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Infezioni in gravidanza associate all'autismo, lo studio

(Adnkronos) - "Infezioni che, in rari casi, una donna in gravidanza può trasmettere al feto sono associate a un rischio maggiore di autismo e disabilità intellettiva nel bambino". È la conclusione di uno studio del Karolinska Institutet svedese, pubblicato su 'Jama Pediatrics'. Le infezioni che il team dell'istituto dei Nobel ha messo sotto la lente vengono chiamate con l'acronimo Torch e comprendono, fra le altre, citomegalovirus, rosolia, toxoplasma ed herpesvirus. "A differenza di molte infezioni comuni, talvolta questi patogeni possono attraversare la placenta e infettare direttamente il feto", spiegano gli scienziati che però rassicurano: "È importante sottolineare che la trasmissione di queste infezioni da madre a figlio è un evento raro", chiarisce Reneé Gardner, ricercatrice presso il Dipartimento di Salute pubblica globale del Karolinska e coautrice del lavoro. Le Torch possono spiegare "una quota molto ridotta di tutti i casi di autismo nella popolazione, ma nei bambini effettivamente colpiti si osserva un rischio nettamente più elevato sia di autismo che di disabilità intellettiva", sottolinea. Da qui l'invito alla prevenzione come arma chiave. 

Lo studio, finanziato dallo Swedish Research Council, ha coinvolto 3,7 milioni di persone nate in Svezia tra il 1987 e il 2021. Di queste, 975 avevano ricevuto una diagnosi di infezione Torch congenita. I ricercatori hanno seguito i partecipanti per un periodo fino a 30 anni, per verificare se le Torch fossero correlate a diagnosi successive e a esiti scolastici. È risultato che "i bambini con infezione Torch congenita, rispetto ai non infetti, avevano una probabilità circa 3 volte superiore di ricevere una diagnosi di autismo nel corso della vita e una probabilità più di 7 volte superiore di ricevere una diagnosi di disabilità intellettiva. Il rischio di disabilità intellettiva da grave a profonda risultava fino a 30 volte superiore". Tuttavia, "nonostante gli elevati rischi relativi, l'impatto di queste infezioni a livello di popolazione è limitato, trattandosi di eventi rari nei neonati". Più precisamente, gli autori stimano che "le infezioni Torch congenite possano essere associate a circa l'1,2% di tutti i casi di disabilità intellettiva grave, mentre circa lo 0,034% di tutti i casi di autismo in Svezia è riconducibile a queste infezioni". Stimano inoltre che "circa 1 bambino su 5 nato con un'infezione Torch possa sviluppare autismo in seguito". 

"È noto da tempo che queste infezioni possono causare disabilità intellettiva - afferma Hugo Sjöqvist, dottorando e autore principale del lavoro - Tuttavia, il legame con l'autismo è apparso meno chiaro nelle ricerche precedenti, spesso basate su gruppi ristretti di pazienti. Questo studio è il più ampio condotto finora in questo ambito e si basa su dati provenienti dai registri nazionali, coprendo quasi l'intera popolazione svedese". 

Per stabilire con maggiore certezza se le associazioni rilevate fossero riconducibili alle infezioni, il gruppo svedese ha confrontato i bambini che avevano contratto una Torch con i loro fratelli non infettati. I dati emersi sono stati analoghi, suggerendo che "tali associazioni non possano essere spiegate esclusivamente da fattori condivisi all'interno del nucleo familiare". Gli scienziati non hanno invece riscontrato legami evidenti tra le infezioni Torch e altre condizioni neuropsichiatriche, come l'Adhd (disturbo da deficit di attenzione/iperattività) o il disturbo ossessivo-compulsivo. È stato però osservato un impatto sul rendimento scolastico: "Anche i bambini" con Torch "a cui non era stato diagnosticato autismo o disabilità intellettiva hanno riportato, in media, voti più bassi rispetto ai coetanei che non avevano contratto l'infezione". 

"I nostri risultati - conclude Gardner - suggeriscono che alcune infezioni trasmesse al feto durante la gravidanza possano avere effetti a lungo termine sullo sviluppo cerebrale. Sebbene tali infezioni congenite siano rare, alcune sono prevenibili; ciò le rende rilevanti in un'ottica di salute pubblica". Gli autori rimarcano in particolare l'importanza delle misure preventive. Lo studio mostra, ad esempio, come la rosolia sia praticamente scomparsa in Svezia in seguito all'introduzione di programmi di vaccinazione nazionali. Secondo l'équipe, "i risultati confermano la necessità di mantenere attivi i programmi vaccinali e altre strategie volte a prevenire le infezioni trasmissibili dalla donna incinta al feto". 

Gli esperti sciolgono l'acronimo Torch e forniscono raccomandazioni pratiche. T come toxoplasma: evitare carne cruda o poco cotta, lavare le verdure e prestare attenzione nel maneggiare le feci dei gatti; O come others, ossia altre infezioni (fra cui la sifilide): screening durante la gravidanza e trattamento antibiotico; R come rosolia: vaccinazione prima della gravidanza (vaccino Mpr); C come citomegalovirus (Cmv): buona igiene delle mani, evitare il contatto con la saliva e l'urina dei bambini piccoli; H come Herpes simplex (Hsv): identificazione e trattamento dell'infezione durante la gravidanza. Talvolta si ricorre al cesareo in presenza di herpes genitale attivo al momento del parto. 

 

22 set 2026

La Casa Bianca lancia Trump Tv: "Qui i successi dell'amministrazione 24 ore su 24, senza filtri"

(Adnkronos) - Si chiama 'Trump Tv: The Essentials Station'. A lanciarla è la Casa Bianca: sarà un canale video attivo h24. "Benvenuti - è il messaggio con cui Kaelan Dorr, vice assistente del Presidente Usa presenta la TrumpTV in un post su X - La stampa, in alcuni casi, ha riportato in modo inaccurato o non ha riportato affatto i numerosi successi da record dell'Amministrazione a beneficio di tutti gli americani". Trump Tv, spiega Dorr, "è una diretta streaming 24 ore su 24, 7 giorni su 7, dei più grandi successi dell'amministrazione, senza filtri. Tutto sul canale YouTube della Casa Bianca e sull'app ufficiale. Buona visione".  

 

 

Primo filmato trasmesso in streaming: un vecchio discorso del tycoon, pronunciato a Mount Rushmore il 3 luglio di quest'anno. Il lancio della Trump Tv è avvenuto alle 19 di lunedì, ora Usa. Ed è l'ultima mossa, che segue il braccio di ferro innescato dal divieto d'accesso alla Casa Bianca imposto a Cnn, Msnow e Politico. Le testate hanno annunciato una causa immediata contro la revoca dell'accredito e, dopo qualche ora, il pool di emittenti televisive che si occupa della copertura degli eventi dell'amministrazione, ha annunciato che avrebbe sospeso la copertura degli eventi presidenziali piuttosto che sostituire la Cnn per i servizi programmati. Normalmente, ricorda per esempio 'Newsweek', il pool alterna la copertura tra Abc, Cbs, Cnn, Fox News e Nbc, con le riprese distribuite ad altre testate giornalistiche. 

E rapide sono arrivate anche le critiche di chi definisce il servizio un mezzo di comunicazione gestito o controllato dallo Stato, simile ai sistemi rigidamente controllati di Cina e Russia. "Trump si sta letteralmente preparando a lanciare un mezzo di comunicazione statale chiamato Trump Tv. Un altro dittatore non aveva forse un mezzo di comunicazione statale, o me lo sono immaginato?", ha commentato su X Breck Worsham, una nota personalità di destra sui social media ed ex sostenitrice di Trump. Philip Lewis, vicedirettore di HuffPost, ha invece parlato di una rete di propaganda, come riporta Newsweek: "Nel contesto del divieto imposto da Trump a tre organi di informazione - ha evidenziato Lewis - la Casa Bianca sta ora promuovendo la propria rete di propaganda statale: 'Trump Tv'". 

 

Mentre le principali emittenti televisive statunitensi e i fotografi di diverse testate si schierano a sostegno della Cnn che, insieme a Msnow e Politico, ha intentato una causa contro il presidente Usa, si profila un braccio di ferro anche legale nello scontro fra i media messi al bando e l'amministrazione. Un braccio di ferro che potrebbe vedere più tappe. E infatti la prima udienza è prevista per mercoledì alle 15.30 a Washington. Ma il presidente Usa ha già fatto sapere su Truth Social che presenterà ricorso, lasciando intendere di aspettarsi una pronuncia favorevole alle testate giornalistiche, accusate dal tycoon di "scrivere solo cose negative" su di lui e persino di minacciare la "sicurezza nazionale". 

A sostegno della rete di notizie h24, gli altri 4 membri del pool televisivo della Casa Bianca - Cbs, Abc, Nbc e Fox - hanno deciso di ritirarsi da questa attività, in una dimostrazione di solidarietà. "A partire da oggi, il pool televisivo non coprirà gli eventi a cui partecipa il presidente", ha dichiarato Bryan Boughton, rappresentante di Fox e organizzatore del gruppo di emittenti. La missione del pool televisivo della Casa Bianca, che la Cnn avrebbe dovuto coprire lunedì e martedì, è quella di seguire il presidente americano durante tutta la giornata, distribuendo le immagini in tutto il mondo. Le cinque emittenti sopra menzionate si alternano in questa funzione. Anche altre testate, tra cui il Washington Post e il New York Times, in dichiarazioni separate, hanno spiegato di voler mostrare il loro "sostegno" a Cnn, Ms Now e Politico.  

Le tre testate giornalistiche escluse dalla Casa Bianca hanno presentato ricorso per chiedere l'immediata sospensione del provvedimento nei loro confronti. Nella loro denuncia, Cnn, MS Now e Politico sostengono che la decisione di Trump costituisca una "violazione diretta del Primo Emendamento" della Costituzione degli Stati Uniti, che garantisce la libertà di stampa, e una "flagrante violazione dei nostri principi costituzionali più fondamentali". Il caso è stato assegnato, per coincidenza, a un giudice (Tim Kelly) che si era già occupato di un caso simile, seppur più circoscritto, durante il primo mandato di Trump, cioè la vicenda del giornalista allora della Cnn Jim Acosta a cui era stato revocato l'accredito stampa dalla Casa Bianca dopo un acceso scambio di battute con il presidente Usa. Il giudice in questione aveva richiesto la restituzione del tesserino, cosa che la Casa Bianca ha fatto dopo 12 giorni. Tornando al presente, la vicenda potrebbe avere ulteriori strascichi. Dopo le 3 testate messa al bando, "altri organi di stampa che diffondono notizie false seguiranno l'esempio", ha minacciato il presidente Usa. 

 

22 set 2026

Trump (e figli) senza freni sull'IA, ecco l'interesse finanziario di presidente e famiglia nel settore

(Adnkronos) - Il presidente americano Donald Trump sta investendo in modo massiccio, insieme ai figli, nell'intelligenza artificiale. Lo rivela un'analisi del Washington Post, che mette in luce come Trump abbia un interesse finanziario personale in settori che beneficiano dello sviluppo dell'intelligenza artificiale. Non si tratta quindi solo di essere contrari al rallentamento dello sviluppo dell'intelligenza artificiale perché, altrimenti, ne beneficerebbe la Cina. Ma, nota il Washington Post, di un potenziale conflitto di interessi, dato che l'Amministrazione Trump sta prendendo decisioni che potrebbero influenzare il valore degli investimenti del tycoon. 

Diversi sono gli elementi che dimostrano come l'impero commerciale di Trump sia orientato verso un rapido sviluppo dell'intelligenza artificiale. A partire dal fatto che il presidente si sia circondato di dirigenti e investitori del settore tecnologico che hanno sostenuto l'accelerazione dello sviluppo dell'Ia da parte di Washington, tra cui il venture capitalist David Sacks, l'amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang e il Ceo di Meta Mark Zuckerberg. E che, dal suo ritorno alla Casa Bianca, abbia effettuato quasi 30mila transazioni in titoli, tra cui molti di azioni di società che forniscono i chip, i server e le infrastrutture energetiche alla base del boom dell'Ia. Da documenti governativi emerge che Trump ha acquistato azioni di società come Dell Technologies, Micron Technology e GE Vernova legate allo sviluppo di intelligenza artificiale. 

A differenza dei suoi predecessori, nota il Washington Post, Trump non ha affidato i suoi beni a un blind trust e ha continuato ad acquistare e vendere azioni durante il suo mandato. "Nessun presidente da quando abbiamo questo sistema di leggi sul conflitto di interessi ha mai gestito le proprie finanze in questo modo", ha affermato Don Fox, ex direttore ad interim dell'Ufficio per l'etica governativa durante l'Amministrazione Obama. "I suoi predecessori, nell'era post-Watergate, volevano che il popolo americano, a prescindere dal fatto che fosse d'accordo con loro o meno, credesse che il presidente stesse agendo nell'interesse del Paese", ha aggiunto. 

Il portavoce della Casa Bianca, Davis Ingle, ha tagliato corto affermando che non ci sono "conflitti di interesse" e che gli investimenti di Trump sono "gestiti interamente da manager indipendenti". In un comunicato, Ingle ha dichiarato che "tutte le partecipazioni sono in conti discrezionali e investite tramite portafogli modello computerizzati che replicano automaticamente indici riconosciuti, come lo Schwab 1000". Quindi, ha affermato, "né il presidente Trump, né alcun membro della sua famiglia ha la possibilità di dirigere, influenzare o fornire indicazioni su come viene investito il portafoglio o su quando gli investimenti vengono acquistati o venduti". 

Dall'analisi del Washington Post emerge che le aziende controllate dalla famiglia Trump o a essa collegate stanno stringendo accordi che consentirebbero loro un maggior ruolo nell'intelligenza artificiale. Trump Media & Technology Group, la società madre di Truth Social, ha annunciato una fusione con un'azienda che prevede di sviluppare centrali elettriche per far fronte all'aumento della domanda di energia, dovuta alla rapida espansione dei data center per l'intelligenza artificiale. Secondo dati di PitchBook, un database di ricerca sul capitale di rischio, i figli di Trump Eric e Donald Jr. investono in varie iniziative nel campo dell'intelligenza artificiale e dei data center, principalmente attraverso le società di investimento 1789 Capital e American Ventures. La 1789 Capital si definisce "finanziatrice della prossima generazione di eccezionalismo americano" e da quando Trump è tornato alla Casa Bianca ha investito in società legate all'intelligenza artificiale e all'infrastruttura che supporta questa tecnologia, tra cui Cerebras Systems, Perplexity e xAI di Musk, che in seguito si è fusa con SpaceX. 

Eric Trump investe invece tramite American Ventures, una branca di una banca d'investimento specializzata chiamata Dominari Holdings. E' un investitore in aziende che operano nei settori della difesa e della robotica, tra cui Space-Eyes, un'azienda che utilizza l'intelligenza artificiale per elaborare flussi di dati provenienti da satelliti e altri sensori. I due figli del presidente americano hanno anche lanciato un'iniziativa chiamata 'American Data Centers' per supportare lo sviluppo di infrastrutture per l'intelligenza artificiale. La società si è ora fusa con American Bitcoin, un'azienda di criptovalute controllata in maggioranza da Hut 8 che a sua volta sta sviluppando Beacon Point, imponente progetto di data center in Texas. Un portavoce di 1789 ha affermato che Donald Trump Jr. sta agendo come cittadino privato e non come funzionario governativo. 

In ogni caso i crescenti investimenti della famiglia Trump nel settore della tecnologia si intrecciano con uno dei dibattiti politici più importanti nella sua amministrazione in vista delle elezioni di Midterm, ossia in che modo dovrebbe reagire ai rapidi progressi dell'intelligenza artificiale. Diversi sondaggi mostrano che la maggioranza degli americani è preoccupata per la velocità di sviluppo dell'Ia e contraria alla costruzione di data center. 

 

21 set 2026

Meteo, verso l'Equinozio d'autunno: clima mite ma al Sud attenzione a piogge e temporali, le previsioni

21 set 2026

Sanremo 2027, De Martino cambia le regole: voto online ed Eurovision, 24 Big in gara e paletti su Ia

(Adnkronos) - Il Sanremo di Stefano De Martino comincia dal digitale ma guarda all’artigianato. Da una parte il debutto del voto online su RaiPlay, che per la prima volta affiancherà e si integrerà con il televoto tradizionale; dall’altra il divieto di utilizzare l’intelligenza artificiale nella scrittura dei brani. In mezzo una formula profondamente ridisegnata, con 24 Big in gara invece dei trenta delle ultime edizioni, tutti sul palco per tutte e cinque le serate e una nuova ‘Serata Performance’ che venerdì 19 febbraio assegnerà il pass per l’Eurovision Song Contest.  

È questo il primo disegno del Festival 2027, definito dal regolamento pubblicato ieri e raccontato dallo stesso De Martino e dal vicedirettore Intrattenimento Prime Time Rai Claudio Fasulo, incontrando la stampa a Milano. Il voto online è una delle novità più significative. Sarà gratuito e passerà da RaiPlay: per votare sarà necessario registrarsi sulla piattaforma attraverso email e numero di telefono, con un sistema certificato. Il nuovo strumento non sostituirà il televoto ma verrà sommato a quest’ultimo per ciascun artista. Restano da definire le percentuali precise di incidenza delle due modalità, mentre è già stabilito che, per l’utente online, saranno al massimo tre i voti esprimibili. De Martino vede nella novità soprattutto uno strumento per allargare la platea di voto. 

"Dall’app puoi votare direttamente il nome del cantante e penso che questa modalità prenderà sempre più piede” ha spiegato. Il sistema è ancora in fase di definizione per quanto riguarda i pesi: “Lo stiamo mettendo a punto ma per un utente online saranno tre voti al massimo”, ha detto De Martino. E sulle percentuali ha precisato: “Ci stiamo lavorando per garantire un buon equilibrio tra voto online e telefonico e far sì che nessuno dei due sia handicap ma un valore aggiunto”. La modalità di conteggio, invece, è già delineata: “Televoto e voto online verranno sommati per ciascun artista come la total audience e questo è il modus che intendiamo applicare”. La digitalizzazione non si fermerà al voto. RaiPlay sarà anche il punto di accesso a ulteriori contenuti legati al Festival, compresi i testi delle canzoni in gara. È un modello di partecipazione che la Rai sta sperimentando anche su altri programmi e che, per Sanremo, punta soprattutto a intercettare il pubblico più giovane.  

La grande modifica sul palco riguarda invece il calendario delle serate. Quest’anno tutti i cantanti in gara andranno in scena ogni sera, da martedì a sabato. I brani verranno quindi ascoltati quattro volte nell’ambito della gara, mentre il giovedì sarà dedicato alle cover con ospiti e duetti. Il sistema di voto cambierà di sera in sera: martedì voteranno Giuria Popolare e Sala Stampa, Tv e Web; mercoledì Giuria Popolare e Radio; giovedì, per le cover, Sala Stampa, Radio e Giuria Popolare; venerdì, per la Serata Performance, Giuria Popolare ed Esperti Internazionali; sabato, per la finale, nuovamente Sala Stampa, Radio e Giuria Popolare. Al termine, i punteggi della prima, seconda e quinta serata decreteranno la classifica generale, dalla quale emergeranno i finalisti delle prime posizioni, comunicati in ordine casuale in un numero compreso tra tre e cinque. Dopo la riproposizione delle loro canzoni, dal vivo o tramite registrazione, si aprirà la sfida decisiva: a votare sarà esclusivamente la Giuria Popolare per il 50%, mentre il restante 50% deriverà dalla dote complessiva dei punteggi accumulati nelle serate valide per la gara principale. La combinazione di questi due componenti stabilirà la graduatoria definitiva, incoronando il vincitore di Sanremo 2027.  

Dentro questa nuova struttura si inserisce la Serata Performance di venerdì 19 febbraio, che prende il posto di quella che era stata informalmente definita ‘Serata Eurovision’. Non sarà il vincitore del Festival, infatti, a ottenere automaticamente il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. La scelta avverrà quella sera attraverso un sistema di voto specifico: a votare saranno soltanto la Giuria Popolare e una Giuria Internazionale di Esperti, con un peso del 50% ciascuna. Il voto del pubblico sarà quello della Giuria Popolare, attraverso il sistema di televoto integrato con il voto online, mentre la giuria internazionale sarà composta da esperti di diverse discipline dello spettacolo, non soltanto musicali ma anche, ad esempio, di coreografia e scenografia. “La stesura del brano deve essere la stessa di quella in gara ma si può modificare l’arrangiamento per dare un vestito nuovo alla canzone e varietà nell’intrattenimento”, ha spiegato De Martino. La versione proposta potrà durare tre minuti e mezzo, rispetto ai tre minuti spaccati previsti dall’Eurovision, e potrà anche essere diversa nell’impostazione musicale: “Se l’artista vorrà presentare una versione piano e voce rispetto alla versione con l’orchestra sarà possibile farlo” ha precisato il direttore artistico.  

La Serata Performance avrà dunque una funzione distinta dalla gara principale: il risultato di quella serata servirà a individuare il rappresentante italiano all’Eurovision, senza determinare la classifica generale di Sanremo. Quanto alla possibilità che alcuni artisti possano scegliere un brano pensando già a un possibile percorso internazionale, De Martino ha osservato: “C’è sempre chi presenta una canzone meno sanremese” e con un appeal più internazionale, citando come esempio ‘Tuta Gold’ di Mahmood. Il numero dei concorrenti, intanto, dovrebbe fermarsi a 24. Una scelta legata anche alla nuova formula, che prevede la presenza di tutti in tutte le serate. Il regolamento stabilisce che saranno 24 i Big in gara, compreso il vincitore di ‘Sarà Sanremo’ 2026, senza una categoria separata delle Nuove Proposte all’Ariston. La formula, almeno sulla carta, potrebbe però ancora essere modificata: negli ultimi anni le deroghe per ampliare il cast sono diventate una consuetudine, anche se De Martino ha assicurato: "Vi dico già che resteranno 24, nonostante tutti mi dicono che allargherò il numero degli artisti. Non lo farò".  

I giovani non spariranno dalla prima serata. Anzi, il progetto di De Martino prevede di portare Sanremo Giovani e Area Sanremo direttamente nel prime time di Rai1, con sei artisti, tre per ciascun percorso. “Quando abbiamo iniziato a lavorare al Festival abbiamo attinto da vari dati storici. La cosa più valida era fare una gara e alzare la posta in gioco: come agli Australian Open, uno bravo se la gioca fino alla fine e poi si siede al tavolo dei grandi. Avendo poi Big in gara molto giovani, era un po’ strano dividere i due percorsi. Area Sanremo e Sanremo Giovani confluiranno nel prime time di Rai1 con sei artisti, tre per ciascuna delle due categorie e davanti a una grande platea”. L’obiettivo è “cercare e trovare nuova musica” e soprattutto “esporli in tv nel momento in cui abbiamo più pubblico durante la giornata, non su RaiPlay o nel pomeriggio”, ha aggiunto il direttore artistico. Fasulo ha spiegato che la fase finale di Area Sanremo si terrà in presenza a Sanremo nel mese di novembre, per due weekend, con De Martino e la commissione musicale.  

Sul fronte della selezione, De Martino ha già iniziato gli ascolti e guarda anche a una scena musicale che finora è rimasta ai margini dell’Ariston. “Girando per i festival estivi ho scoperto che ci sono tanti artisti nuovi, ci sono artisti indie che hanno una platea grande e ancora non sono approdati a Sanremo e proveremo a portarli” sul palco. Il termine per presentare le proposte è fissato al 23 novembre. I nomi dei Big potranno essere ufficializzati dal 29 novembre e, calendario alla mano, torna plausibile il tradizionale annuncio al Tg1 delle 13.30 proprio di domenica 29 novembre. Se l’intelligenza artificiale entra nel regolamento, l’autotune resta invece fuori dal campo dei divieti. Per De Martino non può essere trattato come un elemento da bandire in assoluto, “ma un criterio di selezione, perché c’è tutta una scena musicale che ne fa un uso stilistico, come la trap”. L’attenzione, ha spiegato, sarà sulla coerenza tra tecnologia e progetto artistico: “Non arriverà mai in gara la canzone di un artista che pretende di cantare come Céline Dion e lo fa con l’autotune ma sarà a favore del genere, per una questione stilistica. Va bene se è a servizio della canzone, se la natura del progetto è aderente all’uso dell’autotune”. Diverso il discorso sull’intelligenza artificiale. Il regolamento stabilisce che testi e musiche debbano essere frutto esclusivo dell’ingegno umano, escludendo l’impiego di sistemi di Ia in grado di sostituire, alterare o snaturare l’apporto creativo primario. Rai e Direzione Artistica potranno effettuare verifiche tecnologiche. 

Anche sulla presenza femminile il direttore artistico non vuole partire da numeri prestabiliti. L’idea delle quote “un po’ mi stucca, abbiamo tante donne brave ma al Festival comandano le canzoni. Ho un occhio di riguardo per un progetto interessante” ha evidenziato. Quanto agli ospiti internazionali, il direttore artistico invita a non inseguire le indiscrezioni. “Terrei le aspettative basse, ogni giorno sento un nome diverso. La loro presenza è una grande ambizione da parte nostra e saranno la ciliegina sulla torta”. La priorità è costruire un cast italiano forte, con artisti "di alto calibro" ma "non ogni sera per forza dobbiamo avere nomi internazionali". Tra gli artisti che potrebbero tornare c’è anche Emma, alla quale in passato De Martino è stato legato sentimentalmente e con la quale è grande amico. Lei, però, non ha bisogno di un invito formale: “Io ne ho invitati tanti di artisti a Sanremo, tra cui Emma, alla quale non serve il mio invito. Si è già presa il palco dell'Ariston in passato e se vuole tornare non ha difficoltà a farlo” ha ricordato. E se i Maneskin dovessero davvero riunirsi? “Se dovessero fare una reunion sono invitati ma siamo solo al 21 settembre. Se lo sapessi ve lo direi”, ha risposto De Martino, lasciando aperta una porta ma senza confermare le indiscrezioni.  

Il Festival 2027 si troverà inoltre a convivere con una possibile fase pre-elettorale. “Garantiremo la par condicio senza la polarizzazione della narrazione ma mettendo arte e musica al centro”, ha assicurato De Martino. E sulla tradizionale dose di polemiche che accompagna ogni edizione: “Mi sono detto senza una bella polemica che Sanremo è? Ben vengano le polemiche, le gestiremo ma è giusto che ognuno si esprima come vuole, nel rispetto di tutti”. Il direttore artistico mette invece un punto fermo sull’orario: “C’è un tassativo orario: deve finire all’una e 01. Io dopo l’una me ne vado, poi se volete rimanere voi…”. Accanto al Festival ci sarà poi il Dopofestival: “Ci tengo molto e spero vi piacerà tanto, è un po’ pirata”. Il primo Sanremo da direttore artistico e conduttore, insomma, De Martino dice di averlo preparato anche studiando la storia del Festival. “Vorrei che fra tanti anni riascoltando quelle canzoni si possa dire che nel 2027 la musica in Italia suonava così. Ora mi sento tranquillo perché mi sono alfabetizzato. Ho ben presente che c’è tanto da fare”. Il resto è ancora top secret. Per ulteriori annunci, l'appuntamento è alle prossime settimane, quando De Martino tornerà a svelare nuove tessere del mosaico che comporrà Sanremo 2027.  

21 set 2026

Bonus box auto 2026, il vantaggio non è solo fiscale: così cambia il costo della RC

(Adnkronos) - Con il bonus box auto 2026 - la detrazione Irpef per chi costruisce un nuovo box o posto auto, o lo acquista direttamente dall’impresa costruttrice - torna d’attualità un investimento che conviene anche oltre il fisco: parcheggiare di notte il proprio veicolo in un box privato pesa anche sul costo dell'assicurazione RC. Secondo l’Osservatorio assicurativo di Segugio.it, nel mese di luglio 2026 il 58,7% degli automobilisti e l’82,3% dei motociclisti ha dichiarato di parcheggiare di notte il proprio veicolo in un box privato, e sono proprio loro a pagare il premio medio più basso.  

Il bonus box auto nel 2026 permette di recuperare il 50% della spesa se il box è pertinenza della prima casa, il 36% negli altri casi, fino a un massimo di 96.000 euro, spalmato in dieci quote annuali. Restano indispensabili due condizioni: il legame con l’abitazione e il pagamento con bonifico 'parlante'. Dal 2027 le percentuali scenderanno al 36% e al 30%, quindi chi sta valutando l’investimento ha convenienza a chiudere la pratica entro l’anno in corso. 

Per capire quanto il parcheggio pesi davvero sulle tasche degli automobilisti, Segugio.it – il portale leader nel mercato italiano della comparazione tramite internet di prodotti assicurativi, utilities e prodotti di credito – ha analizzato le risposte fornite a luglio 2026 dagli utenti del comparatore alla domanda sul ricovero notturno del veicolo. Per le auto, il box privato risulta il ricovero notturno più utilizzato, impiegato dal 58,7% degli utenti, seguito dall'area recintata privata (21,9%) e dal parcheggio in strada (17,8%); il parcheggio pubblico resta una soluzione marginale, sotto il 2%. Per le moto (grafico 2), il ruolo del box privato è ancora più marcato, salendo all'82,3%, davanti ad area recintata privata (12,3%) e strada (4,3%), mentre anche qui il parcheggio pubblico si ferma sotto il 2%.  

Il luogo del ricovero notturno del veicolo è una delle informazioni utilizzate dalle compagnie per valutare il rischio assicurativo, e questo si riflette direttamente sul premio. Per le auto, pagano di meno gli utenti che dispongono di un box privato, con un premio medio di 487,32 euro, il 4,1% in meno rispetto alla media di 508,24 euro, contro i 555,42 euro di chi lascia l'auto in strada (+9,3% sulla media). Lo stesso vale per le moto: chi dispone di un box privato paga un premio inferiore dell'1,6% rispetto alla media, mentre chi lascia il veicolo in strada subisce un rincaro dell'11,5%. 

Emerge però un paradosso: nelle grandi città, dove il box privato sarebbe più utile, la sua diffusione tende a essere inferiore rispetto al resto della regione. L'effetto sul premio assicurativo, tuttavia, non è uniforme. Nella provincia di Milano il box privato è utilizzato dal 59,7% degli automobilisti, contro il 70,8% del resto della Lombardia, ma è proprio qui che si registra il beneficio economico maggiore: un risparmio medio del 6,9%, rispetto al 4,4% del resto della regione.  

Nella provincia di Roma, invece, la minore diffusione del box (51,1% contro il 55,4% del resto del Lazio) si accompagna anche a un vantaggio più contenuto sul premio, pari all'1,0% contro il 5,3%. Nella provincia di Napoli, la diffusione del box è in linea con il resto della Campania (69,0% contro 69,3%), ma il risparmio resta inferiore: 1,0% contro il 2,6% della regione. 

21 set 2026

Scuola, l'alert di Mattarella "è leva integrazione": intanto il governo lavora a tetto stranieri e stop burqa in classe

(Adnkronos) - Tetto del 30% di stranieri nelle classi e stop a burqa e niqab a scuola. Dal palco di Fenix, la festa giovanile di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ha tracciato la direzione. Ora toccherà al Consiglio dei ministri, questo giovedì (la riunione dovrebbe tenersi alle 16.30), partorire il provvedimento che, dalle parti dell'opposizione, viene indicato come la seconda portata del menu pre-elettorale scodellato dalla presidente del Consiglio e leader di Fdi, dopo il taglio del bollo auto. 

Intanto i tecnici del Mim guidato da Giuseppe Valditara sono già al lavoro per tradurre i desiderata politici in uno strumento normativo solido - e digeribile dal Quirinale, ovviamente. Oggi, tra l'altro, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inaugurato l'anno scolastico ad Amatrice, definendo la scuola come " la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di immigrati". 

Non è ancora chiaro quale sarà il veicolo normativo, se un decreto o un ddl. "Il ministro Valditara sta lavorando a questo provvedimento da un po' di tempo. Non so se sarà un decreto o un disegno di legge. Un disegno di legge che probabilmente si accorperà con altri disegni di legge, tra cui quello di Fdi in discussione alla Camera - credo che verrà incardinato dopo la legge elettorale - che prevede appunto il divieto di burqa e niqab nei luoghi pubblici e non solo nelle scuole", ha detto ai microfoni di Sky il deputato di Fdi Francesco Filini, responsabile del Dipartimento Programma. La proposta a cui Filini fa riferimento è la C. 2562, presentata alla Camera il 5 agosto 2025 da Sara Kelany, Galeazzo Bignami, Elisabetta Lancellotta, Carolina Morgante e lo stesso Filini, dal titolo "Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di contrasto del fondamentalismo religioso". Il testo contiene, tra le altre cose, la norma sul divieto di indumenti che coprano integralmente il volto: nel dettaglio, l'articolo 5 prevede il divieto nei luoghi pubblici, aperti al pubblico, negli istituti di istruzione di qualunque ordine e grado, nelle università, negli esercizi commerciali e negli uffici, con sanzione amministrativa da 300 a 3.000 euro. 

Kelany, prima firmataria di quel testo, respinge al mittente le accuse mosse dalle opposizioni: "La polemica sul tetto al numero degli studenti stranieri per classe mostra l'ennesimo corto circuito ideologico della sinistra: in una classe composta per la stragrande maggioranza da bambini stranieri il rischio è che si alimentino dinamiche ghettizzanti, che rendono ancora più difficile l'apprendimento della lingua". Per la responsabile del dipartimento immigrazione di Via della Scrofa è "ancora più surreale" la polemica sul velo integrale: "Non possiamo accettare che nel 2026 ci siano ragazze costrette ad andare a scuola coperte dalla testa ai piedi, come successo a Monfalcone. La scuola deve insegnare che esiste un'alternativa, che in Occidente si chiama libertà, uguaglianza, parità tra uomo e donna", insiste. 

In verità, se fino a ieri l'ipotesi ddl sembrava la più accreditata, da fonti governative interpellate dall'Adnkronos filtra ora l'indicazione di un decreto legge. "Se ne riparlerà in Cdm", spiegano le stesse fonti, confermando che il provvedimento conterrà anche il divieto di burqa nelle scuole. Sul tetto agli studenti stranieri, viene precisato inoltre il perimetro della norma: il limite del 30% non riguarderà gli studenti stranieri in quanto tali, ma gli alunni che non parlano italiano, chiariscono le fonti, che rivendicano la natura del provvedimento: "È un decreto di integrazione, non di divisione". 

 

21 set 2026

Trump attacca ancora Cnn, Politico e Ms Now: "Studio Ovale non può essere profanato da pagliacci con fake news"

(Adnkronos) - "Si chiama Studio Ovale e dovrebbe essere trattato con decoro, rispetto e dignità, non profanato da pagliacci di terz'ordine che distorcono, travisano e degradano intenzionalmente tutto ciò che scrivono o pubblicano". Con un duro post sul social Truth, il presidente Usa Donald Trump torna sul divieto d'accesso alla Casa Bianca imposto a reporter delle testate Cnn, Politico e Msnow. "Praticamente ogni articolo su di me, o qualsiasi cosa mi riguardi, è negativo, falso e, in molti casi, pericoloso per il nostro Paese - scrive in un post - Non importa quanto grandi siano i miei successi, li banalizzano e li umiliano. Come previsto, hanno intentato causa per ottenere l'accesso alla Casa Bianca e al vostro Presidente, io. Hanno scelto un grande giudice, un uomo che si è pronunciato a favore di Jim Acosta", altro giornalista - allora corrispondente della Cnn - al quale nel 2018 venne revocato l'accredito stampa, "che ora sembra essere scomparso dalla faccia della Terra".  

"Il nome del giudice - continua Trump nel post - è Tim Kelly, ed è stato, purtroppo, nominato da 'Trump'. In altre parole, quasi senza dubbio e, come al solito, faremo ricorso perché le persone e le pubblicazioni di fake news, che scrivono solo cose negative e che violano la nostra sicurezza nazionale scrivendo articoli falsi e diffamatori con 'fonti' sconosciute, non dovrebbero avere accesso all'ufficio più importante del mondo".  

Il fatto, ha ricordato Trump, "è che ho vinto in tutti e 7 gli Stati in bilico. Con una stampa così corrotta e disonesta, come ho fatto a vincere con una vittoria così schiacciante? È perché i media non hanno alcuna credibilità, e questo è un male per la nostra nazione. Perché dovrei dare 'accesso' a queste persone? Forse il giudice Kelly potrebbe spiegarlo. In ogni caso, ho l'obbligo di lottare per il successo e la sicurezza del nostro Paese. Le fake news rappresentano una minaccia per la democrazia e farò tutto il necessario per garantire la prosperità degli Stati Uniti. Rendiamo di nuovo grande l'America", conclude Trump, ribadendo il celebre slogan Maga. 

21 set 2026

Miss Italia 2026 è Sarah Rizea: la 18enne atleta di Vado Ligure ha vinto il titolo di reginetta

21 set 2026

Renzi, l''avvertimento' al campo largo: "Da soli perdete..."

(Adnkronos) - Pd, M5S e Alleanza Verdi e Sinistra da soli perderanno le elezioni. E' il monito di Matteo Renzi, che avverte i leader del campo largo. "Quei quattro lì'' - Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni- "da soli perdono, ma non perché sono cattivi", dice il leader di Italia viva ospite a 'Lo stato delle cose', il programma condotto da Massimo Giletti su RaiTre. "Meloni era nettamente convinta di vincere, poi è accaduta una cosa a destra: è arrivato Vannacci. E nel momento in cui arriva Vannacci da destra, la destra è divisa e il centrosinistra diventa competitivo", dice l'ex presidente del Consiglio soffermandosi sugli equilibri nel centrodestra. Con Fratelli d'Italia ampiamente primo partito, l'ingresso di Roberto Vannacci sulla scena con Futuro Nazionale ha inciso - secondo i sondaggi - sul peso di Forza Italia e soprattutto su quello della Lega. 

''Secondo me Vannacci fa un risultato molto importante alle prossime elezioni politiche e la Meloni lo sa. Giorgia, quindi, è a un bivio: se perde Vannacci, perde le elezioni. Se prende Vannacci, perde la faccia... La Meloni è in difficoltà", prosegue. Le due coalizioni, in base ai vari rilevamenti, sono vicine. La differenza per il centrodestra è legata all'inserimento - o meno - di Vannacci. Per il centrosinistra, fa capire Renzi, potrebbe pesare il 2,5% di Italia Viva. "Quei quattro da soli non ce la fanno, arrivano al 40%. C'è bisogno del 2-3-4% dei riformisti...", dice Renzi, convinto che alla fine la leadership della coalizione verrà scelta con le primarie. "Secondo me sì", dice rispondendo a Giletti. "Sulla politica estera si dovrà arrivare prima ad un accordo condiviso", dice. 

21 set 2026

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