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Giallo Pietracatella, agenti in un liceo di Campobasso: continua la caccia al computer

15 ott 2026

Nefrologo Grandaliano: "Per le renali abbiamo terapie ma serve diagnosi precoce"

(Adnkronos) - "Intercettare precocemente un paziente con la glomerulopatia da C3 (C3G) o la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (Ic-Mpgn), due malattie renali ultrarare, permette di curarle e di ridurre significativamente, se non di allontanare quasi definitivamente, la possibilità della dialisi. Abbiamo a disposizione terapie che sono estremamente efficaci, sono mirate sui meccanismi alla base della malattia: sono un grande" aiuto "per noi, ma soprattutto per questi pazienti". Così Giuseppe Grandaliano, professore di Nefrologia, Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli Irccs, università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in occasione della chiusura di 'CL3AR', la campagna di sensibilizzazione di Sobi Italia, realizzata con il patrocinio dell'associazione pazienti Progetto Ddd Ets e delle società scientifiche Fir, Sinepe e Sip, per aumentare la conoscenza sulla salute dei reni e sulle patologie renali rare dell'adulto e del bambino e promuovere la diagnosi precoce. 

La C3G e la Ic-Mpgn "rientrano nel quadro delle malattie renali croniche, ne costituiscono una piccola fetta - precisa Grandaliano - Sono due patologie estremamente rare, ma che impattano in maniera significativa nella vita delle persone: il 50% dei pazienti è in dialisi a 10 anni dalla diagnosi, quindi hanno bisogno di una terapia sostitutiva. Diagnosticare tempestivamente queste malattie è veramente importante, ma non è una cosa semplice: danno pochi sintomi e sono rare, quindi è lo specialista che deve interpretare segni clinici che sono veramente sfumati e che hanno bisogno di indagini di laboratorio".  

Le malattie renali rare "sono tantissime e danno segni clinici quando magari è troppo tardi per installare una terapia adeguata - chiarisce il nefrologo - Questa campagna di sensibilizzazione è fondamentale per invitare le persone, tutte, a ricercare queste malattie. Non abbiamo bisogno di esami particolarmente complessi per cercare le malattie renali rare. Un esame semplicissimo è più che sufficiente. Un banalissimo esame delle urine ci permette di sospettare queste malattie e quindi, eventualmente, di procedere con un iter diagnostico un po' più complesso e fare una diagnosi definitiva. Ma alla base c'è un esame assolutamente banale, un esame delle urine". 

15 ott 2026

Nefrologo Zaza: "Evitare ritardo diagnostico per ridurre danno renale"

(Adnkronos) - "In questo momento storico abbiamo la necessità in campo nefrologico, delle malattie renali croniche, ma anche in quelle sistemiche, di implementare un percorso che consenta di arrivare alla diagnosi nel minor tempo possibile. Dobbiamo evitare il problema dei 'late referral', cioè della presa in carico dei pazienti, nella rete nefrologica, sia territoriale che ospedaliera, di primo, secondo, terzo livello, in ritardo. Un ritardo diagnostico e, di conseguenza, un ritardo terapeutico sono un grande problema. La rete nefrologica deve funzionare, si deve ottimizzare l'inserimento rapido del paziente per poter agire quando le tempistiche sono atte per ridurre il danno renale". Lo ha detto Gian Luigi Zaza, direttore Uoc di Nefrologia, dialisi e trapianto, Policlinico Umberto I di Roma, in occasione della chiusura nella Capitale, in piazza Mastai, di 'CL3AR', la campagna di sensibilizzazione di Sobi Italia, con il patrocinio dell'associazione pazienti progetto Ddd Ets e delle società scientifiche Fir, Sinepe e Sip, per aumentare la conoscenza sulla salute dei reni e sulle patologie renali rare dell'adulto e del bambino e promuovere la diagnosi precoce. 

"Per migliorare la tempestività della diagnosi e per avere una maggiore consapevolezza della malattia renale - continua Zaza - è importante che si attivi tutto un sistema che parte dall'informazione corretta del paziente sulle conseguenze di una non solo errata, ma non tempestiva diagnosi. Deve essere informato sulla necessità di entrare nella rete nefrologica territoriale e centrale, quindi ospedaliera, nel tempo migliore e di quelle che sono attualmente le nuove possibilità diagnostiche, le nuove pipeline terapeutiche che si stanno aprendo e che rappresentano un notevole cambio di paradigma. Abbiamo a disposizione armi diagnostiche che fino a qualche anno fa non avevamo - evidenzia l’esperto - Rispetto al passato, quando la diagnosi è precoce e ben fatta, abbiamo armi molto più efficaci sia nel paziente adulto che nel paziente pediatrico".  

Oltre a spostarsi "verso una medicina sempre più personalizzata e sempre più molecolare - sottolinea Zaza - stiamo imparando anche a lavorare su target terapeutici specifici con l'utilizzo, per esempio, dei farmaci che agiscono sul sistema del complemento e degli Sglt2 inibitori, farmaci di nuova concezione. Prima si fa la diagnosi, prima si inizia con un trattamento nelle fasi iniziali della malattia e abbiamo la possibilità di rallentare la progressione del danno renale sia negli adulti che nei pediatrici di decenni. È estremamente importante - rimarca - cambiare il passo e inserire il paziente il prima possibile in una rete efficace di diagnostica e trattamento nefrologico". 

"Le patologie renali sono spesso asintomatiche, non danno segnali della loro presenza - chiarisce il nefrologo - È quindi necessario fare screening di popolazione, avere a disposizione degli strumenti diagnostici predittivi poco costosi, efficaci e che devono essere estesi a tutta la popolazione. Una di queste è sicuramente l'Acr (rapporto albumina/creatinina urinaria, Ndr), cioè la valutazione della proteinuria e della presenza delle anomalie urinarie che è facilmente eseguibile: basta un esame delle urine o prelievi ematici semplici, poco costosi come il dosaggio della creatinina e la valutazione del filtrato glomerulare. Questi test sono da eseguire periodicamente non solo nella popolazione ad alto rischio, come cardiopatici, diabetici, dismetabolici, anziani". 

A tale proposito, "stiamo attivando molti programmi insieme alla medicina del lavoro e di igiene - precisa Zaza - per avere uno screening di popolazione diretto e indiretto che ci permetta di intercettare precocemente il danno cronico". In questo aspetto è fondamentale anche il "ruolo dell'informazione con l'utilizzo degli strumenti come Internet e tutte le piattaforme social. Tra qualche anno, queste patologie rappresenteranno una delle principali cause di mortalità della popolazione - ribadisce l’esperto - La diffusione della malattia renale cronica è progressivamente in aumento e fra 10-15 anni raggiungerà le prime 5 posizioni come danno di popolazione. Un individuo su 10 in una situazione di diverso grading di danno renale ha delle problematiche nefrologiche che devono essere investigate. Ben venga - conclude - lo studio di queste patologie nell'ambito di programmi di screening di popolazione". 

15 ott 2026

Salute, si è chiusa a Roma campagna itinerante CL3AR sulle malattie renali, 'informazione primo passo'

(Adnkronos) - Si è chiusa a Roma in piazza Mastai, dopo aver fatto tappa a Milano, Bari, Torino, Bologna e Palermo, la campagna itinerante 'CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni', un progetto di Sobi Italia realizzato con il patrocinio dell'associazione pazienti Progetto Ddd Ets e delle società scientifiche Fir, Sinepe e Sip, con l'obiettivo di sensibilizzare sull'importanza della salute dei reni, ancora oggi troppo spesso sottovalutata, e in particolare sulle patologie renali rare. In Europa - spiegano i promotori dell'iniziativa - si definisce 'rara' una malattia che colpisce meno di 5 persone su 10.000. Le malattie renali rare sono un gruppo eterogeneo di patologie genetiche, immuno-mediate o legate al sistema del complemento, che danneggiano i reni. Le persone che convivono con una malattia renale rara sono meno del 5% del numero totale di pazienti con malattia renale cronica. Le patologie renali croniche, ancor più le patologie renali rare - come la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (Ic-Mpgn) primaria - sono spesso insidiose perché invisibili e silenti nelle prime fasi di malattia, con sintomi che tendono ad essere trascurati perché confondenti. Di conseguenza molte persone ricevono una diagnosi tardiva, quando i reni hanno già subito danni irreversibili; una diagnosi precoce resta quindi un aspetto fondamentale per cambiare le prospettive, intervenire tempestivamente sulla gestione della malattia e ridurre il rischio di progressione verso l'insufficienza renale. 

La campagna CL3AR ha voluto fare informazione e aumentare la consapevolezza su queste patologie, attraverso un viaggio lungo lo Stivale che è partito a maggio e si è concluso ieri. Un viaggio nell'informazione - descrive una nota - che ha coinvolto, insieme, l'associazione pazienti Progetto Ddd Ets, le società scientifiche e i clinici dei centri di nefrologia di riferimento. Ogni tappa e ogni città ha rappresentato un'occasione di scambio con la popolazione per sensibilizzare su queste patologie ancora poco note e sui rischi connessi, non ultimo l'impatto delle malattie renali croniche rare sulla vita dei pazienti, adulti e bambini, e dei caregiver. Un impatto concreto sulla qualità di vita e sulla quotidianità, che spazia dagli aspetti emotivi e psicologici a quelli sociali, lavorativi ed economici. Il tema della conoscenza assume un'importanza ancora maggiore quando si parla di malattie renali croniche rare, che possono avere un esordio poco evidente e rimanere a lungo difficili da riconoscere. Tra queste, la C3G e la pIc-Mpgn possono manifestarsi inizialmente con segnali non sempre facilmente riconducibili a una patologia specifica. Riconoscere tempestivamente eventuali alterazioni e arrivare a una diagnosi precoce è quindi fondamentale per poter intervenire quanto prima sulla gestione della malattia e ridurre il rischio di una progressione verso l’insufficienza renale. 

"La C3G e la Ic-Mpgn primaria sono due diverse malattie renali ultra-rare che condividono un problema comune: un'eccessiva attività della proteina C3 nel sistema immunitario", illustra Giuseppe Grandaliano, professore ordinario di Nefrologia, Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs, università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. "Colpiscono maschi e femmine in egual misura, generalmente vengono diagnosticate durante l'infanzia o l'adolescenza e, nella maggior parte dei casi, non esiste una causa chiara che ne spieghi l'insorgenza. Possono avere un esordio poco evidente e presentarsi inizialmente con anomalie difficili da ricondurre subito a una patologia specifica. Anche alcuni semplici controlli, come l'esame delle urine, possono però offrire indicazioni utili da approfondire. Intercettare precocemente questi segnali e favorire l'accesso a centri di cura specializzati può contribuire ad abbreviare il percorso verso la diagnosi e ad avviare una gestione adeguata della malattia. Agire in tempi rapidi è importante per ridurre il rischio di evoluzione e complicanze, con un impatto concreto sulla vita delle persone", sottolinea lo specialista. 

L'importanza di accorciare il percorso diagnostico trova conferma anche nei dati del Rare Kidney Diseases (Rkd) Barometer, promosso da Sobi e sviluppato sotto la guida indipendente di un Expert Advisory Group composto da medici, ricercatori e rappresentanti delle associazioni di pazienti. Il Barometro, che ha raccolto nel 2025 le esperienze di persone con malattie renali rare e caregiver in diversi Paesi europei, e vede 55 rispondenti italiani, evidenzia la complessità del percorso diagnostico e assistenziale. Il Barometro - riporta la nota - indica che Il 44% dei pazienti italiani rispondenti ha riferito un ritardo diagnostico superiore a 1 anno dall'insorgenza dei primi sintomi, a causa dei lunghi tempi di attesa, di una conoscenza ancora limitata della malattia da parte del personale sanitario e dell'elevato numero di appuntamenti necessari per arrivare a una diagnosi corretta. Questo porta a conseguenze con un importante impatto, come dover ricorrere alla dialisi o una recidiva della malattia dopo il primo trapianto. Ma emergono altri aspetti che si ripercuotono sulla vita di pazienti e caregiver, quali l'impatto socioeconomico, sul lavoro e sulla scuola, coinvolgendo direttamente anche chi assiste la persona malata. Inoltre, è significativo l'impatto sul benessere psicologico: l'80% dei caregiver ritiene che l'impegno assistenziale abbia influenzato in modo importante il proprio stato emotivo, con il 40% che ha già fatto ricorso a un supporto psicologico. Anche dal punto di vista economico, 1 caregiver su 3 riferisce di aver subito una perdita di reddito e il 42% deve sostenere spese dirette. Emergono poi chiaramente i bisogni assistenziali delle persone che convivono con una malattia renale rara.  

I dati evidenziano dunque quanto il percorso di cura si estenda ben oltre il paziente e coinvolga direttamente anche la famiglia, con un investimento significativo di tempo, organizzazione e presenza costante, e con possibili ripercussioni sul benessere psicologico e sulla vita quotidiana dei caregiver. "Nei bambini e negli adolescenti le malattie renali croniche, soprattutto nelle forme rare, possono avere un impatto significativo non solo sullo sviluppo fisico, ma anche su quello psicologico, rendendo necessario un monitoraggio continuo e un approccio terapeutico altamente personalizzato", afferma Marina Vivarelli, responsabile Unità di ricerca Laboratorio di Nefrologia, ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. "I pazienti pediatrici - riferisce - spesso devono affrontare ulteriori sfide legate all'inclusione nella vita scolastica e sociale, e all'impatto psicologico della patologia. Anche per la famiglia il percorso può essere impegnativo, perché la gestione della patologia richiede presenza, organizzazione e un coinvolgimento significativo da parte di chi si prende cura del bambino o dell'adolescente. È quindi importante che la presa in carico del paziente pediatrico non si limiti alla gestione degli aspetti clinici, ma tenga conto anche dei suoi bisogni evolutivi, relazionali e psicologici. Per questo è fondamentale che paziente e famiglia possano contare su un percorso di cura attento non solo alla malattia, ma alla persona nel suo complesso, con un supporto adeguato lungo tutte le fasi della crescita". 

"Per le persone che convivono con malattie renali rare come la C3G - racconta Fabrizio Spoleti, presidente di Progetto Ddd Ets - il percorso di diagnosi e gestione della malattia è spesso lungo e complesso, con un impatto profondo sulla salute e sulla vita quotidiana dei pazienti. I frequenti controlli e la necessità di recarsi in centri di riferimento specializzati comportano un notevole carico organizzativo, economico ed emotivo. L'esordio è spesso in età pediatrica, la malattia può essere molto invalidante, in alcuni casi porta alla dialisi. L'impatto di conseguenza è estremamente forte sulla quotidianità dei bambini e dei loro caregiver, anche dal punto di vista psicologico e sociale. In questo contesto, iniziative di sensibilizzazione come CL3AR sono di grande aiuto: contribuiscono a far conoscere queste patologie ultra-rare negli adulti e nei bambini, ancora poco conosciute, e a dare voce a una comunità che chiede ascolto, supporto e risposte concrete". 

Sobi - si legge nella nota - si impegna a migliorare concretamente la vita delle persone con malattie renali rare, agendo con urgenza e responsabilità per ridurre il peso che queste patologie comportano sulle persone, sulle loro famiglie e sul sistema sanitario. 

"CL3AR si conclude lasciando un'eredità importante: una maggiore consapevolezza su una realtà ancora poco conosciuta, nuove occasioni di dialogo e una più ampia attenzione verso i bisogni concreti delle persone che affrontano una diagnosi o vivono con queste patologie. Siamo orgogliosi del percorso realizzato insieme ai professionisti sanitari, alla comunità dei pazienti e a tutti coloro che hanno contribuito a questa iniziativa, dimostrando come la condivisione della conoscenza e il confronto possano generare valore per l'intera comunità - dichiara Carina Fiocchi, direttore medico Sobi Italia, Grecia, Malta e Cipro - La conclusione di CL3AR rappresenta un traguardo importante, ma il suo vero successo risiede nella capacità di continuare a generare nel tempo conoscenza, comprensione e impegno concreto, contribuendo a migliorare il percorso di cura e la qualità di vita di chi oggi convive con una malattia renale rara". 

Il progetto CL3AR, conclude la nota, riflette l'impegno di lunga data preso da Sobi con Unite4Rare verso le comunità di pazienti e caregiver. Co-creato da leader internazionali della comunità dei pazienti e dai vertici di Sobi, Unite4Rare descrive le responsabilità prese, quanto è stato realizzato finora e come vengono misurati i progressi nel tempo. Si fonda sull'esperienza di Sobi nelle malattie rare e nel coinvolgimento dei pazienti e testimonia l'impegno dell'azienda nel generare un impatto positivo e reale, chiarendo cosa pazienti e caregiver possono aspettarsi concretamente da Sobi. 

15 ott 2026

Russia, arrestato cittadino svedese: è accusato di preparare attentati contro siti militari

15 ott 2026

Manovra 2027, il Dpb: impatto da 12,5 miliardi, sale a 26 miliardi con la flessibilità Ue

(Adnkronos) - E' di circa 26 miliardi di euro l'impatto complessivo stimato per la manovra 2027, includendo le misure per energia e difesa finanziate con la flessibilità Ue. Al netto di queste ultime, l'impatto delle misure ammonterebbe a circa 12,5 miliardi, pari a un'incidenza del -0,54% del Pil. È quanto emerge dai primi calcoli sulle tabelle del Documento programmatico di bilancio (Dpb) trasmetto a Ue e Parlamento.. 

Le misure per energia e difesa finanziate attraverso la flessibilità europea valgono altri 13,5 miliardi di euro nel 2027, portando l'impatto complessivo stimato a circa 26 miliardi.  

"La definizione puntuale degli interventi che confluiranno nel disegno di legge di bilancio di prossima presentazione al Parlamento terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le Autorità europee finalizzate alla migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia", si legge. 

La quota più consistente delle coperture della manovra non legate alla flessibilità europea arriva dalle banche e, più in generale, dal settore finanziario. Secondo quanto emerge dal Dpb, il comparto contribuirà per lo 0,21% del Pil, pari a oltre 4,6 miliardi di euro. 

Seguono i tagli ai ministeri, che valgono lo 0,05% del Pil, per oltre 1 miliardo di euro, e il settore dei giochi, con un contributo pari allo 0,03% del Pil. 

Dalle tabelle contenute nella bozza del Dpb emerge uno stanziamento di circa 2 miliardi di euro per le misure fiscali e di circa 2,3 miliardi per la sanità. In rapporto al Pil, l'impatto indicato è rispettivamente dello 0,09% e dello 0,1% nel 2027, con segno negativo nelle tabelle del documento. 

"La manovra di finanza pubblica per il triennio 2027-2029 interviene in uno scenario internazionale segnato dal perdurare delle tensioni geopolitiche e dalle loro ripercussioni sui prezzi, in particolare quelli energetici, sul potere di acquisto delle famiglie e sulla competitività del sistema produttivo", si legge. 

"In questo contesto, e in coerenza con gli indirizzi approvati dal Parlamento in occasione dell'esame del Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) e della Relazione adottata ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012, il Governo pone al centro della politica di bilancio la tutela del potere d'acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili, insieme al sostegno alle imprese e agli investimenti". 

La tutela del potere d'acquisto, si legge nel Documento programmatico di bilancio, si inserisce in una strategia più ampia volta a rafforzare il potenziale di crescita dell'economia, in continuità con l'azione già intrapresa dal Governo e salvaguardando, al contempo, la sostenibilità della finanza pubblica. 

 

Gli interventi destinati alle imprese saranno volti a rafforzare la competitività del sistema produttivo nonché al sostegno ai prezzi dell’energia elettrica per quota parte dei consumi, alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici attraverso, in particolare, maggiori contributi agli investimenti per impianti fotovoltaici, per la promozione del biometano e per la riconversione di impianti a biogas esistenti. "Il miglioramento della capacità di programmazione della spesa contribuirà a rendere più efficace l’impiego delle risorse disponibili e a sostenere il conseguimento degli obiettivi della manovra. Concorrono al finanziamento della manovra, inoltre, misure a carico del settore finanziario e in materia di giochi", si aggiunge. 

"La manovra consentirà inoltre di rafforzare la difesa nazionale e la sicurezza energetica attraverso il ricorso agli spazi di flessibilità derivanti dall'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, nel rispetto degli obiettivi programmatici di crescita della spesa netta delineati nel Dpfp 2026". 

"Particolare rilievo sarà attribuito al finanziamento degli investimenti strategici e infrastrutturali, considerati una leva per sostenere la crescita e rafforzare la capacità produttiva del Paese. In questo ambito, gli interventi in materia di sicurezza energetica saranno orientati anche al rafforzamento degli investimenti sulla rete ferroviaria e al potenziamento delle infrastrutture pubbliche, con particolare riferimento a scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici". 

 

15 ott 2026

Foggia, accoltellò 28enne durante lite: arrestato 20enne per tentato omicidio

(Adnkronos) - E' accusato di aver sferrato almeno tre coltellate a un giovane di 28 anni, ferendolo in modo serio e mettendone a rischio la vita. I carabinieri della Stazione di San Nicandro Garganico, in provincia di Foggia, hanno seguito un’ordinanza cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 20enne, ritenuto responsabile dell’aggressione.  

Il fatto si è verificato a San Nicandro nella notte del 21 giugno scorso. Il 28enne è accusato di tentato omicidio e porto ingiustificato di un coltello. L'aggressione violenta giunse al culmine di un’accesa lite. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, il 20enne avrebbe preso il coltello a serramanico da un marsupio e avrebbe colpito l’altro giovane alla regione toracica e scapolare.  

Nonostante la vittima avesse tentato di allontanarsi, l’aggressore l’avrebbe rincorsa, sferrandole un ulteriore colpo alle spalle, prima che l’azione venisse interrotta grazie all’intervento di alcune persone presenti. Il 28enne, portato in un primo momento al presidio sanitario di San Nicandro Garganico, fu successivamente trasferito all’ospedale di San Giovanni Rotondo, dove - a causa della gravità delle lesioni riportate - fu sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza.  

Gli approfondimenti sanitari hanno evidenziato, tra l’altro, lesioni toraciche che, in assenza di un trattamento tempestivo, avrebbero potuto rappresentare un concreto pericolo per la vita del giovane. L’attività investigativa ha consentito di ricostruire le varie fasi dell’accaduto. In particolare, l’analisi delle immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza presenti nelle vicinanze, unitamente alle dichiarazioni rese dalla vittima e da altre persone informate sui fatti, agli accertamenti svolti dai militari e alla documentazione sanitaria acquisita, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del giovane indagato, già detenuto per altra causa nel carcere di Larino, nel Molise. 

15 ott 2026

Scerni, dramma nella cantina sociale: giovane operaio muore a 23 anni mentre pulisce le vasche

15 ott 2026

Riscaldamento, calendario accensione termosifoni: quanto spenderà in più ogni famiglia

(Adnkronos) - Il freddo si sta affacciando piano piano, tanto che già da oggi 15 ottobre 2026 in alcune città è già possibile accendere i riscaldamenti. Il calendario cambia in base alle zone climatiche comunali. Quest'anno, dopo aver visto salire alle stelle la bolletta dell'elettricità a causa del gran caldo, un uso maggiore dei condizionatori e gli aumenti, ci si chiede quanto si spenderà per riscaldarci. 

In Italia non esiste dunque un calendario differenziato per regioni, ma per zone climatiche comunali (in totale ne sono sei, alla A alla F), secondo quanto stabilito dal Dpr 74/2013. Ciò significa che due comuni della stessa regione potrebbero avere date diverse a seconda della latitudine e del clima. Le prime città a poter accendere già da oggi i riscaldamenti sono le città della zona E, che comprende gran parte del Nord e diverse aree montane del Centro e del Sud, tra cui Milano e Torino: dovranno spegnerlo il 15 aprile 2027. Il decreto fissa un massimo di 14 ore al giorno, anche frazionate, comprese tra le 5 e le 23. In questo contesto l'Emilia-Romagna è una eccezione. Per la stagione 2026-2027 la Regione ha disposto il posticipo al primo novembre dell'accensione nei Comuni delle zone di Pianura Est, Pianura Ovest e dell'Agglomerato di Bologna. 

A Roma e nella maggior parte dei comuni del Lazio, che rientrano nella zona D, i riscaldamenti sono consentiti dal'1 novembre al 15 aprile per un massimo di 12 ore al giorno. A Napoli, invece, che fa parte della zona C insieme ad altre grandi città come Bari, Lecce, Caserta, Salerno, Taranto, Brindisi, Catanzaro, Cosenza, Cagliari, Oristano, Sassari, Ragusa e Imperia, l'accensione dei termosifoni è consentita dal 15 novembre fino al 31 marzo, per massimo 10 ore al giorno. Nelle zone A e B, in cui rientrano le aree più miti del Paese, si parte con l'accensione dei termosifoni il primo dicembre. La B arriva fino al 31 marzo con 8 ore al giorno, la A, a cui appartengono ad esempio Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle, si ferma al 15 marzo con un massimo di 6 ore.  

La zona F  

C'è poi l'ultima zona, la F, che è libera tutto l'anno, in cui non ci sono limitazioni né sul periodo e né sulle ore di accensione dal momento che di quest'area fanno parte le località più fredde, dalle Alpi ai paesi dell'Appennino.  

Facile.it ha stimato che, con le attuali tariffe del mercato libero a prezzo bloccato, solo per riscaldare casa il costo medio potrebbe arrivare 1.016 euro: a parità di consumi, vuol dire il 26% in più rispetto allo scorso anno. Per aiutare i consumatori a contenere il più possibile la spesa, Facile.it ha redatto un breve vademecum con 7 consigli pratici per ridurre i consumi ed evitare gli sprechi. 

1. Scegliere il giusto fornitore - Il primo consiglio è quello di valutare attentamente la propria tariffa, confrontandola con le altre presenti sul mercato; oggi è possibile scegliere tra centinaia di prodotti ma non tutti sono vantaggiosi allo stesso modo e le differenze di prezzo tra l'uno e l'altro possono essere significative. Secondo le stime di Facile.it, è possibile risparmiare fino al 27% passando dalla tariffa meno vantaggiosa a quella migliore attualmente disponibile.  

2. La temperatura ottimale - È molto importante impostare la giusta temperatura in casa, sia per questioni di salute che di spreco di gas e denaro. Basta abbassare il riscaldamento di un solo grado per ottenere un risparmio stimato in bolletta che può arrivare a quasi 95 euro. Ridurre il tempo di accensione dei termosifoni, anche solo di un'ora al giorno, consentirebbe di ridurre la spesa circa 32 euro all'anno. 

3. Valvole termostatiche - Anche se attualmente sono obbligatorie solo per gli immobili con riscaldamento centralizzato, le valvole termostatiche possono rivelarsi uno strumento utile anche per chi ha l’autonomo, usandole si riesce a non riscaldare a vuoto ambienti non vissuti risparmiando denaro ed evitando spreco di gas. 

4. Stufette elettriche, convengono davvero? - Le stufette elettriche vengono spesso utilizzate in aggiunta o in alternativa al riscaldamento per riscaldare determinati ambienti. Se ci aiutano a ridurre il consumo di gas, devono però essere usate con parsimonia, altrimenti rischiamo di far lievitare la bolletta della luce a livelli importanti. A seconda della potenza impiegata e del numero di ore di accensione, fino a 2 euro al giorno.  

5. Controlli periodici alla caldaia - Un ulteriore consiglio è quello di effettuare la revisione della caldaia almeno una volta all'anno. Una caldaia poco efficiente non solo rappresenta un potenziale rischio per la sicurezza, ma fa anche spendere di più. 

6. Buon senso - Non bisogna dimenticare, inoltre, le azioni di buon senso, a costo zero. Quali? Ad esempio, evitare i ricambi d'aria eccessivi mentre il riscaldamento è acceso e abbassare le tapparelle/persiane la sera per ridurre la dispersione di calore. Non coprire i radiatori in funzione con mobili, tende pesanti o panni, questo ostacolerebbe la circolazione del calore e potrebbe far salire la bolletta anche del 5%. 

7. La tecnologia può fare la differenza - La tecnologia può essere un grande alleato per ridurre i consumi. Con il termostato intelligente attivabile a distanza, ad esempio, è più facile tenere sotto controllo il riscaldamento di casa in base ai propri orari e alle proprie esigenze, anche se cambiano di giorno in giorno. 

Esistono, infine, anche soluzioni di ultima generazione che permettono di evitare sbalzi di potenza nell’impianto di riscaldamento, ottenendo di fatto un risparmio energetico importante. Lo si può fare, ad esempio, dotando l’impianto di una centralina automatica, capace di regolamentare la temperatura della casa e di stabilire una programmazione su misura. "È sempre bene monitorare periodicamente le offerte presenti sul mercato per controllare se la tariffa che abbiamo sottoscritto è ancora buona o se, invece, vi siano margini di miglioramento", spiegano gli esperti di Facile.it. «Per farlo in modo corretto, è fondamentale partire dalle proprie esigenze e abitudini di consumo; in caso di difficoltà meglio affidarsi a un consulente esperto che ci possa guidare nella scelta». 

15 ott 2026

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