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Pil, Biffi (Assolombarda): "L'uno virgola non può diventare nostra velocità naturale"

(Adnkronos) - “Il titolo che abbiamo scelto per questa Assemblea è ‘Rising Industry’. Crescere. Ed è una necessità per il nostro Paese. Quest’anno, nonostante il contesto incerto, avremo una crescita migliore delle attese, sopra l’1%". Così Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, nella sua relazione.  

"È ancora troppo poco. Quell’“uno virgola” segnala un limite molto concreto alla capacità delle nostre imprese e del Paese di avanzare. E non possiamo abituarci, soprattutto quando i Paesi con cui ci siamo confrontati in questi mesi, dagli Stati Uniti ai mercati del Mercosur fino agli Emirati Arabi Uniti, hanno una crescita che corre a ritmi doppi rispetto ai nostri", conclude.  

“L’Intelligenza artificiale è una grande opportunità. Come ha detto Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, la vera partita dell’intelligenza artificiale per l’Europa si gioca nel portarla dentro l’economia reale: nella salute, nei trasporti, nell’energia"."Per l’Italia significa un’opportunità imperdibile. Siamo il secondo Paese manifatturiero europeo, con filiere altamente specializzate e una conoscenza dei processi industriali costruita in decenni di produzione. Abbiamo quindi una base industriale sulla quale costruire un vantaggio competitivo anche nell’intelligenza artificiale. E nel Quadrilatero dei territori di Assolombarda - con Milano, Monza Brianza Lodi e Pavia - queste condizioni sono ancora più forti, perché la densità industriale incontra uno degli ecosistemi dell’innovazione più avanzati del Paese. E abbiamo l’industria degli innovation services che coniuga in modo perfettamente sinergico gli ingredienti di questa trasformazione: manifattura, tecnologica e servitizzazione”, sottolinea. 

Biffi evidenzia che l’adozione dell’AI sta accelerando: il 49% delle nostre imprese già la usa, era il 20% nel 2024. “Abbiamo coinvolto 700 aziende dei nostri territori, di settori e dimensioni diverse per capire a che punto siamo a livello di maturità e diffusione dell’intelligenza artificiale, insieme al Politecnico di Milano: i risultati ci dicono almeno tre cose. La prima è che la sua adozione sta accelerando. Al momento il 49% delle nostre imprese ha già progetti attivi sull’intelligenza artificiale e un altro 18% prevede di adottarla a breve. Si tratta di un buon segno perché a fine del 2024 la percentuale era inferiore al 20%. La seconda è che la dimensione dell’impresa fa la differenza, ma non è l’unico fattore. Lo stato di adozione, infatti, è pari al 40% nelle microimprese, al 41% nelle piccole, sale al 48% nelle medie e raggiunge il 79% nelle grandi aziende, ma nelle startup innovative siamo già al 77%, quasi quanto nelle grandi imprese. Si tratta di un miglioramento significativo rispetto all’anno scorso quando l’adozione riguardava prevalentemente le grandi imprese (39%), mentre le PMI si fermavano al 15%". 

"Abbiamo bisogno di un sistema bancario costruito per la crescita, non soltanto per la stabilità. Un sistema in grado di sostenere gli investimenti e di assumere rischio quando quel rischio è legato a progetti industriali solidi". "In questi anni abbiamo lavorato molto con le banche e voglio ringraziarle per il percorso fatto insieme, che ha permesso di avvicinare sempre di più il credito ai progetti di crescita delle imprese", dice. "Abbiamo ottenuto risultati importanti, ma il lavoro non è finito: investimenti, tecnologie e mercati stanno cambiando e richiedono una maggiore capacità di sostenere chi decide di investire", evidenzia.  

"E anche le risorse pubbliche devono essere utilizzate meglio, come leva per mobilitare capitale privato attraverso garanzie e strumenti capaci di ridurre il rischio e attrarre investimenti verso iniziative con concrete prospettive di mercato”. 

“La retribuzione è centrale e il welfare deve evolvere insieme ai bisogni delle persone, diventando sempre di più un fattore di attrattività e contribuendo a valorizzare e trattenere le competenze"."Tra queste condizioni, la casa pesa sempre di più. Per quasi un giovane su due la questione abitativa incide sulle scelte di studio o di lavoro. E quattro su dieci hanno rinunciato, negli ultimi tre anni, ad almeno un’opportunità formativa o professionale per la distanza o le difficoltà legate al trasferimento. La scelta del Governo di mettere in campo un Piano Casa nazionale è importante e va nella direzione giusta", prosegue ancora. 

"Anche il sistema delle imprese può dare un contributo concreto. Abbiamo elaborato una proposta per incentivare le imprese a sostenere le esigenze abitative dei propri dipendenti, attraverso la piena deducibilità dei canoni di locazione e un trattamento fiscale favorevole per i lavoratori. Una misura che, con un costo stimato per lo Stato di 551 milioni di euro annui a regime, potrebbe interessare oltre 280 mila lavoratori in tutta Italia. Vogliamo mettere questa proposta a disposizione del Governo, per rafforzare il Piano Casa nazionale e dare risposte concrete a chi vuole lavorare e costruire il proprio futuro nei nostri territori. Perché senza giovani non c'è industria". 

“Per sostenere la crescita delle imprese serve il capitale. Il credito bancario resta fondamentale, soprattutto per un sistema produttivo come il nostro, fatto in larga parte di piccole e medie aziende, altamente specializzate e leader nelle proprie nicchie, ma ci sono momenti nella vita di un’impresa nei quali il debito da solo non basta". "Penso a un investimento di lungo periodo o all’acquisizione di un concorrente, all’ingresso in un nuovo Paese o a una tecnologia che deve passare dalla sperimentazione alla scala industriale", sottolinea. "In quei momenti serve capitale di rischio e allora dobbiamo ampliare le possibilità di finanziamento per le imprese: private equity, venture capital, private debt, quotazioni in borsa, mercato dei capitali, investitori istituzionali. Non si tratta di sostituire il credito, ma di avere più strumenti e scegliere quello giusto in base alle esigenze dell’impresa per investire, trovare nuovi partner e raggiungere mercati più lontani. A livello europeo il problema assume una dimensione ancora più ampia. Abbiamo moltissimo risparmio, ma troppo poco di quel risparmio arriva alle imprese e agli investimenti produttivi. Molto viene investito all'estero", prosegue.  

"Si tratta di una vera e propria contraddizione, perché abbiamo le risorse, ma non siamo ancora riusciti a costruire un mercato dei capitali abbastanza profondo e integrato da convogliarle con efficacia verso l’economia reale. Per questo dobbiamo accelerare sulla Savings and Investments Union e sulla costruzione di un vero mercato europeo dei capitali. Però sappiamo che questo richiederà tempo e le imprese devono investire adesso”. 

“Tra pochi giorni il Consiglio europeo entrerà nel vivo del confronto sul bilancio dell’Unione per il 2028-2034. E quella non sarà soltanto una discussione sui numeri, ma sulle priorità che l’Europa vuole darsi. Per noi un punto deve essere chiaro: competitività e coesione non possono essere messe in alternativa".  

"L’Europa ha bisogno delle risorse per finanziare entrambe e sostenere gli investimenti necessari a rafforzare la propria industria. Non possiamo chiedere alle imprese europee di investire di più in innovazione, tecnologie e capacità produttiva e, nello stesso tempo, ridurre proprio le risorse destinate alla loro competitività", sottolinea. "E allo stesso modo, le nuove risorse europee non possono tradursi in nuovi oneri sulle imprese”. 

“L’energia è l’altra condizione essenziale per la competitività della nostra industria, soprattutto in una nuova rivoluzione industriale che, per avanzare, ha bisogno di essere alimentata".  

"Per l’Italia il costo dell’energia continua a rappresentare uno svantaggio competitivo, ma il problema riguarda ormai l’intera Unione Europea. La Commissione lo ha detto con grande chiarezza: l’Europa non può restare una potenza industriale con prezzi dell’energia strutturalmente troppo alti", afferma. "Servono più capacità di generazione, reti e infrastrutture adeguate, sicurezza degli approvvigionamenti e un mix energetico equilibrato, senza preclusioni tecnologiche né geografiche", dice ancora.E proprio in questa direzione che considero un segnale importante l’approvazione definitiva, pochi giorni fa, del disegno di legge sul nucleare sostenibile. È un passo concreto per riportare il nucleare nel nostro mix energetico, a partire dalle rinnovabili, puntando sulle tecnologie più avanzate, con piccoli reattori modulari, e con un obiettivo preciso: maggiore sicurezza energetica e minore dipendenza dall’estero. C’è anche un’altra opportunità che ci riguarda direttamente, quella di costruire attorno al nuovo nucleare una filiera industriale italiana, valorizzando competenze e tecnologie che in molti casi le nostre imprese già possiedono. Perché l’energia non può diventare il limite mentre stiamo spingendo più avanti la nostra industria. Diversificare significa non dipendere da un numero troppo ristretto di mercati e finalmente è stata fatta una scelta importante”, conclude. 

12 ott 2026

Ai, Santoni (Assolombarda): "Innovazione per crescita e trattenere giovani talenti"

(Adnkronos) - "Innovazione, intelligenza artificiale, formazione e giovani sono i temi al centro del confronto sul futuro dell’industria e della crescita economica". A sottolinearlo è Agostino Santoni, vicepresidente di Assolombarda con delega a Educazione, Università e Ricerca, intervistato dalla vicedirettrice di Adnkronos Jole Saggese durante la diretta realizzata in occasione dell’Assemblea generale di Assolombarda. Santoni ha richiamato le parole del presidente di Assolombarda, Biffi, "sull’importanza di investire nell’innovazione tecnologica e nell’intelligenza artificiale per aumentare la produttività delle imprese e favorire la crescita". Ha inoltre evidenziato la "disponibilità dell’associazione a collaborare con le istituzioni, sottolineando come il Paese abbia bisogno di nuove opportunità e prospettive per il futuro". 

Uno dei temi centrali è la capacità di trattenere in Italia i giovani talenti, offrendo loro condizioni lavorative ed economiche adeguate. Per Santoni, "è fondamentale creare opportunità che permettano alle nuove generazioni di costruire il proprio futuro nel Paese, anche attraverso salari più alti, politiche abitative e percorsi di formazione". Essere "il ponte tra le opportunità e il talento" è, secondo il vicepresidente Santoni, "una delle priorità di Assolombarda".  

L’obiettivo "è aiutare ragazze e ragazzi a trovare prospettive professionali concrete, evitando che siano costretti a trasferirsi altrove per realizzare le proprie aspirazioni". Tra gli interventi citati c’è il piano casa, considerato uno strumento importante per favorire l’autonomia dei giovani e rendere più accessibili le opportunità offerte dal territorio. Sul fronte della formazione, Santoni ha ricordato anche la "collaborazione tra Assolombarda e le università dell’area in cui opera l’associazione, attraverso il progetto 'AI 100%', dedicato allo sviluppo delle competenze, comprese quelle digitali". 

 

Nel corso dell’intervista si è parlato anche delle agevolazioni fiscali per i giovani under 31 e della loro efficacia nel favorire la permanenza dei talenti in Italia. Santoni ha sottolineato che, "per raggiungere questo obiettivo, servono una strategia chiara e interventi concreti, accompagnati dalla collaborazione con il Governo. Le misure fiscali possono contribuire al percorso, insieme ad altre iniziative capaci di migliorare le condizioni di vita e di lavoro". 

L’attenzione riguarda Milano e l’intero territorio in cui è presente Assolombarda, con "l’obiettivo di attrarre nuove professionalità e offrire ai giovani maggiori possibilità di crescita". Tra gli argomenti affrontati anche la proposta di candidare Milano a ospitare una sede delle Nazioni Unite dedicata all’intelligenza artificiale. Santoni si è espresso a favore dell’iniziativa, sostenendo che "deve accadere, è normale che una città caratterizzata da competenze e ambizioni internazionali possa aspirare a un ruolo di questo tipo". 

Guardando al futuro dell’industria, Santoni ha indicato "nelle competenze, nel talento e nella capacità di innovazione delle imprese alcuni elementi fondamentali per sostenere la crescita. L’intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre più importante nei macchinari e nei sistemi di produzione, ambiti nei quali l’industria italiana può valorizzare le proprie competenze. La sfida sarà comprendere e accompagnare questa trasformazione, integrando le nuove tecnologie nei processi produttivi", ha poi concluso.  

12 ott 2026

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12 ott 2026

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12 ott 2026

Tumori, epatologa Bhoori: "Immunoterapia e anti-angiogenico efficaci in epatocarcinoma"

(Adnkronos) - “Lo studio Emerald-3 rappresenta l'ultima novità nell'ambito delle terapie di combinazione” nel trattamento dell'epatocarcinoma, “si tratta di uno studio che combina l'immunoterapia e un farmaco anti-angiogenico associandoli al trattamento standard per lo stadio intermedio, ovvero la chemioembolizzazione, un trattamento efficace per lo stadio intermedio, in grado di garantire un controllo di malattia in oltre l'80% dei casi. Tuttavia, purtroppo la patologia rimane e tende, nel tempo, a progredire. Associare un'immunoterapia significa affiancare al controllo locoregionale anche un controllo sistemico, rendendo la risposta terapeutica più duratura e profonda. Ottenere una risposta profonda ci consente di indirizzare il paziente verso trattamenti a intento curativo: una buona risposta rappresenta infatti un indicatore biologico favorevole per valutare opzioni quali la resezione chirurgica o il trapianto di fegato". Così Sherrie Bhoori, epatologa, unità di Chirurgia oncologica (epato-gastro-pancreatica) e Trapianto di fegato diretta da Vincenzo Mazzaferro alla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, in occasione del media tutorial promosso da Astrazeneca oggi nel capoluogo lombardo, sulle nuove frontiere del trattamento del tumore del fegato, come il regime immunoterapico, ‘Stride’. 

"In qualità di epatologa all'interno di un centro chirurgico in un ospedale oncologico, ritengo che la figura dell'epatologo sia fondamentale - afferma Bhoori - Bisogna ricordare che l'epatocarcinoma insorge su un fegato sofferente e cirrotico: la nostra gestione non riguarda soltanto la cura della cirrosi in sé, ma risponde alla necessità di applicare qualsiasi trattamento antitumorale nel pieno rispetto della funzionalità epatica. Soltanto un organo con una funzione preservata può infatti sostenere le terapie oncologiche".  

Il ruolo dell'epatologo "è oggi ancora più centrale a causa dell'evoluzione dei fattori determinanti per la cirrosi - sottolinea Bhoori - Assistiamo infatti a un cambio nei fattori di rischio, con un peso sempre maggiore legato alla patologia metabolica, al sovrappeso e al diabete. Per questo motivo - puntualizza - è fondamentale creare una fitta rete di informazione e consapevolezza rivolta a tutta la popolazione. I fattori di rischio per la cirrosi non sono legati soltanto all'alcol o all'epatite B e C, che fortunatamente oggi riusciamo a controllare o curare grazie ai farmaci disponibili - conclude - ma risiedono sempre più spesso nella malattia metabolica, nel sovrappeso e nel diabete, che rappresentano veri e propri fattori di danno occulto per il fegato". 

12 ott 2026

Tumori, Piscaglia (UniBo): "Approccio multidisciplinare cruciale in epatocarcinoma"

(Adnkronos) - “Tutti i pazienti” con epatocarcinoma “devono essere discussi fin dall'inizio da un team multidisciplinare: intervenire in ritardo rischia di far perdere opportunità terapeutiche decisive, come il trapianto di fegato. Oggi, anche nei casi più avanzati, disponiamo di terapie sistemiche molto efficaci che spesso combiniamo o integriamo in modo sequenziale con i trattamenti locoregionali. Ecco perché è essenziale che gli specialisti siedano allo stesso tavolo per definire la soluzione migliore per ogni singolo paziente nella sua individualità”. Lo dice Fabio Piscaglia, professore di Medicina interna, università di Bologna e direttore Medicina interna, malattie epatobiliari e immunoallergologiche, Irccs Aou di Bologna, al media tutorial sulle nuove frontiere del trattamento del tumore del fegato, promosso oggi a Milano da AstraZeneca. 

L’approccio multidisciplinare “è fondamentale - continua Piscaglia - per le caratteristiche di questo tumore, che coinvolge un organo vitale la cui sofferenza può portare a morte tanto quanto la patologia neoplastica”. Inoltre, si tratta di un organo “indispensabile, che non può essere asportato a piacimento. Questo lo differenzia, ad esempio, da un tumore del colon o della mammella, dove, riscontrata la malattia, siamo in grado di asportare la neoplasia e, laddove necessario, anche l'intero organo”, prosegue. Proprio perché il fegato è un organo indispensabile, “qualora la sua funzionalità sia insufficiente - chiarisce l'esperto - il paziente può morire per le complicazioni di una malattia epatica avanzata. Pertanto, nel trattare l'epatocarcinoma non bisogna soltanto cercare di contrastare la crescita oncologica, ma occorre anche preservare il fegato ed evitare che peggiori la sua funzionalità - osserva - Non vi sarebbe alcun beneficio nel curare il tumore se al contempo si compromettesse la funzione epatica. Da questo punto di vista è fondamentale un'accurata competenza su entrambi i fronti, sia quello oncologico che quello epatologico”. 

L'epatocarcinoma è "un tumore molto peculiare - precisa Piscaglia - Inizialmente tende a interessare solo il fegato. Insorge quasi sempre in un fegato già compromesso, tipicamente in corso di cirrosi. Anche quando trattiamo il primo tumore, magari in modo radicale, il paziente rimane comunque a rischio di svilupparne altri. Il tasso di recidiva a 2 anni per l'insorgenza di nuovi tumori, e non dello stesso tumore metastatico, supera infatti il 40%. Di conseguenza - puntualizza - a differenza di altre neoplasie, non abbiamo soltanto bisogno dell'oncologo, del radiologo per la diagnostica per immagini, del radioterapista, del chirurgo e del patologo per la lettura dei vetrini. In questo caso, servono figure e competenze specifiche: l'epatologo e l'internista per la gestione della patologia epatica sottostante e degli aspetti metabolici, oggi spesso integrati anche con consulenze specifiche, considerato che buona parte dei tumori è favorita da sovrappeso e obesità". Inoltre, aggiunge, serve "il team dei trapianti, da considerare fin dall'inizio per valutare la possibilità di un trapianto di fegato laddove le caratteristiche oncologiche lo permettano, rimuovendo sia il tumore, sia l'organo malato a rischio di recidiva. Quindi - conclude - il radiologo interventista o l’operatore interventista per le procedure locoregionali, come termoablazione, embolizzazione e radioembolizzazione, che si affiancano alla radioterapia classica”. 

12 ott 2026

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12 ott 2026

Oncologa Rimassa: "Con regime Stride per epatocarcinoma sopravvivenza del 20% a 5 anni"

(Adnkronos) - “Lo studio Himalaya di fase 3 ha testato la combinazione di immunoterapia con una singola dose priming di tremelimumab associata a durvalumab (un anti-Pd-L1). Questa combinazione, 'regime 'Stride', è stata valutata rispetto a sorafenib, che rappresentava lo standard di cura. Lo studio è risultato positivo e, di conseguenza, il regime Stride è oggi un'opzione standard di terapia di prima linea per i pazienti con epatocarcinoma avanzato non resecabile. I risultati di sopravvivenza a 5 anni rappresentano un elemento del tutto nuovo e mai osservato prima nell'epatocarcinoma avanzato. Nello studio si è registrato un tasso di sopravvivenza a 5 anni di circa il 20%, laddove storicamente i dati di letteratura per questa popolazione mostravano una sopravvivenza inferiore al 5%. Sebbene si tratti di pazienti selezionati arruolati in uno studio clinico, il dato di circa il 20% non era mai stato riscontrato prima, né con altre combinazioni”. Lo afferma Lorenza Rimassa, professoressa di Oncologia medica, Humanitas University e responsabile Uo di Oncologia epatobiliopancreatica, Irccs Istituto clinico Humanitas, Rozzano (Milano), nel corso del media tutorial dedicato alle nuove frontiere del trattamento del tumore del fegato, promosso da AstraZeneca oggi a Milano. 

“Prendendo poi in considerazione i pazienti che hanno ottenuto un beneficio dal trattamento, ovvero non solo quelli con una risposta obiettiva, ma anche quelli con una stabilizzazione di malattia, la percentuale di pazienti vivi a 5 anni sale al 28% - aggiunge l’esperta - Si tratta di dati senza precedenti, con altre combinazioni di immunoterapia, che confermano il regime Stride come un'opzione terapeutica di estrema rilevanza per i pazienti con epatocarcinoma avanzato”. I dati positivi del regime Stride osservati nello studio Himalaya sono stati confermati anche nella pratica clinica quotidiana. “In particolare - approfondisce la specialista - abbiamo una raccolta dati internazionale su casistiche real-life che ha confermato le evidenze nei pazienti con caratteristiche analoghe a quelli arruolati nello studio Himalaya. Inoltre, i dati di una casistica locale sui pazienti trattati con regime Stride in Regione Lombardia mostrano una sopravvivenza mediana persino superiore a quella dello studio clinico. Sebbene questi dati non abbiano ancora un follow-up molto lungo, confermano chiaramente il beneficio per i pazienti”. 

L’efficacia del regime Stride è stata confermata anche dallo studio di fase 3b Sierra condotto su “una popolazione di pazienti solitamente esclusa dagli studi registrativi di fase 2 - chiarisce l'oncologa - ovvero pazienti con caratteristiche prognostiche e cliniche più complesse e sfavorevoli già all’avvio del trattamento. Il dato di estrema importanza emerso dallo studio Sierra è che il profilo di tollerabilità del regime Stride si è dimostrato sovrapponibile a quanto osservato nello studio Himalaya anche nei pazienti più fragili. I dati di efficacia sono risultati in linea con gli obiettivi previsti dallo studio, che è risultato positivo ed è stato di recente pubblicato sul Journal of Hepatology”, conclude. 

12 ott 2026

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12 ott 2026

Addio a Giorgio Bracardi, il comico di 'Alto Gradimento': creò Scarpantibus e Max Vinella

(Adnkronos) - E' morto all'età di 93 anni Giorgio Bracardi, musicista, cantante e attore comico tra i protagonisti della stagione d'oro della radio e della televisione italiana, noto soprattutto per i personaggi surreali creati nella storica trasmissione radiofonica "Alto Gradimento". Nel corso della sua carriera aveva collaborato a lungo con Renzo Arbore, partecipando a programmi cult come "Quelli della notte". Ad annunciare la scomparsa è stata la famiglia. Era ricoverato in una casa di cura a Fiano Romano dopo essersi fratturato un femore nella primavera scorsa. 

Bracardi aveva conquistato il pubblico con una comicità irriverente e caratterizzata da personaggi eccentrici e voci inconfondibili. Tra le sue creazioni più note figurano Scarpantibus, il celebre "uccellaccio del Nicaragua", e Max Vinella, il petulante giornalista lanciato nella trasmissione radiofonica "Alto Gradimento" (1970-76), ideata da Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Mario Marenco. Proprio il programma, divenuto un punto di riferimento per l'intrattenimento radiofonico italiano, contribuì a consacrare lo stile di Bracardi, fondato su improvvisazioni, parodie e caratterizzazioni grottesche. 

Nato a Roma il 3 maggio 1933, figlio di Edvige, soprano, e Glauco, tenore, Bracardi era cresciuto in una famiglia profondamente legata alla musica. Fratello del musicista e attore Franco Bracardi, aveva studiato pianoforte, avviando il proprio percorso artistico nel mondo musicale. Negli anni Sessanta aveva lavorato come compositore per la Rca e partecipato più volte al Festival di Sanremo in qualità di autore. La sua formazione musicale rimase una componente essenziale della sua comicità, nella quale il ritmo, l'intonazione e l'uso della voce diventavano strumenti espressivi. Nel corso della carriera costruì un ampio repertorio di personaggi, spesso dominati da nevrosi, ossessioni e tic linguistici. Accanto a Scarpantibus e Max Vinella, diede vita all'esaltato gerarca fascista Ermanno Catenacci ("e giù manganellàtte"), il depresso ed emicranico responsabile Rai dottor Marsala ("Salute, come va? Io... dei dolori, dei dolori... un cerchio alla testa..."), l'improbabile farmacista dottor Onorato Spadone ("L'uomo è una bestia! - E la donna? - Due volte bestia!", "Lei, ha il mal di testa? Allora le do una purga!"), il maestro Benito Cerbottana, inguaribile nostalgico de "La dolce vita", e per questo detto l'uomo di Via Veneto e il bilioso arabo Malìk Malùk. Un universo di figure caricaturali che gli permise di alternare la satira del costume alla parodia dei linguaggi istituzionali e televisivi. 

Il passaggio dalla radio alla televisione consolidò la popolarità di Bracardi. Nel 1979 introdusse il professor Aurelio Marcellini, personaggio monarchico e ultraconservatore che, nella trasmissione domenicale di Raidue "Tutti insieme compatibilmente", si contrapponeva al conduttore Nanni Loy. Il tormentone "Chettefrega? Chettefrega?" entrò nel repertorio delle sue battute più riconoscibili. Nel 1984 partecipò a "Pranzo in Tv", condotto da Luciano Rispoli su Rai 1, riproponendo tra gli altri il personaggio di Marcellini. L'anno successivo tornò a collaborare con Renzo Arbore in "Quelli della notte", trasmissione che segnò una stagione innovativa della televisione italiana. 

Nel 1987 prese parte a "Pronto, chi gioca?" su Rai 1, condotto da Enrica Bonaccorti e Giancarlo Magalli. Dal gennaio 1989 condusse e interpretò "Chiappala chiappala" su Rai 2. Nel 1995 entrò nel cast di "Striscia la notizia" nei panni di Lucio Smentisco, fittizio portavoce di Silvio Berlusconi, caratterizzato da una comicità basata anche sulle pernacchie. Nel 2001 fu tra i protagonisti di "Stracult", il programma di Rai 2 ideato da Marco Giusti. 

Parallelamente all'attività di attore comico, Bracardi continuò a coltivare la musica, componendo e interpretando brani come "Via Veneto", "In Galera!", "Cacamucaz amore mio", tratto dal film "La gorilla", "Che Felicità" e "Béccate questa". Nel 2008 prestò inoltre la voce a Cattivik nella serie animata trasmessa da Mediaset, confermando una versatilità artistica che gli aveva consentito di muoversi tra radio, televisione, musica e doppiaggio. (di Paolo Martini) 

12 ott 2026

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