostenendo che la Corte sia composta da "giudici nominati legalmente, non da usurpatori entrati dalla porta sul retro accompagnati dalle forze di sicurezza del governo". Di segno opposto la reazione del ministro della Giustizia Waldemar Zurek, che ha condannato il comportamento di Nawrocki, giudicando inaccettabile il suo ingresso forzato nell'edificio. "È inammissibile che qualcuno protetto dall'immunità presidenziale si comporti in questo modo - ha dichiarato all'emittente Tvn24 - Per me è un comportamento scandaloso, che sfrutta la situazione per alimentare ulteriormente le tensioni nelle piazze". 

 

31 ott 2026

Iran, 12 ore di colloqui prima dell'incontro con la delegazione Usa a Doha: possibile svolta nei negoziati

(Adnkronos) - Possibile svolta nei negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran, con una delegazione americana attesa a Doha per partecipare a colloqui diretti con i rappresentanti di Teheran. Lo riferisce il quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed, citando fonti vicine alla mediazione condotta da Qatar e Pakistan, secondo cui le parti avrebbero raggiunto un'intesa su alcune misure preliminari riguardanti il programma nucleare iraniano, la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz e incentivi finanziari per Teheran. Cina e Russia dovrebbero inoltre svolgere il ruolo di garanti di un eventuale accordo. 

I progressi arrivano dopo oltre 12 ore di colloqui tenuti ieri a Teheran tra i mediatori qatarioti e i funzionari iraniani, nel tentativo di scongiurare una nuova offensiva militare americana dopo le elezioni di midterm del 3 novembre. Secondo quanto riferito, la delegazione negoziale iraniana avrebbe accompagnato i mediatori del Qatar a Doha, dove le trattative dovrebbero riprendere oggi. 

 

"Ci sono stati progressi positivi. I colloqui sono ancora in corso nel tentativo di sbloccare un accordo tra Stati Uniti e Iran", ha dichiarato una fonte a Axios dopo la maratona di oltre 12 ore, precisando che i mediatori qatarioti sono rimasti in costante contatto con la Casa Bianca. Washington ha chiesto concessioni sul programma nucleare iraniano prima di riprendere il dialogo, mentre Teheran ha preteso la revoca del blocco navale americano, lo sblocco dei fondi congelati e la possibilità di esportare petrolio. Il Qatar starebbe cercando di convincere l'Iran a consentire agli ispettori dell'Onu di visitare i siti nucleari bombardati, in cambio di un alleggerimento delle sanzioni statunitensi. 

Secondo Axios, all'interno dell'amministrazione Trump persistono divisioni sulla strategia da adottare: il segretario alla Guerra Pete Hegseth e il segretario di Stato Marco Rubio sarebbero favorevoli a nuove operazioni militari per indebolire il regime iraniano, mentre il vicepresidente Jd Vance e gli emissari Steve Witkoff e Jared Kushner sostengono la ripresa dei negoziati. Il segretario al Tesoro Scott Bessent spinge invece per concedere più tempo alla campagna di pressione economica contro Teheran. Sullo sfondo cresce il timore di un attacco americano subito dopo le elezioni di martedì, con il premier israeliano Benjamin Netanyahu che starebbe sollecitando un'operazione congiunta contro l'Iran. Arabia Saudita, Turchia e altri Paesi della regione stanno invece premendo per una soluzione diplomatica. Secondo una fonte americana, Trump potrebbe essere più propenso a ordinare un attacco in caso di pesante sconfitta repubblicana alle midterm, ma la Casa Bianca ha smentito che il risultato elettorale possa influenzare le decisioni del presidente. 

 

Attacco con droni "nemici" contro pescherecci al largo dell'isola di Qeshm. E' quanto riferiscono media iraniani che parlando di un drone che avrebbe attaccato due pescherecci al largo dell'isola di Qeshm. L'agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che due pescatori sono rimasti feriti e altri due sono dispersi. "Questo episodio è avvenuto intorno alle 11.30 di oggi, coinvolgendo due pescherecci entro 18 miglia dal villaggio di Musan, nell'Isola Qeshm", ha detto il vice governatore della provincia di Hormozgan per gli affari politici, di sicurezza e sociali all'agenzia di stampa Tasnim. "Ogni barca aveva due occupanti". Il vicegovernatore ha spiegato che due persone sono state trasferite a Qeshm, e una di esse è stata portata in ospedale per cure mediche a causa delle ferite. 

 

31 ott 2026

Serie A, oggi Milan-Inter: orario, probabili formazioni e dove vederla

31 ott 2026

Sciopero 30 ottobre, "costato circa 1 miliardo tra effetti diretti e indiretti": la stima della Cgia

(Adnkronos) - In attesa di conoscere ufficialmente il grado di adesione allo sciopero nazionale indetto ieri 30 ottobre da alcune sigle sindacali autonome, l’Ufficio studi della Cgia stima che l’astensione dal lavoro sia costata al sistema Paese fino a 817 milioni di euro. Se aggiungiamo anche i costi indiretti, verosimilmente la “perdita” potrebbe attestarsi attorno al miliardo di euro. 

"Premesso che lo sciopero è un diritto fondamentale, sancito dall’articolo 40 della Costituzione, comporta dei 'costi' diretti e indiretti che si riverberano nell'immediato in chi e sciopera". La Cgia riconosce che ogni sciopero ha un costo difficilmente quantificabile che va oltre la giornata di astensione dal lavoro e ricade su cittadini, imprese, conti pubblici e sugli stessi lavoratori. Spesso basta l’effetto annuncio per condizionare il comportamento di molti utenti dei servizi pubblici oltre alle meno ore lavorate significano che significano meno produttività e meno gettito sia fiscale che contributivo. Ricordando che in Italia il Servizio sanitario nazionale eroga ogni giorno 2,5 milioni di prestazioni, a questi disagi si aggiungono i costi di riprogrammazione e l’allungamento delle liste d’attesa, che pesano soprattutto sui pazienti più fragili, tra gli altri.  

Secondo le prime stime provvisorie l'associazione in Italia, in base al valore aggiunto giornaliero nel 2026 dovrebbe aggirarsi sui 5,6 miliardi di euro, calcola quanta produttività si perde per ogni lavoratore dipendente che aderisce allo sciopero, in base al grado di adesione. Se ieri il grado è stato del 20%, il costo per il sistema Paese, secondo l’Ufficio studi della Cgia, potrebbe aver raggiunto gli 817 milioni di euro a cui si sommano tutta una serie di costi indiretti che potrebbero far salire la perdita complessiva attorno al miliardo di euro.  

A livello territoriale, invece, le situazioni più critiche si fanno sentire soprattutto nelle aree più industrializzate del Paese. Ipotizzando sempre un grado di adesione allo sciopero del 20 per cento in tutte le regioni, in Lombardia il 'costo' arriva a toccare un valore massimo di 193,6 milioni di euro. Seguono il Lazio con 94,3 milioni, il Veneto con 75,3, l’Emilia Romagna con 74,6 e il Piemonte con 60,2. 

31 ott 2026

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