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New York, Mamdani diserta la parata per il Columbus Day: polemiche nella comunità italoamericana

(Adnkronos) - Il sindaco di New York Zohran Mamdani non parteciperà alla parata sulla Fifth Avenue in occasione del Columbus Day. E' quanto riferiscono i media Usa. Questo weekend, riferisce il 'New York Times', Mamdani ha mantenuto la promessa che aveva fatto durante la campagna elettorale, annunciando che non avrebbe partecipato alla parata suscitando il disappunto di alcuni italoamericani di New York e degli organizzatori delle parate cittadine per il Columbus Day, poco abituati a essere snobbati dal City Hall. 

L’ufficio stampa del municipio ha rifiutato di spiegare le ragioni dell’assenza di Mamdani, precisando però che nelle prossime settimane il sindaco di New York intende organizzare un ricevimento dedicato al patrimonio culturale italoamericano presso Gracie Mansion, la residenza ufficiale del sindaco. Sabato, inoltre, aveva pubblicato un video per celebrare il Mese del patrimonio italoamericano, che si svolge per tutto il mese ottobre. Secondo quanto riportato dal New York Post, nel fine settimana Mamdani non ha partecipato neppure alle altre parate più piccole organizzate in città per il Columbus Day. "E' un peccato che non possa essere qui con noi per celebrare la cultura e la comunità italoamericana. Saremo lieti di accoglierlo alle prossime sfilate e speriamo che possa unirsi a noi nel 2027", hanno dichiarato in una nota gli organizzatori della parata di Brooklyn. 

Da quando è entrato in carica, a gennaio, Mamdani ha partecipato a diversi eventi di questo tipo tra cui le parate per il giorno di San Patrizio e il Capodanno lunare, oltre a manifestazioni dedicate alle comunità delle Indie occidentali, ecuadoriana, Lgbtq+, portoricana, dominicana e sikh. A maggio, tuttavia, il sindaco non aveva partecipato alla parata per l’Israel Day, motivando la propria assenza con la sua opposizione al governo israeliano. Gli organizzatori hanno evidenziato che era il primo sindaco a disertare l’evento dalla sua istituzione, nel 1964. "La parata del Columbus Day, da lungo tempo motivo di orgoglio per gli italoamericani - scrive il New York Times -, è anche fonte di controversie da molti anni". Negli ultimi decenni "le polemiche si sono concentrate sulla figura di Cristoforo Colombo". Attivisti "contestano la narrazione del navigatore italiano come grande esploratore, sostenendo che il suo arrivo nelle Americhe abbia portato con sé genocidio e colonizzazione". Nonostante le controversie, i sindaci di New York "partecipano generalmente ogni anno alla parata di Manhattan". Il sindaco Michael R. Bloomberg, tuttavia, aveva saltato l'evento nel suo primo anno di mandato, nel 2002, ma per ragioni personali e non politiche.  

 

12 ott 2026

Davide Iacopini aggredito a Roma, il bollettino: "Secondo intervento riuscito, prognosi strettamente riservata"

(Adnkronos) - L'attore Davide Iacopini, ricoverato all'Ao San Camillo Forlanini di Roma, dopo l'incidente in monopattino, "prosegue il decorso postoperatorio con una buona stabilità complessiva dei parametri vitali, compatibilmente con la gravità delle lesioni post-traumatiche iniziali. Nella notte di venerdì è stato sottoposto a un secondo intervento neurochirurgico. L'operazione, eseguita dall'équipe della Uco Neurochirurgia diretta dal professor Riccardo Ricciuti, è perfettamente riuscita". Così il bollettino dell'Ao San Camillo Forlanini di Roma  

Il paziente è ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva 'Shock e Trauma' diretto dal dottor Emiliano Cingolani e "ancora necessita di un monitoraggio e di un trattamento intensivo massimale, che nei prossimi giorni verrà modulato ed eventualmente ridotto sulla base delle necessità cliniche. La prognosi rimane strettamente riservata", conclude il bollettino. 

Intanto, gli inquirenti sono al lavoro per trovare i responsabili. Sono una quarantina le telecamere di sorveglianza installate tra i quartieri di Monteverde e Testaccio a Roma che potrebbero fornire elementi utili a identificare i responsabili delle aggressioni avvenute tra il 4 e 5 ottobre a Roma da parte di due persone, forse minorenni, a bordo di una minicar nera. Le immagini vengono ora passate al setaccio dagli investigatori coordinati dal pm Ambrogio Cassiani, titolare del fascicolo in cui si procede per tentato omicidio in relazione all’aggressione più grave delle sei finora denunciate, proprio quella all’attore.  

12 ott 2026

Bublik, furia a Shanghai: spacca la racchetta e tira pugni. Poi si fa male

12 ott 2026

Trapianti midollo osseo, a Brescia nuovo reparto a misura di bambino

(Adnkronos) - Solo un anno fa era un progetto, un obiettivo da raggiungere insieme. Oggi quelle stanze, quei corridoi e quegli spazi pensati per accogliere bambini e famiglie sono diventati realtà. È stato inaugurato oggi il nuovo reparto di Trapianto di midollo osseo pediatrico 'Monica e Luca Folonari' dell'ospedale dei bambini della Asst Spedali Civili di Brescia, completamente riqualificato grazie all'impegno di Ail Brescia Odv e Fondazione della Comunità Bresciana, insieme alla straordinaria risposta del territorio. Un intervento del valore complessivo di 1,5 milioni di euro, nato dalla necessità di adeguare gli spazi di un reparto che rappresenta da decenni un punto di riferimento nella cura dei bambini affetti da patologie onco-ematologiche e altre gravi malattie che richiedono il trapianto di cellule staminali.  

Il progetto . informa una nota - nasce per la necessaria e ineludibile ristrutturazione del precedente reparto già dedicato a Monica e Luca Folonari: Ail Brescia e il Fondo 'Cavaliere del Lavoro Francesco Folonari, Monica e Luca Folonari', costituito da Luisa Marchesani Folonari presso Fondazione della Comunità Bresciana, hanno garantito una parte fondamentale delle risorse necessarie, dando il via a una grande mobilitazione per raggiungere l'intero obiettivo economico. Da quel momento Brescia ha risposto. Associazioni, fondazioni, imprese, cittadini, gruppi e iniziative solidali hanno scelto di sostenere il progetto, trasformando una raccolta fondi in un vero percorso di comunità.  

Una parte importante delle risorse - si legge - è arrivata attraverso la campagna promossa da Ail Brescia, che nei mesi ha raccontato il progetto anche grazie al 'Diario di bordo di Tom', realizzato con il supporto del Giornale di Brescia. Attraverso Tom, volto simbolico dei bambini che affrontano il percorso verso il trapianto, abbiamo raccontato l’attesa, la ricerca di un donatore, le persone incontrate lungo il cammino e, soprattutto, quella rete di solidarietà che si è costruita passo dopo passo attorno al progetto. Una rete che è diventata sempre più ampia e che ha coinvolto aziende, fondazioni, associazioni e singoli donatori, tutti uniti dalla scelta di fare propria questa sfida. È grazie a questa mobilitazione che AIL Brescia e Fondazione della Comunità Bresciana hanno potuto completare la raccolta delle risorse necessarie. Oggi quella grande partecipazione prende forma in qualcosa di concreto: un nuovo luogo di cura, ancora più sicuro, accogliente e pensato per accompagnare i bambini e le loro famiglie in uno dei momenti più delicati del loro percorso. 

 

Parallelamente alla raccolta fondi, Ail Brescia -dettaglia la nota - ha assunto un ruolo operativo nella realizzazione dell’intervento, accompagnando il progetto dalla fase progettuale fino al completamento del nuovo reparto. AIL Brescia ha affidato a DA.MA. Engineering, nelle figure del geometra Michele Canciani e dell’ingegnere Stefano Dioni, la progettazione del reparto. L’Associazione ha inoltre curato, insieme ai professionisti incaricati, la selezione delle imprese e dei fornitori coinvolti nella realizzazione dell’intervento. Dall’avvio del cantiere, nel luglio 2025, Ail Brescia ha seguito giorno dopo giorno ogni fase della realizzazione, facendosi garante della qualità e della cura del progetto. Un impegno che non si è limitato agli aspetti strutturali e tecnici, ma ha riguardato anche tutto ciò che contribuisce alla quotidianità del reparto: dagli arredi ai letti, dalle televisioni alla scelta dei colori. Ogni dettaglio è stato pensato per creare un ambiente sicuro, funzionale e accogliente per i bambini e le loro famiglie, ma anche per il personale sanitario che ogni giorno vive questi spazi e vi lavora. 

Il nuovo reparto dell’ospedale dei Bambini della Asst Spedali Civili di Brescia è stato progettato per rispondere agli standard sanitari richiesti per un'attività estremamente delicata come quella del trapianto pediatrico e, allo stesso tempo, per migliorare la qualità della permanenza dei bambini e delle loro famiglie. Il progetto ha previsto la realizzazione di cinque stanze di degenza a pressione positiva, ciascuna dotata di filtro precamera e bagno privato; nuovi spazi medici e infermieristici, depositi, spogliatoi, servizi e ambienti dedicati ai familiari, oltre a impianti tecnologici avanzati e sistemi per il monitoraggio dei parametri vitali dei pazienti. Non si tratta - riderisce la nota - quindi soltanto di un rinnovo degli spazi. Il nuovo TMO nasce per offrire ai piccoli pazienti un ambiente ancora più protetto, funzionale e accogliente durante uno dei momenti più complessi del loro percorso di cura, e alle loro famiglie spazi capaci di accompagnare una permanenza che può essere lunga e difficile. 

Il nuovo reparto raccoglie una storia clinica e scientifica iniziata molti anni fa. Dal 1990, infatti, al Tmo pediatrico degli Spedali Civili sono stati sottoposti a trapianto di cellule staminali oltre 700 bambini provenienti dall'Italia e dall'estero. Già nel giugno 2025 erano 724 i piccoli pazienti trattati; negli anni il Laboratorio cellule staminali, che da sempre segue questi bambini, ha sviluppato anche tecniche che consentono il trapianto aploidentico, rendendo possibile in determinati casi il ricorso a cellule staminali provenienti da un genitore non completamente compatibile. Una competenza clinica riconosciuta anche oltre i confini nazionali, che aveva bisogno di spazi all'altezza della qualità delle cure offerte. Con l'inaugurazione del nuovo Tmo pediatrico, Brescia mette oggi a disposizione dei bambini e delle loro famiglie una struttura rinnovata capace di unire eccellenza sanitaria, tecnologia, sicurezza e attenzione alla persona. A questo impegno si aggiunge quello di Ail Brescia, che grazie ai fondi raccolti con la campagna di Natale 2025 sosterrà percorsi gratuiti di supporto psicologico e nutrizionale dedicati ai piccoli pazienti e alle loro famiglie, affiancando alle cure un’attenzione concreta al loro benessere durante il percorso di malattia. 

 

Il reparto continuerà a portare il nome di Monica e Luca Folonari, figli di Luisa Marchesani Folonari prematuramente scomparsi. Un'intitolazione che oggi assume un significato ancora più profondo. Luisa Marchesani Folonari è infatti mancata lo scorso luglio, a pochi mesi dall'inaugurazione del nuovo reparto, dopo aver seguito e sostenuto un progetto nel quale aveva creduto profondamente. Nel corso della sua vita, segnata da perdite dolorose, ha saputo trasformare il dolore in un impegno concreto verso gli altri, con una particolare attenzione ai più fragili, ai bambini, alle famiglie che affrontano la malattia e agli anziani. Una generosità sempre accompagnata da grande discrezione, che ha trovato espressione nel Fondo 'Cavaliere del Lavoro Francesco Folonari, Monica e Luca Folonari', costituito presso Fondazione della Comunità Bresciana e determinante per rendere possibile la riqualificazione del Tmo pediatrico. 

"Dietro ogni bambino che accede a questo reparto c’è una famiglia che ripone fiducia e speranza nel nostro personale sanitario. Quarant’anni fa le possibilità di guarigione in Oncoematologia pediatrica arrivavano al 65%. Oggi - afferma Luigi Cajazzo, direttore generale della Asst Spedali Civili di Brescia - tocchiamo un tasso di sopravvivenza del 90%. Accanto al lavoro straordinario di tutta la struttura diretta dal dottor Porta era necessario mettere a disposizione spazi adeguati e tecnologie avanzate per una maggiore serenità di pazienti e famiglie. Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato". 

"Più di venticinque anni fa - ricorda Giuseppe Navoni, presidente di Ail Brescia OdV - in questo reparto, c’era mia figlia Alessandra. Oggi lei non c’è più, ma io non ho mai dimenticato cosa significa essere il papà di una bambina che entra da quella porta. È anche per storie come la nostra che AIL Brescia esiste: per esserci quando la vita di una famiglia cambia improvvisamente. In questo progetto abbiamo messo risorse, impegno, ma soprattutto la nostra storia e quella di migliaia di persone che in questi anni hanno scelto di esserci con noi. Oggi, guardando queste stanze, penso ad Alessandra e a ogni bambino che entrerà qui. È per loro che Ail Brescia continuerà a esserci, fino al giorno in cui di un reparto come questo non ci sarà più bisogno". 

 

"Questa inaugurazione rappresenta molto più della conclusione di un cantiere. È il risultato di un'alleanza tra sanità pubblica, Terzo Settore, filantropia, imprese e cittadini: la stessa collaborazione che, fin dalla presentazione del progetto, era stata indicata come elemento centrale dell'intervento. Ed è soprattutto la dimostrazione di ciò che può accadere quando un territorio riconosce un bisogno e decide di farsene carico. La nostra Fondazione - sottolinea Mario Mistretta, presidente FCB - fa esattamente questo: rappresenta un luogo sicuro in cui chi vuole esprimere la propria generosità trova l’humus per una filantropia davvero generativa".  

"La signora Luisa, purtroppo, per pochi mesi non ha potuto vedere il reparto completato e inaugurato, ma il nuovo Tmo rappresenta oggi anche una parte importante della sua eredità: un luogo che porta il nome dei suoi figli e nel quale la loro memoria continuerà a tradursi, ogni giorno, in cura, accoglienza e possibilità di futuro per tanti altri bambini e per le loro famiglie. Questo importante risultato - conclude Orietta Filippini, direttrice generale di FCB - è anche il frutto di un progetto comune, reso possibile dalla generosità del Fondo 'Cavaliere del Lavoro Francesco Folonari, Monica e Luca Folonari' e di Ail Brescia e dal prezioso sostegno di altri otto Fondi della Fondazione e di un’azienda, che hanno scelto di unirsi per trasformare un desiderio condiviso in una realtà concreta per la comunità" 

12 ott 2026

Ai, monsignor Paglia: "La tecnologia deve essere al servizio dell’uomo"

(Adnkronos) - "L’intelligenza artificiale offre grandi opportunità, ma il suo sviluppo deve essere accompagnato da una riflessione etica che metta al centro l’essere umano". È il messaggio lanciato da monsignor Vincenzo Paglia, intervistato dalla vicedirettrice di Adnkronos Jole Saggese durante la diretta realizzata in occasione dell’Assemblea generale di Assolombarda. Secondo Paglia, è importante ricordare che "l’intelligenza artificiale, per quanto avanzata, non possiede tutte le caratteristiche dell’intelligenza umana, che comprende non soltanto il ragionamento, ma anche le emozioni, la creatività e la capacità di provare sentimenti". "Dovremmo recuperare la forza dell’umano rispetto alla macchina", ha sottolineato. Un principio che riguarda soprattutto le nuove generazioni: computer e dispositivi digitali devono essere considerati strumenti da utilizzare in modo consapevole. "Dobbiamo dire ai nostri ragazzi che il portatile è uno strumento, non è un alter ego. E allora lo strumento dipende da come lo usi. La clava io la posso usare per spaccare le noci o per spaccare la testa del vicino. Il punto centrale, quindi, non è soltanto la tecnologia in sé, ma il modo in cui viene impiegata e le responsabilità di chi la utilizza", ha detto. 

Paglia si occupa del rapporto tra etica e intelligenza artificiale dal 2019, quando, ha raccontato, "il presidente di Microsoft gli chiese se fosse necessario introdurre una riflessione etica nello sviluppo delle nuove tecnologie. Da allora, il tema è diventato sempre più importante". Secondo monsignor Paglia, "le preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale mostrano quanto sia necessario definire principi e responsabilità capaci di orientarne l'utilizzo. L’obiettivo è fare in modo che la tecnologia sia al servizio delle persone e non che siano le persone a diventare subordinate alla tecnologia". 

In questo percorso, Paglia ritiene che "Milano possa svolgere un ruolo importante, proponendosi come luogo di confronto tra aziende tecnologiche, istituzioni politiche e università. Una città capace di promuovere a livello internazionale una visione dell’innovazione che non si limiti ai risultati economici e tecnici, ma tenga conto anche delle conseguenze sulla società e sui diritti delle persone". Milano e l’Europa, ha poi concluso, "credo possano offrire un contributo importante al dibattito internazionale, grazie alla loro vocazione al dialogo e alla capacità di mettere in relazione culture e Paesi diversi". 

12 ott 2026

Precipita dal tetto di un capannone a Fiano Romano, morto operaio

12 ott 2026

AI, Gerardini (Assolombarda): "Bisogna avere dei capitali per poter investire"

12 ott 2026

AI, Rossini (Assolombarda Pavia): "Leva fondamentale per far crescere produttività"

12 ott 2026

Guerra in Europa, il capo militare della Nato: “Non è inevitabile, ma dobbiamo prepararci”

(Adnkronos) - Se qualcuno fosse tanto "folle" da attaccare la Nato, deve sapere che l'Alleanza "combatterà". Lo ha assicurato il comandante supremo delle forze alleate in Europa (Saceur) Alexus Grynkewich, oggi a Varsavia.  

"Nessuno - ha detto - deve scambiare la nostra natura difensiva per debolezza o mancanza di determinazione. Attraverso la nostra forza collettiva, puntiamo a esercitare un'azione di deterrenza e a preservare la pace. Ma se qualcuno fosse tanto folle da attaccarci, combatteremmo".  

"Respingeremmo l'attacco - ha aggiunto - e impediremmo all'aggressore di raggiungere i propri obiettivi, quali che essi siano. In sintesi, faremo in modo che qualsiasi attacco contro un qualsiasi alleato si riveli del tutto vano", ha concluso. 

Grynkewich ha sottolineato che come comandante supremo delle forze alleate in Europa, "non ritengo che un conflitto sia imminente o inevitabile; non lo è". Il generale ha presentato per sommi capi la sua 'teoria della vittoria', senza mai nominare la Russia nel suo discorso, cosa che ha fatto dopo, rispondendo a delle domande.  

Come Nato, ha aggiunto, "contribuiamo a evitare i conflitti chiarendo le nostre intenzioni difensive e mantenendo canali di comunicazione aperti per risolvere malintesi e favorire la trasparenza. Tuttavia, la deterrenza richiede anche prontezza al combattimento, e tale prontezza impone di pianificare in funzione di ciò che è possibile, non solo di ciò che è probabile".  

"In caso di attacco - ha continuato - siamo pronti a combattere fin da subito, ma non per questo abbassiamo la guardia. Continueremo a prepararci e ad addestrarci ogni giorno: saremo più pronti domani e ancora più pronti il giorno successivo. Prepararsi a combattere secondo questa teoria della vittoria significa, innanzitutto, essere in grado di vincere in una situazione di difesa".  

Tuttavia, ha proseguito, "dimostrare la nostra prontezza è fondamentale anche per prevenire i conflitti; mostrare di essere pronti ad agire in linea con la nostra teoria della vittoria è essenziale per vincere sul piano della deterrenza. E, in quanto alleanza difensiva, deve essere chiaro a tutti che mantenere una deterrenza efficace e credibile è esattamente l'obiettivo che perseguiamo", ha concluso. 

12 ott 2026

Ai, Parravicini (Assolombarda Monza e Brianza): "Milano candidata a sede Onu un’opportunità per il territorio"

(Adnkronos) - Milano è stata ufficialmente proposta come sede per un futuro hub o agenzia delle Nazioni Unite (Onu) dedicato alla governance e all'etica dell'Intelligenza artificiale. "Sarebbe un grandissimo passo avanti e sono fermamente convinto che la zona attorno a Milano, il territorio Assolombarda e delle altre associate di Confindustria limitrofe, sia uno dei territori al mondo con la maggiore densità imprenditoriale, quindi abbiamo competenze imprenditoriali. Abbiamo delle super università, tra cui il Politecnico di Milano, che possono dare una mano enorme e abbiamo visto anche quanti investimenti sono arrivati a Milano e quindi aiuta tantissimo". Lo ha detto Mario Matteo Parravicini, presidente Assolombarda sede Monza e Brianza, intervistato dalla vicedirettrice di Adnkronos Jole Saggese durante la diretta realizzata in occasione dell’Assemblea generale di Assolombarda. 

Il presidente di Assolombarda Alvise Biffi nel suo intervento ha individuato nella produttività delle nuove tecnologie, nella capacità di essere internazionali, la strada per la crescita. Alla domanda, qual è la leva su cui puntare di più per favorire la crescita?, Parravicini non ha dubbi: la produttività. "La crescita - ha sottolineato - si ottiene innanzitutto aumentando la produttività delle imprese. Realizzare prodotti e servizi a maggiore valore aggiunto rende le aziende più competitive, sia in Italia sia sui mercati internazionali. Questo permette anche di attrarre e trattenere i giovani, investire sulle persone e sviluppare nuove competenze. I benefici, inoltre, si estendono all’intero territorio, coinvolgendo le persone che lavorano nelle città e nelle comunità che ruotano attorno alle imprese". 

12 ott 2026

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