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Urso: "Sostenibilità sempre più questione industriale e geopolitica"

(Adnkronos) - "La sostenibilità non è più soltanto una questione ambientale: è una questione industriale e geopolitica. Nella competizione globale per materie prime, energia e tecnologie, chi controlla le risorse ha in mano il futuro della propria industria". Lo ha detto il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, nel videomessaggio inviato in occasione di Ecomondo. 

"L’Italia parte in vantaggio, grazie a imprese di ogni dimensione che sanno trasformare la materia in prodotto, anche partendo dai rifiuti. L'Italia è tra le prime grandi economie manifatturiere, secondi in Europa per circolarità. Metà dei materiali che le nostre aziende trasformano, però, arriva ancora dall’estero. Ed è per questo che abbiamo fatto della circolarità una politica industriale, anche per quanto riguarda le materie prime critiche. Tra i progetti più importanti c’è il distretto nazionale per il riciclo e la raffinazione a Porto Marghera, oggi candidato a ospitare uno dei primi hub europei di stoccaggio strategico di materie prime critiche - ha proseguito il ministro - É centrale anche l’azione sul rottame ferroso, materia prima della siderurgia elettrica, cuore dell’acciaio italiano e la via più rapida per la decarbonizzazione del settore. Eppure, l’Europa lo esporta a milioni di tonnellate verso Paesi competitori, mentre l’Italia ne importa circa un terzo del proprio fabbisogno. Per questo, insieme alla Polonia, abbiamo presentato un non paper chiedendo alla Commissione misure per garantire l’approvvigionamento di rottami in Europa, a partire da limiti all’export. Ne abbiamo presentato un secondo altrettanto importante sui rifiuti elettronici, per trattenerli e riciclarli nel nostro Continente. Speriamo di ottenere il supporto di altri grandi Paesi europei con cui finalmente stiamo costruendo una comune politica energetica e industriale nel nostro Continente perché la frontiera delle riforme sta proprio a Bruxelles".  

3 nov 2026

Eicma, aperta ufficialmente oggi a Milano l'83° edizione

(Adnkronos) - 765 espositori, 2.142 brand provenienti da 52 Paesi e 300mila metri quadrati complessivi tra superficie espositiva e aree esterne, si è ufficialmente aperta oggi, alla presenza del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, l’83ª Edizione di Eicma, l'Esposizione internazionale delle due ruote, in programma fino a domenica 8 novembre a Fiera Milano Rho. 

Per la prima volta da quando si svolge nel quartiere fieristico di Rho, la manifestazione occupa dieci padiglioni, uno in più rispetto al 2025, raggiungendo la sua massima estensione nella sede espositiva milanese. Al centro dell’avvio ci sono le due giornate B2B di oggi e domani, mercoledì 4 novembre, dedicate alla stampa e agli operatori del settore. Migliaia di giornalisti e decine di migliaia di professionisti provenienti da tutto il mondo sono attesi nei padiglioni per un appuntamento che concentra presentazioni, anteprime internazionali, incontri commerciali, convegni e occasioni di confronto. Costruttori, fornitori, importatori e distributori si ritrovano a Milano per conoscere le novità, sviluppare accordi e ampliare le proprie reti, mentre i media portano prodotti e tendenze all’attenzione del pubblico globale. 

"Dal 2021 a oggi abbiamo raddoppiato i padiglioni, da cinque a dieci. Questa crescita racconta la scelta delle imprese di continuare a investire in Eicma e nel valore dell’incontro diretto – afferma Paolo Magri, ad di Eicma –. Le due giornate B2B sono il cuore di questa funzione: qui il lavoro delle aziende incontra una platea mondiale e si traduce in contatti commerciali, opportunità di comunicazione e accesso a nuovi mercati". 

 

Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato, insieme al ministro Salvini, Paolo Magri, amministratore delegato di EICMA S.p.A.; Pietro Meda, presidente di Eicma; Mariano Roman, presidente di Confindustria Ancma; Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano; Matteo Zoppas, presidente di Ice, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane; Giuseppe Sala, sindaco di Milano; e Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia. 

A confermare la capacità di attrazione dell’esposizione sono la quota estera del 74% dei brand e la presenza, tra gli espositori diretti, di un 30% di aziende al debutto o di ritorno. Dati che affiancano alla crescita dimensionale il rinnovamento dell’offerta e una partecipazione rappresentativa dell’industria delle due ruote e della filiera collegata. "Attorno a Eicma si organizza un intero settore: le imprese preparano le novità, gli operatori attraversano il mondo per incontrarsi e gli appassionati programmano la loro visita – afferma Pietro Meda, presidente della manifestazione –. È un effetto che genera opportunità e lavoro anche fuori dai padiglioni, coinvolgendo Milano e la Lombardia. La nostra responsabilità è trasformare questa attenzione in valore per tutta la filiera, dai grandi costruttori alle startup". 

Da giovedì 5 a domenica 8 novembre Eicma aprirà le porte al grande pubblico, che potrà scoprire le novità delle Case, le tecnologie e gli accessori, insieme a un programma di gare, spettacoli, prove e contenuti speciali. Dall’arena esterna MotoLive alle esperienze dedicate alla mobilità urbana, fino alla storia delle competizioni con la mostra dedicata alla MotoGP, l’offerta accompagnerà la visita mantenendo al centro il prodotto e l’incontro tra imprese e appassionati. 

  

3 nov 2026

Schillaci: "Ricerca e industria strategiche per l'Italia, Latina è un polo di eccellenza"

(Adnkronos) - "Qui da cinquant'anni si produce, si lavora, si fa ricerca e da qui ogni giorno parte qualcosa di prezioso, che arriva fino alle persone - che non sapranno mai il nome di questo stabilimento - sotto forma di cura. Un anniversario conta soprattutto per quello che ci permette di dire su ciò che avverrà, sul futuro. E questo parla di un settore importante, perché la responsabilità della salute degli italiani non è un settore come gli altri. Qui si tocca con mano un punto che di solito resta teorico: il luogo in cui la politica industriale e la politica sanitaria si incontrano. Un'azienda che opera nella salute non produce solo un tipo di bene, produce ricerca, conoscenza, innovazione". Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci all'evento per i 50 anni di Johnson & Johnson Innovative Medicines, celebrato nello stabilimento di Latina. 

"Qui - ha proseguito Schillaci - si producono quegli strumenti con i quali curiamo meglio le persone. Non a caso in Italia l'aspettativa di vita è ritornata a essere una delle più alte al mondo. Da una parte c'è la solidità del nostro Ssn, dall'altra parte ci sono l'innovazione, la ricerca e aziende come questa, che contribuiscono in maniera significativa con nuovi farmaci e nuovi device. Lo dicono i numeri: nel 2025 la provincia di Latina ha esportato oltre 10 miliardi di euro, più di 8 nel settore farmaceutico, abbastanza da farne la seconda provincia d'Italia del comparto. Nel Lazio, ormai, metà di ciò che la regione vende all'estero porta la firma dell'industria della salute. Sono cifre che raccontano una vocazione reale, non una semplice promessa". E "lo stabilimento che ci ospita ne è la prova più semplice. Da qui escono ogni anno oltre quattro miliardi di compresse, quasi la totalità delle quali prende la strada dell'estero, verso più di 100 Paesi. Quindi, da una città del Lazio, parte un farmaco che raggiunge un paziente in un'altra parte del mondo. Questo vuol dire concretamente essere una delle realtà esportatrici più forti dell'Italia: non una riga in una classifica, ma una catena di competenze e responsabilità che da qui comincia". 

Schillaci ha ricordato che "dietro ogni numero ci sono le persone, ci sono ragazze e ragazzi che qui trovano un motivo per restare invece di andare via. E c'è, in fondo alla catena, la ragione per cui tutto questo riguarda il ministro della Salute: il paziente. Un'impresa della salute, quando fa bene il suo mestiere, non fa crescere solo l'economia: mette nelle mani dei medici una terapia che prima non c'era, restituisce a una famiglia una possibilità che sembrava perduta. E quindi l'interesse di un'azienda si incontra con l'interesse pubblico". 

 

La salute oggi, forse, "è l'unico punto di incontro sul quale conviene a tutti che le cose funzionino bene. Però c'è una condizione - ha ricordato Schillaci -: l'innovazione, una volta nata, deve arrivare fino in fondo, deve raggiungere chi ne ha bisogno, ovunque viva, qualunque sia il suo reddito. Come ripeto sempre, e questa, lasciatemelo dire, oggi è la parte più difficile, ma è anche quella che non possiamo più delegare. Nulla di tutto questo avviene da solo: richiede responsabilità da entrambe le parti".  

"Alle imprese chiediamo di fare meglio ciò che già fanno: di investire, di fare ricerca, di creare lavoro qualificato. Alle istituzioni spetta il compito di costruire il contesto che lo rende possibile e più facile. Ci vogliono regole chiare, tempi certi, una programmazione che guardi oltre il singolo bilancio. E spetta anche uno scambio di sguardo che considero decisivo: smettere di leggere la salute solo come una voce di spesa da contenere. Cominciare a leggerla per quello che veramente rappresenta: uno degli investimenti più lungimiranti che una nazione può fare su se stessa. Lo abbiamo imparato in anni recenti: quando manca un farmaco essenziale, lo sapete bene, nessun conto di bilancio regge più. Avere nel proprio Paese la capacità di produrre ciò che serve alla salute non è un lusso, è una vera e propria forma di sicurezza nazionale. Gli stabilimenti come questo ne sono parte integrante" ha poi aggiunto. 

E ancora: "Io sto dalla parte di tutto il settore della salute, pubblico e privato, quando lavorano per lo stesso fine. Sto dalla parte di una sanità pensata per durare, non per arrivare a ogni fine anno. E sto prima di tutto dalla parte dei cittadini e dei più fragili, di quelli che una cura da soli non se la possono permettere. E non accetto che la salute sia trattata semplicemente come una voce di spesa. Per loro, per i più fragili, non bastano delle semplici scorciatoie. E non accetto la tentazione che le sta accanto: quella di un contentino, quella di una misura che magari si vede subito, che fa notizia, che porta consenso domani mattina".  

Secondo il ministro Orazio Schillaci, "la salute non dà i suoi frutti in pochi mesi. Li dà magari in 5, 10 anni. Per questo la salute non dovrebbe essere il terreno sul quale si gioca una partita elettorale, dovrebbe essere quello sul quale almeno si trova un accordo che dura nel tempo, nell'interesse di tutti, ma soprattutto di chi ha più bisogno, perché chi ha più bisogno sono quelli che non possono aspettare". Il ministro ha detto di essere "abituato a guardare i problemi in faccia e senza sconti. A volte l'amarezza di alcune riforme che non si sono fatte l'ho tenuta per me. Qui lascio però un impegno, in questo periodo più di altri. C'è chi fa calcoli sul proprio prossimo futuro, io invece - ha assicurato - voglio giocarmi fino all'ultimo tutto il mio mandato per dare un aiuto al Servizio sanitario nazionale pubblico e a tutto il sistema Italia. E lo faccio con l'orgoglio di chi ha fatto passi avanti strutturali e ha tracciato una strada che sono certo rimarrà per chi verrà". Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci all'evento per i 50 anni di Johnson & Johnson Innovative Medicines, celebrato nello stabilimento di Latina. 

E sull'anniversario "così importante, il modo migliore per festeggiarlo è non trattarlo come un punto di arrivo, ma come una linea di partenza. Le grandi storie industriali come quella di J&J non si misurano solo per ciò che hanno costruito, si misurano per ciò che hanno ancora il coraggio di immaginare" ha poi concluso.  

3 nov 2026

Bozzetti (Ffm), "A Eicma 2026 si vive il futuro delle due ruote"

3 nov 2026

Israele, Trump: "Accordo con Netanyahu, entro fine anno stop aiuti Usa"

(Adnkronos) - "Abbiamo fatto un accordo mesi fa con Benjamin Netanyahu: non daremo più soldi a Israele". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, intervistato da Fox News nel giorno delle midterm. "Entro la fine di quest'anno smetteremo di versare fondi a Israele. Per loro va bene così, perché ora sono un Paese di successo - ha aggiunto - Aiuteremo Israele se ne avrà bisogno". 

In Israele intanto si guarda al dopo elezioni. "I leader dei partiti sono uniti e agiranno immediatamente per sostituire il 'governo del 7 ottobre' con un governo di emergenza nazionale, mettendo all'opera la chiara maggioranza parlamentare alla Knesset", si legge nel comunicato congiunto che i leader dei partiti israeliani che fanno parte del Blocco del cambiamento hanno redatto al termine dell'incontro a Herzliya con il fondatore di Yashar, Gadi Eisenkot, "per una prima discussione congiunta" e per "coordinare il piano d'azione in vista del giuramento della 26esima Knesset e della formazione, nel più breve tempo possibile, del 38esimo governo di Israele". 

I leader dell'opposizione "hanno concordato sulla necessità di costituire, quanto prima, un governo sionista basato sui quattro principi delineati da Eisenkot", si legge nel comunicato, aggiungendo che "nel corso dell'incontro" è stato "ribadito il pieno impegno a rispettare la volontà degli elettori israeliani, che si sono espressi in modo chiaro e risoluto a favore di un cambiamento e contro la permanenza in carica dell'attuale esecutivo". Inoltre, "i leader hanno discusso della pericolosa e sconsiderata campagna condotta dal Likud e da Netanyahu, volta a delegittimare i risultati elettorali e la Commissione elettorale centrale" ed è stata "espressa la ferma determinazione a difendere l'esito del voto e il processo democratico". 

3 nov 2026

Morte Jesus De Miguel, insulti al portiere Owono: "Assassino". Il giocatore chiude i profili social

3 nov 2026

Caro carburanti, anche Lufthansa annuncia aumenti sui biglietti aerei

(Adnkronos) - Lufthansa oggi si è aggiunta alla lista delle compagnie aeree che prevedono un ulteriore aumento dei prezzi dei biglietti, stimando un incremento di due miliardi di euro (2,2 miliardi di dollari) nei costi annuali del carburante, a seguito del conflitto in Medio Oriente. L'annuncio giunge il giorno dopo che la compagnia aerea low-cost irlandese Ryanair ha dichiarato che alzerà le tariffe e avvierà un piano di riduzione dei costi, in un contesto in cui il conflitto che vede contrapposti Stati Uniti e Israele all'Iran mantiene elevati i costi globali dell'energia. 

Il conflitto, iniziato a febbraio, ha portato alla chiusura quasi totale dello Stretto di Hormuz - una rotta commerciale cruciale per il petrolio e il gas - facendo lievitare sia i costi del carburante per le compagnie aeree, sia le tariffe dei voli. Il gruppo tedesco, il più grande vettore aereo in Europa per fatturato, ha reso noto che le prospettive sui costi del carburante sono peggiorate rispetto a pochi mesi fa, prevedendo una spesa di 9,3 miliardi di euro per il 2026, due miliardi in più rispetto all'anno precedente. 

Gli aumenti dei prezzi saranno necessari "per trasferire sui passeggeri il rincaro del cherosene", ha spiegato ai giornalisti il direttore finanziario Till Streichert, in seguito alla pubblicazione di risultati trimestrali che hanno superato le previsioni. "Il prossimo anno i prezzi dei biglietti subiranno un incremento a doppia cifra". 

Streichert ha inoltre avvertito che i costi del carburante aumenteranno anche nel 2027, aggiungendo però: "La situazione potrebbe ancora cambiare - si spera in meglio - qualora il quadro geopolitico dovesse distendersi". Il Cfo ha sottolineato che Lufthansa ha coperto (tramite operazioni di hedging) oltre l'80% dei propri costi del carburante per il 2026, il che significa che i prezzi sono stati in gran parte bloccati, riducendo l'esposizione alla volatilità del mercato. Per quanto riguarda il 2027, oltre il 60% dei costi del carburante risulta già coperto, ha precisato. 

L'aumento dei costi del carburante ha spinto Lufthansa - che controlla anche vettori come Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines ed Eurowings - a rivedere le proprie previsioni sugli utili per l'anno in corso. Per il 2026, il gruppo stima ora un utile operativo compreso tra 1,7 e 2,0 miliardi di euro, rispetto alla precedente previsione che indicava un intervallo tra 1,7 e 2,2 miliardi di euro. Nonostante prospettive leggermente più cupe, il gruppo ha registrato un balzo del 30% negli utili per il periodo luglio-settembre, superando le previsioni. 

L'utile netto si è attestato a 1,26 miliardi di euro, trainato dalla forte domanda di biglietti premium verso l'Asia e il Nord America. I ricavi sono aumentati del 9% rispetto all'anno precedente, raggiungendo i 12,2 miliardi di euro. La divisione cargo del gruppo ha triplicato il proprio utile operativo, beneficiando delle consegne di apparecchiature destinate ai data center - strutture che vengono costruite rapidamente per alimentare la rivoluzione dell'intelligenza artificiale (IA) - secondo quanto dichiarato dall'amministratore delegato Carsten Spohr. Tuttavia, la compagnia aerea di bandiera del gruppo, Lufthansa, ha visto diminuire il proprio utile operativo, anche a causa degli scioperi del personale di bordo e dei piloti. Ciononostante, Spohr ha definito questo trimestre il più solido "in termini di ricavi nella storia del Gruppo Lufthansa". "Grazie all'aumento dei ricavi, a una domanda costantemente elevata e a un rigoroso controllo dei costi, siamo riusciti a compensare ampiamente l'incremento dei costi del carburante, pari a circa mezzo miliardo di euro", ha affermato. 

3 nov 2026

Codice della strada, il chiarimento del Mit: "Nessuno stop a guida autonoma, apertura a sperimentazioni"

(Adnkronos) - "Nessuno stop alla guida autonoma nel nuovo codice della strada". Il ministero delle Infrastrutture conferma "l'impegno a favorire lo sviluppo, la sperimentazione e la commercializzazione delle tecnologie più avanzate, valorizzando le eccellenze italiane e coniugando innovazione e sicurezza stradale".  

"In merito ad alcune ricostruzioni sul testo attualmente all'esame del Parlamento", il Mit precisa in una nota che "il nuovo codice introduce una disciplina specifica per la guida automatizzata. La presenza iniziale di un controllore a bordo risponde a esigenze di sicurezza e non esclude una progressiva apertura al controllo da remoto". 

Sempre nella nota, il Mit aggiunge che "per la guida totalmente automatizzata è previsto un tavolo interistituzionale che contribuirà a definire i necessari aggiornamenti normativi, anche alla luce dei profili di responsabilità civile, penale e amministrativa", sottolineando che "su impulso del ministro Matteo Salvini, conferma inoltre la disponibilità a valutare, già nell'attuale iter consultivo, modifiche che consentano di estendere le sperimentazioni anche alle attività finalizzate all'omologazione e alla messa in produzione dei veicoli autonomi". 

Il codice, si ricorda, introduce "una immediata liberalizzazione della guida ad automazione parziale", si legge. "La presenza iniziale di un controllore a bordo, in grado di assumere la guida quando necessario, risponde all’esigenza di tutelare la sicurezza di tutti gli utenti della strada, tenuto conto anche dello stato dell’arte delle sperimentazioni". 

"L'obiettivo è creare le condizioni affinché le tecnologie sviluppate in Italia possano essere sperimentate, prodotte e commercializzate nel nostro Paese, senza penalizzare le imprese nazionali né ostacolare gli investimenti. Innovazione e sicurezza devono procedere insieme, affinché l'Italia sia protagonista della mobilità del futuro", conclude il Mit. 

3 nov 2026

Eicma, Zoppas (Ice): "Con questa manifestazione portiamo in Italia circa 12mila tra buyer e clienti"

3 nov 2026

Eicma, Meda: "Sarà l'edizione dei record, più di 2.100 espositori"

3 nov 2026

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