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Gf Vip, rissa sfiorata tra Alex Belli e Alessandra Roncaccia

(Adnkronos) - Alta tensione al Grande Fratello Vip. Nell'ultima puntata del reality condotto da Ilary Blasi, Alex Belli e Alessandro Roncaccia hanno sfiorato la rissa trovandosi testa a testa e scambiandosi accuse e provocazioni. Ad accendere la discussione è stato Roncaccia, che ha messo in dubbio le qualità professionali di Belli: "Fossi stato questo grande attorone, se campavi di cinema, a 45 anni non stavi qua a fare il Grande Fratello". 

Per rispondere, Belli ha tirato in ballo la situazione sentimentale di Roncaccia con Piera Meloni: "Quando uscirà di qui, di Piera non gliene fregherà assolutamente niente", ha urlato, facendo poi chiaro riferimento alla partecipazione del concorrente all'ultima edizione di Italia Shore, "lo conosco bene, ho visto i programmi che ha fatto, lui è una macchina da guerra. Nell'altro programma Roncaccia ci metteva un'ora a dare un bacio, non 11 puntate". 

A far scattare la scintilla però è stata una frase con cui Roncaccia ha tirato in ballo la famiglia di Belli: "Parla quello che è venuto qua a farsi la storia con la moglie a casa. Sei stato tu a fare questo, non sono stato io". A questo punto l'attore si è alzato ed è andato testa a testa con Roncaccia: "Io ci sto ancora insieme con quella moglie e ho un figlio, porta rispetto non ti devi permettere". 

Provvidenziale l'intervento del resto dei concorrenti, che sono intervenuti per dividere i due prima che la situazione degenerasse. Immediato anche il richiamo di Ilary Blasi: "Va bene confrontarsi, esprimere le proprie opinioni, però arrivare così vicini alla violenza no. Io questo comportamento non lo voglio vedere". 

 

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24 ott 2026

Riscaldamenti, via all'accensione dei termosifoni: le quattro linee guida per l’inverno

(Adnkronos) - Utilizzo consapevole, buone pratiche, check-up e nuove tecnologie per ridurre bolletta e impatto ambientale: in occasione dell’accensione dei riscaldamenti in grandi comuni del Nord come Milano e Torino (dal 15 ottobre, ndr), Enea propone una strategia in quattro punti per contenere la spesa energetica delle famiglie, mantenendo costante il benessere domestico e riducendo l’impatto ambientale. 

“Le ultime tensioni geopolitiche hanno acceso una nuova emergenza energetica che ha riportato al centro dell’attenzione l’efficienza e la necessità di ridurre i consumi di gas - commenta la direttrice del Dipartimento Enea di Efficienza energetica Ilaria Bertini - Per il riscaldamento domestico è quanto mai importante che cittadini e professionisti scelgano le soluzioni tecnologiche migliori e soprattutto adottino comportamenti consapevoli”. 

Secondo uno studio Enea, rispetto al 2025 si potrebbe ottenere nel settore residenziale una riduzione dei consumi di gas pari a 0,8 miliardi di Standard metri cubi (Smc) - una quantità necessaria a riscaldare quasi 700mila case - solo riapplicando le misure di contenimento messe in atto per fronteggiare la crisi energetica del 2022. Si tratta di una serie di buone pratiche volontarie e disposizioni obbligatorie che prevedono di ridurre di 15 giorni il periodo di riscaldamento, di un’ora al giorno l’accensione e di un grado la temperatura interna. “Bastano 19 °C per avere in casa il comfort necessario. Per ogni grado in meno si risparmia fino al 10% sui consumi di combustibile”, dice l’autore dello studio Nicolandrea Calabrese responsabile del Laboratorio Enea di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano. 

“Tuttavia - continua Calabrese - va sottolineato che queste misure di contenimento offrono maggiori volumi di risparmio nel breve termine, mentre per avere una riduzione stabile e costante, sono fondamentali interventi di efficienza più strutturali che vanno pianificati per tempo, come la sostituzione di impianti obsoleti o l’isolamento degli edifici. Da questi interventi di efficientamento energetico potrebbe arrivare un ulteriore risparmio di 0,1 miliardi di Smc, che sommato al precedente porterebbe a un risparmio complessivo per il residenziale di 0,9 miliardi di Smc”. 

Per quanto riguarda le caldaie - spiega Enea - sostituire i vecchi impianti con pompe di calore elettriche di ultima generazione garantisce elevata efficienza, oltre a ridurre le emissioni. Le moderne pompe di calore permettono, infatti, di riscaldare e produrre acqua calda sanitaria anche utilizzando energia rinnovabile. Anche la digitalizzazione dei consumi permette di risparmiare in bolletta: cronotermostati, sensori di presenza negli ambienti e regolatori elettronici a distanza permettono di ottimizzare automaticamente la temperatura in base alle reali esigenze, riducendo gli sprechi e migliorando il comfort abitativo. 

Inoltre, Enea ricorda che il benessere termico in casa non dipende solo dalla temperatura segnata dal termostato, ma dal comfort termoigrometrico, ovvero dal modo in cui il corpo scambia calore con l’ambiente. Oltre alla temperatura dell’aria dell’ambiente riscaldato, bisogna tenere conto anche della temperatura media radiante della stanza, vale a dire il calore emesso dalle superfici. Se i muri o i serramenti sono freddi o male isolati, il corpo umano cederà calore e si percepirà più freddo, anche se la temperatura dell’aria interna è superiore a 20°C. Altri fattori sono l’umidità (valore ideale in casa tra 40% e 60%) e la velocità dell’aria (ventilazioni eccessive o correnti aumentano la dispersione di calore). Infine, il tipo di abbigliamento e l’attività metabolica influenzano significativamente la percezione del comfort termico: i vestiti indossati compensano una più bassa temperatura dell’aria interna, mentre stare seduti alla scrivania, camminare o fare pulizie cambia radicalmente la quantità di calore prodotta dal corpo umano. 

Dopo l’accensione delle zone alpine (zona climatica F) e di quelle più fredde tra Nord Italia e Appennino (zona climatica E), il 1° novembre i riscaldamenti potranno essere accesi, salvo deroghe e slittamenti locali, anche al Centro con città come Roma e Firenze (zona climatica D). Al Sud invece si dovrà aspettare il 15 novembre (zona climatica C) e fino al 1° dicembre per le città più calde come Reggio Calabria, Palermo o Agrigento (zone climatiche A e B). 

Di seguito le quattro linee guida Enea.  

Imposta la giusta temperature e fai attenzione agli orari di accensione - Impostare la temperatura ambiente ideale di 19°C e rispettare i limiti di accensione giornaliera previsti per la propria zona climatica è essenziale per evitare sprechi. La sensazione di benessere in casa non dipende solo dalla temperatura segnata dal termostato ma dall’interazione di diversi fattori come temperatura radiante delle superfici, umidità, ventilazione, abbigliamento e attività metabolica. 

Evita le dispersioni di calore - Piccoli gesti quotidiani fanno una grande differenza nell’isolamento termico della casa: è importante non coprire i radiatori con tende o mobili, schermare le finestre durante le ore notturne abbassando le tapparelle o usando tende pesanti. Il ricambio d’aria negli ambienti rimane fondamentale per eliminare l’anidride carbonica prodotta dalla respirazione e altre sostanze organiche volatili emesse da arredi, prodotti per la pulizia e altri materiali. Tuttavia, è sufficiente aprire le finestre solo per pochi minuti e nelle ore centrali della giornata quando la temperatura esterna è più alta. 

Scegli tecnologie ad alta efficienza - L’ammodernamento tecnologico è un investimento strategico. L’installazione di caldaie a condensazione o pompe di calore di ultima generazione, abbinate a valvole termostatiche e sistemi avanzati di regolazione climatica, consente di ridurre i consumi complessivi fino al 25%. Inoltre, l’uso di contatori intelligenti e sensori (smart meter) permette di tracciare in tempo reale i consumi energetici, individuando tempestivamente eventuali guasti, perdite o sprechi anomali per evitare ‘spiacevoli’ sorprese in bolletta. 

Esegui manutenzione e check-up periodici - Mantenere gli impianti puliti e farli controllare regolarmente da tecnici qualificati è un obbligo di legge e una misura di sicurezza. Oltre a evitare sanzioni amministrative a partire da 500 euro, un impianto perfettamente efficiente permette di tagliare i consumi energetici fino al 40%. 

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Ora solare 2026, stanotte si cambia: quanto si risparmia? Il dibattito sul cambio d'ora

(Adnkronos) - L'attesa è finita. Stanotte tornerà in vigore l'ora solare, con le giornata che diventeranno più brevi ma si dormirà di più. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, le lancette verranno spostate indietro di un'ora, dalle 3 alle 2, e si cambierà di nuovo orario dopo i sette mesi di ora legale, che tornerà tra il 27 e 28 marzo 2027. 

Con il ritorno dell’ora solare si chiude il periodo di ora legale che per quest’anno ha consentito minori consumi di energia per 300 milioni di kWh, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 115 mila famiglie. Secondo i dati di Terna, la società guidata da Pasqualino Monti che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, questo risultato ha portato a un risparmio economico di oltre 90 milioni di euro. 

Oltre agli effetti sui consumi, i sette mesi di ora legale hanno prodotto benefici anche a livello ambientale, con una riduzione delle emissioni di CO2 stimata per circa 140 mila tonnellate. Nel 2026, considerando il periodo di ora legale da domenica 29 marzo a domenica 25 ottobre, giorno in cui tornerà l’ora solare, il costo del kilowattora medio per il ‘cliente domestico tipo in maggior tutela’ è stato, secondo i dati dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, pari a 31,4 centesimi di euro al lordo delle imposte. 

Secondo l’analisi di Terna, dal 2004 al 2026, il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di oltre 12,3 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di circa 2,4 miliardi di euro. 

Dunque, con l'ora legale i risparmi sono maggiori. Così, l’idea di mantenere l’ora legale anche durante l’inverno torna sul tavolo del Parlamento. La X Commissione Attività produttive della Camera ha concluso il 1° ottobre 2026 l’indagine conoscitiva dedicata agli effetti dell’ora legale permanente, raccomandando di valutare il superamento dei due cambi d’orario annuali. A dirlo Ivan Meo esperto di Immobiliare.it. La Commissione individua tre possibili percorsi: ora legale estesa almeno a un ciclo stagionale completo e un monitoraggio preventivamente strutturato; introduzione dell’ora legale permanente; ora solare permanente. 

La Commissione lascia aperta la scelta sul sistema destinato a sostituirlo, anche se ad oggi, le norme UE impongono ancora il passaggio all’ora legale a marzo e il ritorno all’ora solare a ottobre nonostante i reiterati tentavi della Commissione di modificare l’attuale assetto. Infatti: nel 2018 la Commissione europea propose di abolire i cambi stagionali, lasciando agli Stati la scelta dell’orario definitivo; successivamente il Parlamento europeo approvò la proposta nel 2019, ma il Consiglio non ha ancora raggiunto un accordo; nel 2026 Bruxelles ha avviato un nuovo studio sugli effetti dell’abolizione del cambio d’ora, atteso entro fine anno. 

Per questo motivo, valutata la mancanza di una uniformità nella decisione, la stessa Commissione della Camera sottolinea l’esigenza di accompagnare qualsiasi iniziativa nazionale con un coordinamento europeo. Nel 2026 l’ora legale, applicata da marzo a ottobre, dovrebbe già far risparmiare circa 302 GWh, per un valore stimato da Terna in circa 80 milioni di euro. Questo beneficio, quindi, esiste già con il sistema attuale e non dipenderebbe dall’eventuale scelta di mantenere l’ora legale per tutto l’anno. Se l’ora legale fosse mantenuta anche nei mesi invernali, il risparmio aggiuntivo sarebbe di circa 160 GWh, portando il totale a circa 462 GWh l’anno. E' questo il dato che misura il vantaggio ulteriore rispetto alla situazione attuale. In termini economici, il beneficio complessivo arriverebbe a circa 120 milioni di euro, ma solo una parte sarebbe realmente aggiuntiva rispetto a oggi. Gli 80 milioni già stimati per i mesi da marzo a ottobre, infatti, resterebbero sostanzialmente invariati. 

24 ott 2026

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