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Premio Speciale alla Carriera a Vittorio Feltri: "Ho imparato copiando dai grandi maestri"

(Adnkronos) - “Questo mestiere l'ho sempre copiato da quelli che consideravo i grandi maestri, come Biagi e Montanelli. Non sono riuscito a imitarli perfettamente, però mi sono accontentato della mia ‘pistolaggine’ e sono stato bene lo stesso. Ho fatto volentieri il mio mestiere e per di più ho guadagnato molto bene, cosa che i giovani colleghi non possono aspettarsi”. Lo ha detto Vittorio Feltri, Direttore editoriale Il Giornale, ricevendo il Premio Speciale alla Carriera nell’ambito della cerimonia di conferimento del "9° Premio Giovani Comunicatori Icch", svoltasi a Milano presso il Centro Svizzero e organizzata dall’International Corporate Communication Hub - Icch.  

Vittorio Feltri è stato insignito del premio per “il contributo offerto nel corso della sua lunga attività professionale al giornalismo italiano e al dibattito pubblico”: “Di solito mi prendono a calci, stavolta mi premiano - ha commentato - mi sembra ormai che siamo di fronte a una rivoluzione, che accetto volentieri, naturalmente”. 

Dopo la consegna del riconoscimento, il Direttore de Il Giornale ha dialogato con il Direttore di Adnkronos Davide Maria Desario dei cambiamenti che attraversano il mondo dell’informazione: “Li vivo come abbastanza faticosi - ha spiegato - perché con i nuovi mezzi di comunicazione non mi sento al mio agio. Adesso, trovarmi in fronte solo a dei telefonini mi fa vanire una crisi di nervi”.  

“La gente ha ancora bisogno della carta stampata perché quando leggi qualcosa sul giornale pensi che sia vera. I quotidiani, ma anche i settimanali, continueranno a vivere. Che non si illudano quelli che pensano di cancellare i giornali con i telefonini. C’è ancora bisogno dei buoni giornali”, ha concluso. 

17 set 2026

Schlein scrive a Meloni: "Dialogo su energia". Conte e Bonelli contrari

(Adnkronos) - Elly Schlein scrive a Giorgia Meloni con proposte per affrontare la crisi dell'energia. Giuseppe Conte boccia l'ipotesi di collaborazione. "Come Partito democratico siamo disponibili al dialogo", scrive la segretaria del Pd proponendo - con la lettera pubblicata su Repubblica - "un piano in cinque interventi, fondato in buona parte su misure già esistenti e pienamente attuabili, che potrebbe contribuire in modo significativo alla resilienza energetica del Paese". La presidente del Consiglio, in visita in Norvegia, non chiude la porta. "Per quello che riguarda la lettera della segretaria Schlein" sulle proposte in materia di energia "non ho avuto il tempo di approfondirla ancora. Chiaramente intendo approfondirla senza pregiudizi. Non ho assolutamente pregiudizi quando si fanno delle proposte sensate. Sicuramente non ho i pregiudizi dell'opposizione italiana, che quasi quasi sta chiedendo di andare a pagare il bollo della macchina per contestare i provvedimenti del governo. Io non ho questo approccio. Se ci sono e ci saranno delle proposte utili, le prenderò assolutamente in considerazione", dice Meloni. 

 

L'ipotesi di dialogo e collaborazione, però, non sembra trovare sostegno in altri elementi del centrosinistra. "Non ci sono le condizioni per poter pensare di lavorare insieme" con il governo Meloni, dice Giuseppe Conte, leader del M5S. "Io ovviamente parlo per me. Io ho iniziato e ho proposto a questo governo varie forme di collaborazione. Per il salario minimo, ad esempio", in cui, "anzi ho sollecitato le altre forze di opposizione e siamo andati in piena estate a incontrare Meloni e il governo a Chigi, ci ha preso in giro e poi di fatto non lo ha fatto, ci ha sbattuto la porta in faccia aumentando lo stipendio a Brunetta, e l'indennità a ministri e a sottosegretari e gli italiani sono in braghe di tela sfruttati con la mano d'opera sottopagata. E poi altre forme di collaborazione", afferma Conte a Dritto e Rovescio su Rete4. 

"Sono quattro anni che abbiamo fatto tante proposte e soprattutto oggi non ci sono le condizioni per poter pensare di lavorare insieme con chi, governo Meloni, ancora l'altro giorno ha detto che vuole fare le trivellazioni, stiamo parlando" di un ritorno "al petrolio, di chi ha detto che vuole fare dell'Italia il l'hub del gas naturale e peraltro non ha fatto nulla, parliamo sempre di fossile, di chi, con otto decretini, addirittura ha lasciato che si gonfiassero i prezzi dei carburanti e delle bollette e non ha fatto nulla di nulla. Adesso, Meloni, è meglio che vada a casa e lasci lavorare noi". 

 

No netto anche da Angelo Bonelli. "Io non condivido questa mano tesa a Giorgia Meloni", dice all'Adnkronos il co-portavoce di Europa verde e deputato di Avs rimarca: "Non è tanto nel merito delle proposte, che sono condivisibili, ma per la richiesta di collaborare con chi ha sabotato le politiche sul clima, è responsabile del caro energia, ha ridotto gli italiani in ginocchio, ha ripreso le trivellazioni". "Penso - aggiunge ancora Bonelli - che sia un errore collaborare con chi ha creato questo disastro". 

17 set 2026

Accusa di maltrattamenti dall'ex, difesa Lavitola: "Indignato, valuta denuncia per calunnia"

(Adnkronos) - Arriva la replica di Valter Lavitola, reo confesso di essere il mandante dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, di fronte alle notizie relative all'esposto-denuncia per maltrattamenti, presentato dalla sua ex compagna, Natalia Potenza. Attraverso i suoi legali, l'ex editore respinge in modo netto ogni addebito avanzato nei suoi confronti. 

La posizione dell'indagato è stata formalizzata tramite i suoi difensori, gli avvocati Sergio e Arturo Cola, che hanno diffuso una nota ufficiale per smentire la ricostruzione fornita dalla donna agli inquirenti della Procura di Roma. "Valter Lavitola, appresa dalla stampa la notizia di una denuncia per il reato di maltrattamenti sporta dalla sua ex compagna, Natalia Potenza, manifesta la sua indignazione per la infamante accusa" sottolineano.  

I legali hanno inoltre annunciato l'intenzione di passare alle contromisure giudiziarie non appena i verbali delle deposizioni saranno accessibili alla difesa. "Nel professare la sua completa innocenza, si riserva di sporgere, a sua volta, denuncia per calunnia nei confronti della Potenza non appena sarà possibile conoscere i contenuti delle accuse rivoltegli" annunciano.  

 

I magistrati del pool antiviolenza di Roma stanno esaminando l'esposto-denuncia per maltrattamenti, presentato da Natalia Potenza contro l'ex compagno Valter Lavitola, già reo confesso di essere il mandante dell'atto intimidatorio al giornalista di Report Sigfrido Ranucci, avvenuto lo scorso ottobre.  

Sabato scorso, Natalia Potenza, imprenditrice italo-argentina che gestisce un bistrot nel quartiere Monteverde a Roma, è stata ascoltata per dieci ore in Procura dal pm Edoardo De Santis e dai carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati. 

Nel corso del lungo colloquio, la donna ha ricostruito nel dettaglio la rete d'affari dell'ex partner a partire dall'inizio della loro relazione, consegnando agli inquirenti un'ampia documentazione anche di natura fiscale. Sugli episodi di maltrattamento denunciati dalla donna, la Procura capitolina ha avviato accertamenti dedicati. 

17 set 2026

Jet russi violano lo spazio aereo della Lituania, intervengono i caccia italiani

(Adnkronos) - Secondo quanto apprende l'Adnkronos, due caccia della Task Force Air 'Baltic Thunder III' dell'Aeronautica Militare italiana sono decollati dalla base in Lituania in modalità scramble, dopo la violazione dello spazio aereo da parte di due jet militari russi, riaccompagnati fuori dallo spazio aereo dell'Alleanza. 

 

Non è la prima volta che accade. Nella notte tra il 14 e il 15 settembre i caccia Eurofighter italiani dell'Aeronautica Militare, impiegati nella missione Nato di difesa aerea Baltic Thunder III dalla base di Šiauliai, hanno intercettato e abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Lituania dalla Bielorussia. 

L'allarme è scattatoquando i radar hanno individuato l'oggetto in movimento verso ovest. Inseriti in una procedura di scramble, coordinata dal Centro operativo della Nato, i piloti italiani sono decollati tempestivamente e hanno neutralizzato il velivolo senza pilota. Successivamente, le ricerche sul luogo dello schianto hanno permesso di ritrovare i rottami e disinnescare un ordigno esplosivo trasportato dal velivolo, come confermato dal ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas.  

L'operazione ha raccolto il plauso delle autorità locali. Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha espresso profonda gratitudine agli alleati per la pronta risposta di fronte all'escalation delle aggressioni russe, mentre la Difesa lituana ha sottolineato la piena efficienza dei sistemi di sicurezza della regione. 

Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, in visita ai contingenti sul Fianco Est della Nato, ha evidenziato come si sia trattato del secondo intervento analogo nell'arco di un mese, ribadendo la centralità della presenza militare italiana a garanzia della sicurezza collettiva alleata contro minacce verosimilmente provenienti dalla Russia. 

 

I cittadini della Lituania verrebbero evacuati in Polonia nel caso di una minaccia alla loro sicurezza. Lo rende noto la radio polacca, secondo la quale la Lituania ha predisposto un piano di evacuazione della popolazione in caso di minaccia militare o di grave crisi. Tre principali vie di evacuazione per i residenti di Vilnius conducono verso la Polonia. Le autorità del Voivodato di Podlaskie stanno preparando la regione affinché funga da corridoio di transito. 

"Una delle direzioni di evacuazione dalla capitale è verso la Polonia", ha dichiarato alla radio polacca Zhygimantas Solovjovas, capo del Dipartimento di Protezione Civile del Comune di Vilnius. Le altre due direzioni sono a nord, verso Panevezys e Siauliai, e a ovest, verso Kaunas e Klaipeda. Le evacuazioni dovrebbero iniziare prima che si verifichi una minaccia immediata, ma in caso di bombardamento i residenti non dovrebbero tentare di lasciare la città. "I residenti di Vilnius non devono dare per scontato di poter fuggire dalla città attraverso una qualsiasi delle vie di evacuazione durante i bombardamenti ", ha sottolineato Solovjovas, sottolineando la necessità rifugiarsi in zone protette in caso di raid. 

17 set 2026

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17 set 2026

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17 set 2026

Porti, Autorità Mar Tirreno Centro Settentrionale riceve Smart Ports Award

(Adnkronos) - L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale ha ricevuto lo Smart Ports Award 2026 nell’ambito degli Stati Generali degli Smart Ports, dedicati al tema “Porti, innovazione e sostenibilità: traiettorie operative per la transizione”, a RemTech Expo. A ritirare il premio è stato il presidente Raffaele Latrofa. 

Il riconoscimento è stato assegnato “per la visione integrata dello sviluppo sostenibile e per la concreta azione volta alla decarbonizzazione, alla digitalizzazione e all’integrazione porto-città”, attraverso progetti dedicati alle energie rinnovabili, all’innovazione tecnologica e alla tutela dell’ambiente marino, per un sistema portuale più efficiente, resiliente e aperto alla comunità. Tra i principali interventi dell’Adsp figurano l’elettrificazione delle banchine di Civitavecchia, con investimenti per oltre 80 milioni di euro, lo sviluppo delle energie rinnovabili e la realizzazione della prima Hydrogen Valley portuale italiana. 

“Non dobbiamo scegliere tra crescita e sostenibilità. Dobbiamo costruire porti più competitivi, innovativi e sostenibili. Il cold ironing consentirà alle navi di spegnere i motori durante la permanenza in porto, riducendo le emissioni e migliorando la qualità dell’aria. All’Interporto, inoltre, Cfft ha già inaugurato il primo distributore di idrogeno e stiamo valutando un progetto per portare un treno alimentato a idrogeno direttamente in banchina, unendo transizione energetica e intermodalità”, ha dichiarato Latrofa. 

 

Particolare attenzione è riservata alla tutela del mare, attraverso un progetto di restauro e recupero degli habitat marini sviluppato dall’Università della Tuscia, che coinvolge ricerca scientifica, operatori e cittadini e si collega alle iniziative internazionali per la resilienza degli ecosistemi costieri. 

“La nostra idea di Smart Port non è semplicemente un porto con più tecnologia, ma uno scalo che utilizza innovazione e infrastrutture per ridurre il proprio impatto ambientale e creare valore per il territorio. In questa visione si inserisce anche il progetto del Parco delle Dune del Mediterraneo, per ricucire il rapporto tra Civitavecchia e il suo porto. Porto e città devono crescere insieme. Questo riconoscimento – ha concluso Latrofa – appartiene a tutta la struttura dell’Autorità di Sistema Portuale, alle istituzioni, alle imprese, ai lavoratori e agli operatori. È il risultato di un sistema che lavora insieme, con una direzione chiara e una visione comune”. 

17 set 2026

Ucraina, Meloni: "Putin cerca un'escalation in Europa perché la guerra non va come previsto"

(Adnkronos) - Evitare la trappola delle provocazioni di Mosca. Secondo la premier italiana, Giorgia Meloni la Russia starebbe alzando la pressione al confine europeo per mascherare i problemi strategici, riscontrati nel conflitto ucraino. "Io credo che queste provocazioni da parte di Mosca si stiano moltiplicando perché Putin ha bisogno di spostare l'attenzione, cercando un'escalation con l'Europa - ha detto al termine dell'incontro a Oslo con il Primo Ministro norvegese Jonas Gahr Støre -, da una situazione sul campo della guerra in Ucraina che non sta andando come Putin aveva previsto, dichiarato, promesso al suo popolo. E quindi noi dobbiamo chiederci a chi conviene un'eventuale escalation e agire di conseguenza". 

"Penso che non bisogna rispondere" alle provocazioni di Mosca, "penso che rispondere a queste provocazioni sarebbe più nell'interesse di Mosca che non dell'Europa". Sulla nomina di un rappresentante dell'Europa per il dossier Ucraina "l'ho già detto in diverse occasioni: io penso che individuare e formalizzare chi parla a nome dell'Europa sarebbe un elemento che rafforza la posizione europea. E attenzione: parlo di Europa e non di Unione Europea". 

 

"Per noi la Norvegia è un partner di primo piano in Europa" dice Meloni. "Lo è certamente per il ruolo che tutti conoscono che ha nella diversificazione degli approvvigionamenti energetici italiani: è il nostro quarto fornitore di gas". Rispondendo a una domanda sul fatto che la visita in Norvegia fosse legata anche alla necessità di approvvigionamenti energetici, Meloni ha osservato: "Non sono qui solo per questo". La premier ha quindi sottolineato che "l'Italia e la Norvegia sono due nazioni che cooperano in maniera molto forte" e che il partenariato può esprimere "enormi potenzialità" anche in altri settori. 

 

"Da una lettura velocissima" della lettera di Schlein in materia di energia "posso dire che sono contenta vi sia un implicito riconoscimento del lavoro del governo. Perché, lo ricordo, quando il Partito Democratico diceva che il Piano Casa era fuffa, che non serviva a niente, che era vuoto... oggi si chiede di metterci più risorse. Conto Termico 3.0, ricorderete che è un provvedimento che è stato varato da questo governo: ci abbiamo messo 900 milioni l'anno. Ci si chiede di mettere più risorse, vuol dire che è uno strumento che funziona e funziona bene. Quindi mi accontento per ora dell'impronta del lavoro che abbiamo fatto fin qui, ma sicuramente approfondirò e, se ci sono cose interessanti e buone, non ho problemi a portarle avanti". 

 

Per quanto riguarda la difesa, Roma e Oslo fanno parte "della stessa famiglia Atlantica, condividiamo le stesse priorità. Dobbiamo saper rafforzare le nostre capacità industriali, dobbiamo sviluppare sistemi competitivi e complementari, dobbiamo costruire filiere che sostengano nel tempo le nostre esigenze di sicurezza allargata. Anche qui le opportunità per un partenariato di eccellenza tra Roma e Oslo sono moltissime".  

17 set 2026

Bayram, Caputo: “Ora il salto quantico. E lanciamo il Ministero del Futuro”

(Adnkronos) - Prima lo spazio, il cosmo e una generazione chiamata a riconoscersi e “contarsi”. Adesso il salto quantico: la discontinuità, l’uscita dai vecchi schemi, l’idea che il futuro non sia semplicemente qualcosa da attendere o prevedere, ma un insieme di possibilità da immaginare e, almeno in parte, scegliere. 

Bayram torna sabato 10 ottobre al MAXXI di Roma per la sua seconda edizione. Una giornata, dalle 10 alle 21, costruita su tre percorsi paralleli: i monologhi di “Viaggi nel futuro” nell’Auditorium, i confronti di “Dialoghi sul futuro” nella Sala Carlo Scarpa e le presentazioni di “Leggere il futuro” nella Sala Graziella Lonardi Buontempo. L’ingresso ai panel è gratuito ma bisogna registrarsi (qui). 

Se nel 2025 la parola chiave era stata “generazione cosmica”, questa volta il lessico viene dalla meccanica quantistica. Ma il quantum è insieme oggetto concreto di discussione (dalla computazione alla sicurezza) e metafora utilizzata per leggere una società nella quale alleanze, identità e rapporti di potere appaiono sempre meno binari. Il programma attraversa deliberatamente territori lontani: dalla poesia all’intelligenza artificiale, dalla danza alla geopolitica, dal nucleare alla spiritualità, dalla cyberwarfare al futuro del giornalismo. E mette accanto fisici, artisti, religiosi, manager, studiosi, giornalisti ed esperti di tecnologia. 

Tra gli appuntamenti, l’intervista a Marco Minniti su “Caoslandia”, il nuovo disordine internazionale nel quale geopolitica, informazione, infrastrutture e competizione tecnologica si sovrappongono; il confronto su “Il secolo dei quanti”; quello sui “Futuri preferibili”; e un panel dedicato alla “quarta dimensione del quarto potere”, che prova a interrogarsi su che cosa resti del mestiere del giornalista quando la sfida non consiste più soltanto nell’arrivare per primi, ma nel riconoscere i segnali prima che diventino evidenti. 

La novità politica e culturale arriva alla fine della giornata. Bayram lancerà infatti il suo “Ministero del Futuro”: nel programma è descritto come un possibile luogo nel quale riunire futurologi, scrittori, filosofi, artisti e scienziati insieme a economisti, giuristi ed esperti di politica e finanza, per provare a costruire idee prima che il futuro diventi “destino irreversibile”. Una provocazione, certamente. Ma Sebastiano Caputo avverte: “Più seria che no”. 

L’anno scorso avevate chiamato a raccolta la “generazione cosmica”. Che fine le avete fatto fare?  

“Ancora non lo sappiamo”, ride Caputo. “La prima edizione, il 4 ottobre 2025, era una scommessa, un foglio bianco che abbiamo provato a riempire radunando quella che avevamo definito la generazione cosmica: giovani professionisti provenienti dalle discipline più diverse. In qualche modo li abbiamo chiamati a raccolta per contarci. La seconda edizione serve anche a dare continuità a quell’esperimento”. 

“Il mio piano per Bayram è abbastanza semplice: considero le prime tre edizioni una fase di consolidamento. Vogliamo costruire una piattaforma, un marchio e soprattutto una comunità, mantenendo per questi primi anni la formula di una grande giornata aperta gratuitamente al pubblico. Questo significa anche costruire nel tempo un rapporto con partner e sponsor che ci permetta di mantenere questa caratteristica. La generazione cosmica, insomma, non sparisce: ce la portiamo dietro e proviamo ad allargarla”. 

Però quest’anno, a differenza della prima edizione, alla fine lasciate anche una proposta: il Ministero del Futuro. Cos'è?  

“È una provocazione, ma è anche una proposta potenzialmente concreta. Nella storia recente non sono mancati ministeri costruiti attorno a problemi o fenomeni nuovi e apparentemente insoliti. Noi proviamo a fare la stessa operazione sul futuro”. 

“Non voglio anticipare troppo su come immaginiamo di strutturarlo, perché lo presenteremo il 10 ottobre al MAXXI. Ma direi che la proposta è provocatoria ma seria. L’idea è chiedersi se non serva un luogo istituzionale capace di pensare ciò che ancora non esiste, invece di occuparsene soltanto quando è già diventato emergenza”. 

Quest’anno tutto ruota attorno al “salto quantico”. Quantum rischia di diventare la nuova AI, appiccicata a qualsiasi cosa?  

“Penso che in parte accadrà. Oggi ‘rivoluzione quantica’ non è ancora un’espressione mainstream, ma basta guardare a quello che stanno facendo istituzioni pubbliche, aziende, centri di ricerca: stanno nascendo gruppi di lavoro, studi, paper. Credo davvero che entreremo in una fase di rivoluzione quantica. Con Bayram abbiamo voluto darle però una declinazione che non fosse soltanto fisica o computazionale. Abbiamo utilizzato il campo semantico della meccanica quantistica anche per costruire il programma: una società non più organizzata secondo schemi rigidamente binari, ma attraversata da infinite possibilità di posizione, alleanza, relazione e sinergia”. 

Il “salto” è una metafora?  

“È anche una metafora. Il salto quantico richiama il passaggio da uno stato a un altro, una discontinuità rispetto a ciò che viene prima. Nel linguaggio comune significa superare vecchi sistemi, vecchie abitudini e vecchie ritualità per arrivare a una consapevolezza nuova. Si lega bene anche al lavoro che facciamo sull’ucronia, sui futuri possibili e probabili. Il programma di quest’anno è volutamente densissimo: dentro ci sono poesia, geopolitica, spiritualità, energia, tecnologia. Cerchiamo di metterle sotto uno stesso cappello. L’anno scorso avevamo costruito il nostro lessico attorno allo spazio e al cosmo; quest’anno ci muoviamo dentro quello della fisica quantistica”. 

Nel programma c’è una frase volutamente provocatoria: il giornalismo dovrebbe non soltanto raccontare ciò che accade, ma “predire e determinare” le notizie. Ma se il giornalista determina la notizia non rischia di diventare egli stesso la notizia?  

“È uno dei temi sui quali vogliamo discutere nel panel di apertura, costruito con l’Instituto Cervantes e con giornalisti italiani e spagnoli. La mia idea è che il giornalista molto bravo, nel XXI secolo, debba sempre più utilizzare alcuni metodi propri dell’intelligence. Non nel senso di diventare un agente politico o un propagandista, naturalmente, ma nel metodo. Significa lavoro sulle fonti, rapporto con le fonti, capacità di andare oltre la superficie. In una condizione di sovrainformazione, non basta più ricevere un fatto e raccontarlo. Bisogna saper unire i puntini”. 

Quindi decifrare i segnali prima degli altri.  

“Esatto: i segnali forti, quelli deboli e quelli intermedi. È questo il senso della ‘quarta dimensione del quarto potere’. Al di là dello scoop, la differenza può farla la capacità di vedere una relazione che altri ancora non vedono e capire verso dove conduce. Da questo punto di vista la buona notizia è che il giornalismo non è morto”. 

Che ospiti ci saranno quest'anno?  

“Nella logica di allargare progressivamente la comunità di Bayram, direi che circa il 90% degli ospiti di quest’anno è nuovo. È una delle cose che mi rende più soddisfatto del programma. L’obiettivo è continuare a far entrare persone e discipline diverse, senza trasformare Bayram in un circuito chiuso”. 

Chi segnaleresti tra i profili più originali?  

“Rebecca Bianchi, étoile del Teatro dell’Opera di Roma, che non verrà a Bayram per danzare ma per tenere un monologo. Mi interessa molto perché la danza è una disciplina che spesso resta ai margini del dibattito culturale, mentre per me ha una dimensione quasi cosmica. Poi Silvano Fuso, chimico e grande divulgatore; don Gabriele Vecchione, giovane sacerdote e scrittore che sta facendo un lavoro interessante sia sul piano intellettuale sia su quello comunitario; Lorenzo De Rita, che lavora sull’arte e sull’immaginazione; Paolo Gervasi e Matteo Roversi, che animano ‘Futuri probabili’”. 

“E poi sono molto contento di Filippo Mosca, conosciuto artisticamente come Pippo Sowlo. Non lo abbiamo invitato nelle vesti del personaggio musicale, ma come Filippo Mosca: è un dottorando in filosofia e un appassionato di Wittgenstein. È esattamente il genere di cortocircuito che interessa a Bayram: prendere una persona che il pubblico identifica con un immaginario e scoprire che dietro quell’immaginario c’è un altro percorso, un’altra competenza”. 

“Ci saranno poi Juri Camisasca, storico collaboratore di Franco Battiato, e molti giornalisti: Giovanni Diamanti, Eva Giovannini, Flaminia Camilletti, Enrica Belli. Perché, appunto, il giornalismo non è morto ed è bene continuare a renderlo protagonista”. 

E dove vorresti arrivare con Bayram?  

“I primi tre anni servono a consolidare il progetto. Poi, dal quarto, si potrà immaginare qualcosa di più grande: magari una manifestazione su più giorni, capace di riportare insieme quella generazione cosmica costruita nel tempo, aggiornarla e continuare ad allargare il dibattito. Ma per ora bisogna fare bene il secondo passo. I segnali, per usare ancora il nostro linguaggio, ci sono. E sono fiducioso”. 

17 set 2026

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