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Addio a Kaylee Hottle, star di Godzilla: morta a 18 anni in incidente stradale

(Adnkronos) - Kaylee Hottle, l'attrice statunitense diventata celebre per il ruolo di Jia nei film della saga "Godzilla vs Kong", è morta all'età di 18 anni in seguito a un tragico incidente stradale avvenuto nella notte tra lunedì 20 e martedì 21 luglio nel Maryland. La notizia è stata confermata dal padre, Joshua Hottle, al sito hollywoodiano Tmz. Il padre, appartenente come la figlia a una famiglia interamente composta da persone sorde, ha condiviso il proprio dolore attraverso un messaggio in lingua dei segni americana (Asl) pubblicato sui social, accompagnato da una frase carica di commozione: "Sto affrontando un viaggio che non avrei mai voluto intraprendere", mentre era in volo dal Texas per raggiungere il Maryland e recuperare la salma della figlia. 

Secondo quanto riferito dall'Ufficio dello Sceriffo della Contea di Frederick, l'incidente si è verificato intorno alle 2.52 del mattino a Ijamsville, nei pressi di Baltimora. Kaylee viaggiava come passeggera a bordo di una Honda Accord del 1995 quando il conducente, un ragazzo di 19 anni, ha perso il controllo dell'auto, uscita dalla carreggiata e finita contro un canale di scolo. Le prime indagini indicano che l'eccesso di velocità potrebbe essere stato uno dei fattori determinanti dello schianto, anche se l'esatta dinamica è ancora al vaglio degli investigatori. Trasportata d'urgenza in un centro traumatologico, la giovane attrice è stata dichiarata morta poco dopo l'arrivo in ospedale. Il conducente ha riportato ferite non considerate gravi, mentre il terzo passeggero è rimasto praticamente illeso e non ha avuto bisogno di cure mediche. 

Nata e cresciuta a Kyle, in Texas, in una famiglia di persone sorde e sordocieche, Kaylee Hottle aveva iniziato a recitare fin da bambina, partecipando a spot pubblicitari e comparendo anche in un episodio della serie "Magnum P.I.". La svolta arrivò nel 2017 grazie a uno spot realizzato per l'app di video-relay Convo. Fu proprio quella pubblicità a catturare l'attenzione dell'assistente alla regia del franchise dedicato a King Kong, che la ritenne perfetta per interpretare Jia. Il debutto cinematografico arrivò nel 2021 con "Godzilla vs. Kong", dove interpretava una bambina Iwi, sorda e orfana, salvata da Kong sull'Isola del Teschio e cresciuta dalla dottoressa Ilene Andrews, interpretata da Rebecca Hall. Il legame tra Jia e il gigantesco gorilla, costruito attraverso la lingua dei segni americana, divenne uno degli elementi più emozionanti e apprezzati del film. Il personaggio tornò anche nel sequel del 2024, "Godzilla vs. Kong: The New Empire", confermando il successo di una giovane attrice capace di conquistare pubblico e critica con un'interpretazione intensa e autentica. 

In un'intervista rilasciata nel marzo 2024 all'"Houston Chronicle", Kaylee aveva raccontato come era nata la sua avventura nel cinema. "L'assistente alla regia vide il mio spot pubblicitario e pensò che corrispondessi perfettamente alla descrizione del personaggio", aveva spiegato in Asl. Sul lavoro con il regista Adam Wingard aggiungeva: "Leggevo la sceneggiatura, lui mi spiegava esattamente cosa desiderava e, con l'aiuto dei miei genitori nella traduzione, cercavo semplicemente di dare vita al personaggio". 

La scomparsa della giovane attrice ha suscitato profonda commozione anche tra i colleghi. Alexander Skarsgård, protagonista del primo capitolo della saga, aveva più volte elogiato il talento della ragazza, sottolineandone la sorprendente naturalezza davanti alla macchina da presa e la capacità di recepire immediatamente le indicazioni del regista. Anche la Texas School for the Deaf, dove Kaylee aveva studiato, le ha reso omaggio con un messaggio di cordoglio rivolto alla famiglia, agli amici e ai compagni di scuola. (di Paolo Martini)  

21 lug 2026

Social, Francia vieta accesso agli under 15: è la prima in Europa

21 lug 2026

Inchiesta arbitri, pm Milano: "Vuoto probatorio, solo ipotesi e illazioni"

(Adnkronos) - Solo ipotesi e nessuna prova e, a maggior ragione dopo la "diffusione mediatica" dell'esistenza delle indagini, "non sembrano potersi svolgere utilmente investigazioni di alcun genere" come il sequestro dei device (pc e telefoni) "che per scelta investigativa non è stato eseguito in precedenza" dato che le intercettazioni in corso "apparivano confortare l'impostazione accusatoria". E' uno dei passaggi del provvedimento della Procura di Milano nell'inchiesta sugli arbitri.  

Le intercettazioni riempiono in gran parte le 18 pagine del decreto di archiviazione dell'Inter, ma la Procura chiarisce che si resta nel capo delle ipotesi o delle suggestioni. In particolare tra le ipotesi "residuali" c'è quella che le presunte interferenze dell'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, per il quale è stata chiesta l'archiviazione dall'accusa di frode sportiva, siano legate alla promessa di un'utilità, "consistente in progressioni di carriera nel sistema arbirale".  

La base probatoria di tale ipotesi "è costituita dall'esistenza di ottimi rapporti tra Gravina e Rocchi da in lato e dall'esistenza di un indubbio peso politico nella lega da parte del Fc Internazionale, nella persona di Marotta, a sua volta legato da buoni rapporti personali con Gravina". Si tratta di una base probatoria "inidonea a provare l'ipotesi di frode sportiva specifica, che richiede un principio di prova, anche indiziario, di una promessa di utilità, posta in essere da Gravina in accordo con Marotta verso Rocchi, perché costui accellasse interferenze volte a turbare la regolarità della gara". Per i pm milanesi "Il vuoto probatorio degrada tale ipotesi al rango della mera illazione". 

Sebbene le vicende relative alle cosiddette 'bussate' nella sala Var sono state trasmesse dalla Procura di Milano ai colleghi di Monza per competenza territoriale - la sala Var si trova a Lissone, in Brianza, - i pm meneghini non risparmiano valutazioni nel provvedimento che riguarda gli arbitri. 

La ricostruzione dei singoli episodi contestati "esclude la sussistenza di una prova che le condotte fossero finalizzate alla manipolazione delle specifiche gare, ciò che costituisce in sé del delitto contestato. Anche la considerazione del contesto in cui sono intervenute esclude qualsiasi forma di asservimento, di organizzazione volta a manipolare le specifiche gare" si legge nel provvedimento con cui archivia l'Inter per la legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Le condotte in questione, per la Procura di Milano, devono essere valutate nella loro conformità all'ordinamento sportivo, e per tale ragione gli atti sono stati trasmessi alla competente Procura federale. 

 

La lotta scudetto sembra concentrarsi in pochi giorni e l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, in più conversazioni intercettate nell'inchiesta milanese sugli arbitri, si lascia andare alla difficoltà di garantire direttori di gara all'altezza mentre tra Inter e Napoli è quasi testa a testa. Il 3 aprile 2025, Rocchi parlando con il suo stretto collaboratore Andrea Gervasoni dice di avere un "trittico di gare complesse" facendo riferimento a Bologna-Inter, al derby e a Inter-Roma. E aggiunge "loro vorrebbero Colombo, chiaramente perché gli garba un mondo!" si legge nelle carte dell'inchiesta sugli arbitri. 

Nella stessa giornata Rocchi contatta Dino Tommasi: "Allora, noi c'abbiamo un problema. Noi abbiamo questa settimana che è cruciale per l'Inter". Sulle assegnazioni "bisogna andare un po' alla giornata perché il tifone non succederà ma metti che il Napoli non vinca a Bologna e l'Inter batta il Parma...vanno a più cinque e la possiamo fare con un pochino più di leggerezza, il campionato, capito che voglio dire?" spiega Rocchi. Ma se il Napoli fa tre punti e l'inter perde o pareggia a Bologna "rischiano di essere risucchiati". 

La preoccupazione emerge anche nella conversazione con Riccardo Pinzani, delegato Aia per i rapporti con i club, in cui Rocchi svela che manderà Andrea Colombo a dirigere il match con il Bologna, "ma in Coppa Italia chi ca...o mando?" a sottolineare - senza giri di parole - la difficoltà di trovare arbitri che possano non scontentare nessuno. La partita contro i rossoblu si concluderà con la sconfitta dei nerazzurri e una coda di polemiche. 

 

21 lug 2026

Udine, si tuffa nel Tagliamento e non riemerge: ricerche in corso

21 lug 2026

Legge elettorale, La Russa: "Escludo si possa chiudere prima delle ferie"

(Adnkronos) - Niente legge elettorale prima delle ferie estive, parola di Ignazio La Russa. "Ho garantito che non ci saranno eccessive accelerazioni nel senso che se qualcuno delle opposizioni ha immaginato che si potesse chiudere la legge" elettorale "prima delle ferie, ho escluso che questo possa avvenire", ha detto il presidente del Senato, parlando con i cronisti al termine della capigruppo.  

"Ho anche provato", ha aggiunto La Russa, "a dire di metterci d'accordo per una data in cui chiuderla, perché il regolamento fra l'altro lo consentirebbe, non c'è stata nessuna intesa su una data di possibile chiusura, anche non vicina, da qui a un mese e mezzo, per cui per adesso abbiamo lasciato alla commissione" Affari costituzionali "il compito di fare. Quello che posso dire è che questa legge non sarà licenziata dal Senato prima delle ferie. Questo per tranquillizzare il clima". Potrebbe arrivare in aula la prima settimana di lavori alla ripresa, a settembre? "Aspetto prima di vedere come si muove la commissione", risponde La Russa. 

A confermarlo anche il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato, Lucio Malan: "Abbiamo chiesto come maggioranza dei tempi che siano compatibili con la reale approvazione della legge" elettorale, "perché dobbiamo avere un occhio alla realtà, che ci dice che bisogna approvare la legge in tempi adeguatamente distanti dalla scadenza elettorale e non si vogliono forzature, ma è chiaro che non si può arrivare a dei tempi così prolungati per i quali se la legge si approva così tardi si rischia di non essere applicabile", ha detto al termine della capigruppo di palazzo Madama. 

"Auspichiamo di arrivare in aula a settembre alla ripresa dei lavori", che sarà il 9, "di modo da avere lo spazio per le audizioni, per un esame in commissione, ma soprattutto c'è la possibilità di arrivare al traguardo in tempi adeguati - aggiunge -. La commissione può lavorare la prima settimana di settembre, c'è un calendario già precedentemente approvato". 

 

21 lug 2026

Biennale Arte, Ue revoca 2 milioni di fondi. Fondazione: "Nessun impatto sul bilancio"

(Adnkronos) - La Commissione europea passa dalle parole ai fatti e chiude, almeno sul piano amministrativo, il lungo braccio di ferro con la Biennale di Venezia. Dopo mesi di scambi di lettere, contestazioni e chiarimenti, l'Agenzia esecutiva europea per l'Istruzione e la Cultura (Eacea) ha deciso di interrompere il finanziamento europeo da due milioni di euro destinato alla Fondazione veneziana. Una decisione che arriva al termine della valutazione giuridica svolta dalla Commissione e che rappresenta il punto più alto dello scontro istituzionale nato attorno alla riapertura del Padiglione russo alla Biennale Arte. 

L'annuncio è arrivato direttamente da Bruxelles. "Dopo la valutazione e la raccomandazione legale della Commissione europea, l'Eacea ha deciso di interrompere il finanziamento da due milioni di euro concesso alla Fondazione La Biennale di Venezia", ha dichiarato il portavoce dell'esecutivo europeo Thomas Regnier, spiegando che gli eventi culturali sostenuti con risorse dell'Unione "devono salvaguardare i valori democratici, promuovere il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione, valori che non sono rispettati nella Russia di oggi". Una presa di posizione che conferma come la vicenda abbia ormai assunto un significato che va ben oltre l'aspetto economico. La Commissione ha infatti ricondotto la decisione non tanto a una questione contabile, quanto a una valutazione politica e valoriale sull'utilizzo dei fondi europei in relazione ai rapporti con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina. 

Il paradosso della vicenda è che il contributo europeo revocato non finanziava affatto la Biennale Arte, cioè la manifestazione da cui è nata la controversia. I due milioni di euro erano destinati infatti a sostenere alcune attività del Settore Cinema della Fondazione, in particolare il Biennale College Cinema e il Venice Production Bridge, due programmi dedicati rispettivamente alla formazione di giovani autori e allo sviluppo dell'industria audiovisiva internazionale.È proprio su questo aspetto che insiste la Biennale nella sua replica ufficiale. "Tale sovvenzione co-finanziava le attività del Settore Cinema relative a Biennale College e al Venice Production Bridge, attività e Settore che nulla hanno a che vedere con la partecipazione della Russia alla Biennale Arte", sottolinea la Fondazione. Secondo Venezia, dunque, Bruxelles avrebbe deciso di colpire un settore completamente estraneo ai fatti contestati. La Fondazione aggiunge inoltre un elemento destinato a rassicurare operatori e partner internazionali: il provvedimento "non ha alcun impatto significativo né sul budget, né sul bilancio, né sulle attività programmate e in corso della Biennale di Venezia, che rimangono confermate". In termini finanziari, il contributo europeo rappresentava infatti una quota marginale del bilancio complessivo della Fondazione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, che negli ultimi anni ha consolidato una situazione economica particolarmente solida grazie anche all'aumento dei visitatori e delle entrate proprie. 

La reazione della Fondazione non si è fatta attendere. "Prendiamo atto che si tratta di una decisione da tempo preannunciata da autorità politiche e che pertanto ci obbliga ai passi successivi che avevamo già reso noti, ovvero far valere le nostre ragioni in tutte le sedi competenti", afferma la nota diffusa dopo la comunicazione dell'Eacea. Tradotto: la Biennale porterà la vicenda davanti ai giudici europei. 

La strategia legale sarebbe stata definita già nei giorni scorsi dal consiglio di amministrazione riunito a Ca' Giustinian, sede della Fondazione. Sarebbero state illustrate ai consiglieri le possibili strade processuali, tutte davanti alla giustizia dell'Unione europea. La Fondazione potrebbe presentare un ricorso di annullamento ai sensi dell'articolo 263 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, contestando la legittimità della decisione amministrativa adottata dall'Eacea. In alternativa potrebbe percorrere la via dell'azione contrattuale prevista dall'articolo 272 dello stesso Trattato, trattandosi di un rapporto regolato da un accordo di finanziamento. Non sarebbe esclusa neppure una richiesta cautelare per sospendere gli effetti del provvedimento fino alla decisione definitiva del Tribunale dell'Unione europea. 

Per comprendere lo scontro tra Bruxelles e Venezia occorre tornare all'inizio della Biennale Arte 2026. Dopo l'assenza registrata nelle precedenti edizioni in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina (2022 e 2024), il Padiglione russo - di proprietà di Mosca dal 1914 - è tornato ad aprire i battenti ai Giardini della Biennale, ma solo su invito e solo per tre giorni (6-8 maggio). Dal 9 maggio, giorno di apertura della 61/a Esposizione Internazionale d'Arte - dal titolo "In Minor Keys" di Koyo Kouoh - il Padiglione russo è chiuso a pubblico e chi si avvicina alla palazzina in stile Liberty con l'aquila dei Romanov sulla sommità può scorgere solo tre monitor che trasmesso dei video di registrazioni di happening con musiche folk russe. Una scelta che tuttavia, secondo la Commissione europea, sarebbe incompatibile con gli obblighi previsti dagli accordi di finanziamento sottoscritti dalla Fondazione con l'Unione europea. La Biennale ha però sempre respinto questa interpretazione. 

Secondo la ricostruzione della Fondazione, la riapertura del Padiglione sarebbe stata una decisione assunta autonomamente dalla Federazione Russa, proprietaria dello spazio espositivo, senza alcun sostegno diretto o indiretto da parte della Biennale. Venezia ha sempre ribadito, inoltre, di non avere violato in alcun modo il regime sanzionatorio europeo nei confronti della Russia. "Nessuna violazione delle sanzioni europee inflitte alla Russia dopo l'aggressione all'Ucraina", è la posizione sostenuta dalla Fondazione fin dall'inizio della vicenda. Anzi, la Biennale ha evidenziato che la partecipazione russa non è stata inserita nemmeno nel catalogo ufficiale della manifestazione internazionale. 

Lo scontro si è sviluppato attraverso un lungo confronto epistolare tra Eacea e Fondazione. La prima comunicazione è arrivata nel mese di aprile. Bruxelles chiedeva spiegazioni sulla riapertura del Padiglione russo, ipotizzando un possibile contrasto con le condizioni previste dal finanziamento europeo. La Biennale ha replicato sostenendo la piena legittimità del proprio operato. Successivamente è arrivata una seconda contestazione, nella quale l'Eacea ipotizzava che la Fondazione avesse fornito un supporto organizzativo alla partecipazione della Russia. Anche questa ricostruzione è stata respinta. Infine, nella terza comunicazione inviata tra maggio e giugno, la Commissione ha esteso il proprio esame anche alla Biennale Architettura 2025, richiamando l'utilizzo del Padiglione russo per iniziative educative. Secondo Bruxelles, l'insieme di questi elementi configurerebbe una violazione delle clausole previste dal contratto di finanziamento europeo. Per la Biennale, invece, nessuno dei fatti contestati integra una violazione del diritto europeo o delle sanzioni contro Mosca. 

Lo scontro con Bruxelles ha alimentato anche un acceso confronto politico in Italia, concentratosi soprattutto sul ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha disposto anche un'ispezione a Ca' Giustinian, che è finita senza rilievi. Per protesta contro la riapertura del Padiglione russo, Giuli ha disertato la cerimonia di inaugurazione del 9 maggio, che stata poi annullata. Il 21 maggio Giuli si è poi recato a Venezia in visita al Padiglione Italia e per riallacciare i rapporti con il presidente Pietrangelo Buttafuoco e la Biennale. di Paolo Martini  

21 lug 2026

Caso Roggero, Calenda attacca Salvini: "Un imbecille, non va bene legge che ha fatto lui"

21 lug 2026

Roma, beffa Summerville: inserimento e sorpasso dell'Al Hilal

(Adnkronos) - Crysencio Summerville non sarà un calciatore della Roma. Oggi, martedì 21 luglio, l'attaccante del West Ham, reduce dal Mondiale giocato da protagonista con l'Olanda, ha scelto di volare in Arabia Saudita - secondo le ultime news di calciomercato - per vestire la maglia dell'Al Hilal, nonostante un accordo già raggiunto con i giallorossi, che sono stati bruciati al fotofinish dalla ricchissima offerta del club allenato da Simone Inzaghi. 

La Roma aveva fatto recapitare una terza offerta al West Ham nella serata di ieri, 47 milioni che si avvicinavano molto ai 50 chiesti dagli inglesi. Con il giocatore l'accordo era fatto per circa 4,5 milioni di euro fino al 2031, con la dirigenza giallorossa che aveva già prenotato un volo per portare Summerville nella Capitale. 

L'inserimento dell'Al Hilal però ha cambiato tutte le carte in tavola. Il club arabo, secondo quanto riportato da SkySport, ha messo sul piatto 60 milioni per il cartellino e circa 20 di stipendio al calciatore. Un'offerta impareggiabile per la Roma e che è stata subito accettata da Summerville prima e dal West Ham poi. 

In lista per la Roma, che già aveva visto sfumare il primo grande obiettivo di Gasperini, ovvero Mason Greenwood, volato al Fenerbahce, ora restano il talento norvegese del Lipsia Nusa, che dopo aver brillato al Mondiale ha una valutazione da circa 60 milioni, e il compagno di Nazionale Schjelderup, esterno del Benfica. Rimangono in lista i nomi di Garnacho del Chelsea e Moreira dello Strasburgo. 

 

21 lug 2026

Lite tra stranieri a Trastevere finisce a sassate, pietra sfonda finestra: in casa una mamma con un bambino

(Adnkronos) - Finestrini delle auto sfondate e una pietra che sfonda una finestra al primo piano, dietro alla quale ci sono una mamma con il figlio di 6 anni. Caos a Trastevere per una lite scoppiata tra una coppia di senzatetto, entrambi stranieri, che hanno creato il panico in piazza Mastai. Sono circa le 17 quando i due, volti conosciuti come i tanti che affollano la piazza davanti alla agenzia dei monopoli e alla guardia di finanza, iniziano a litigare e a urlare. E' la donna la prima a staccare da terra pezzi di lastricato e a lanciarli contro l'uomo in fuga, incurante della gente in strada. Nella furia, una pietra finisce contro la finestra di un appartamento al piano terra dove si trova un bambino con la sua mamma: la donna fa appena in tempo a chiudere la finestra prima che il vetro finisca in frantumi.  

I due senzatetto si rincorrono, scappando prima in direzione di viale Trastevere. Poi, notata una pattuglia della Polizia Locale, tornano indietro per imboccare via della Luce e, sotto agli uffici della guardia di finanza, sette macchine in sosta, cinque delle fiamme gialle, vengono bersagliate con pietre e bottiglie mentre i due scappano, ripresi dalle telecamere di videosorveglianza. Sul posto, chiamati dai residenti infuriati, gli agenti del vicino commissariato Trastevere e i militari della guardia di finanza, che ascoltano gli altri senzatetto presenti e l'inquilina dell'appartamento con la finestra danneggiata.  

Per la lite è stato fermato un senzatetto polacco, conosciuto dai residenti di Trastevere. Sarebbe lui, secondo gli agenti e i militari della guardia di finanza che lo hanno rintracciato a poca distanza, l'uomo che in compagnia di una donna ha creato il panico nella piazza tra gli altri clochard e la gente a passeggio. In un video, girato con il cellulare da un uomo che lavora nella stessa strada e che sarà acquisito nelle prossime ore, si vede la senzatetto - anche lei straniera e ancora irreperibile - discutere con l'uomo. In mutande e maglietta, ha staccato ripetutamente parti di pavimento a fatica per lanciarli contro la finestra dell'appartamento al piano terra che affaccia sulla piazza. 

"Ho avuto una paura tremenda - racconta all'Adnkronos Serena Scipioni, da 20 anni residente nel palazzo che affaccia su piazza Mastai - La lite è scoppiata violentissima tra un uomo e una donna soliti fumare crac qui in piazza. Ho appena fatto in tempo a chiudere la finestra della camera da letto, dove mio figlio spesso gioca, che una pietra ha sfondato il vetro. Lui ha urlato, terrorizzato. Io ho pensato, 'ecco, ci risiamo'. Ogni giorno è così, si ubriacano, si drogano e fanno i loro bisogni proprio sotto le finestre".  

"Non ne possiamo più - dice un altro residente - Non facciamo che segnalare il degrado e la situazione di pericolo nella quale siamo costretti a vivere da tempo. C'è stato un periodo in cui perfino le tende avevano piazzato... Impossibile denunciare e ritrovarseli in piazza dopo poche ore. Che aspettano per intervenire? Qui non si vive più". (di Silvia Mancinelli) 

21 lug 2026

Leonardo, Mariani: "Ucraina eccezionale sui droni, pronti a collaborare con Kiev"

(Adnkronos) - Leonardo rafforza la propria espansione in Asia attraverso una fornitura di velivoli da combattimento diretti all’Indonesia. Il Ministero della Difesa di Giacarta ha infatti siglato un contratto con il gruppo industriale italiano in prima linea nei settori dell'aerospazio, difesa e sicurezza, per la fornitura di 12 aerei da combattimento leggero multiruolo M-346F - Block 20 per un valore che si aggira sul miliardo di euro. "L'intesa include anche lo sviluppo di capacità locali per il supporto, la manutenzione e l'addestramento", ha specificato l'amministratore delegato e direttore generale, Lorenzo Mariani, ricordando anche la firma di una lettera di intenti per la potenziale fornitura di elicotteri navali AW149 alla marina indonesiana. L’annuncio è arrivato in occasione del Salone aeronautico internazionale di Farnborough.  

Sul fronte europeo, Mariani vede di buon occhio i recenti avvicendamenti di governo nel Regno Unito e per la “strategic defence review” britannica annunciata nel corso delle ultime ore dal neo ministro alla Difesa Wes Streeting, definendola centrale per le prospettive del gruppo: “Contiene elementi cruciali per Leonardo, in particolare per quanto riguarda il Gcap e le tecnologie legate all'autonomia”. Infatti, oltre a confermare che la società parteciperà ufficialmente alla competizione britannica per i droni gregari “Loyal Wingman”, Mariani ha ribadito la propria totale fiducia nell'impegno di Londra sul caccia di sesta generazione, pur riconoscendo le passate incertezze sui tempi di decisione per il programma elicotteristico Nmh. Proprio il programma New Medium Helicopter garantirà la continuità dello stabilimento inglese di Yeovil nel breve-medio termine, con una prospettiva a lungo termine orientata a trasformare il sito in un centro d'eccellenza per i velivoli autonomi. Mariani ha infine richiamato l'importanza del sostegno britannico all'export, citando come esempio le trattative per gli Eurofighter in Turchia.  

Nel settore dei velivoli avanzati senza equipaggio, è stata annunciata la piena operatività di Lba Systems, joint venture paritetica tra Leonardo e la turca Baykar. In questo contesto, Mariani si è soffermato sulle prospettive legate all'Ucraina e sullo straordinario bagaglio di competenze sviluppato dal Paese nel settore dei droni: “La competenza che l'industria ucraina ha acquisito durante il conflitto è davvero eccezionale, essendo stata esposta a minacce ed esperienze operative uniche. Non ci sono ancora target specifici o accordi ufficiali da annunciare oggi, ma credo fortemente che una collaborazione di successo come quella tra Leonardo e Baykar debba assolutamente prevedere anche una cooperazione con l'industria ucraina”.  

Tornando al portafoglio ordini annunciati in occasione del Farnborough, la fornitura degli elicotteri si arricchisce con un importante ordine in Medio Oriente grazie a The Helicopter Company, società con sede in Arabia Saudita, che ha ordinato undici AW139 nell'ambito di un accordo quadro che prevede l'acquisizione fino a un massimo di 130 macchine. “Stiamo attraversando una fase complessa ma al tempo stesso ricca di opportunità”, ha concluso Lorenzo Mariani, evidenziando come l'approccio multidominio del gruppo risponda con efficacia alle nuove esigenze della difesa. “I risultati raggiunti confermano la solidità del percorso intrapreso. La priorità per il futuro è accelerare, aumentando la capacità produttiva con la quale consolidare lo slancio necessario a sostenere la crescita nei prossimi anni”. (di Alessandro Allocca) 

21 lug 2026

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